La notte prima degli esami…

Il pesante trittico fatto delle trasferte contro Tottenham, Roma e Juventus, ha lasciato parecchio amaro in bocca ai tifosi interisti.

Il pesante trittico fatto delle trasferte contro Tottenham, Roma e Juventus, ha lasciato parecchio amaro in bocca ai tifosi interisti.

Le gare potevano dare una svolta diversa o comunque una conferma alla stagione interista, si sono concluse con risultati un po’ deludenti, quelli che a scuola definiscono uno studente, “sì bravino, ma potrebbe fare molto di più”.

In tutti le partite c’è da recriminare e parecchio. A Wembley gli uomini di Spalletti sono sembrati non affondare più di tanto, al cospetto di una squadra, quella inglese, molto attendista nel primo tempo, che poi ha saputo capitalizzare l’unica incertezza difensiva nerazzurra.

A Roma, l’Inter ha subito solo la voglia giallorossa di non affondare definitivamente in un campionato anonimo.

Due volte in vantaggio, l’Inter ha subito il pareggio prima su un tiro dagli spogliatoi di Under, non contrastato da nessun difensore, e poi con un rigore, che definire inutile è fargli un complimento.

Con la Juventus la squadra ha tenuto molto bene nel primo tempo, confezionando due clamorose occasioni da rete, una colossalmente ciccata che ha portato al palo.

Poi un’altra occasione sprecata nella ripresa, ha beccato il vantaggio bianconero su un evidente errore di lettura della difesa, aggravato dal successivo mancato contrasto di Asamoah su Mandzukic.

Poi l’Inter è sparita.

Questo estraniarsi dalla partita è l’aspetto su cui Spalletti dovrà lavorare in questi giorni che precedono l’ultima gara del girone di Champions contro il Psv, evitando l’atteggiamento della squadra che si rende conto di aver fatto il massimo e non riesce a portare a casa nulla.

E’ vero bisogna guardare da dove si è partiti ad inizio stagione, ma a questo punto è necessario un minimo di convinzione in più.

L’Inter ha conquistato quarto posto e Champions a dieci minuti dalla fine del campionato scorso, ha riassettato finanze ed i conti economici che l’hanno penalizzata non poco negli ultimi anni.

Ha rimodulato per l’ennesima volta la formazione, ha riportato i suoi tifosi in massa allo stadio e questo non è roba da nulla.

L’anti Juve estivo era stato solo un aggettivo affibbiatole per dare interesse ad un campionato, che si sapeva già fosse indirizzato sin dalle letture fatte sui giornali sotto l’ombrellone.

I bianconeri hanno ammazzato, per loro forza, ogni forma di interesse alla stagione; solo il Napoli sembra tenere sui livelli dell’anno scorso, ma ancora ce ne manca.

All’Inter obiettivamente difettano i tre punti con il Parma, che ci stavano eccome se ci stavano, così come un paio di punti tra Sassuolo e Torino.

Con questi cinque o sei punti in più, in classifica ci sarebbe già un abisso con quelle dietro, e con il Napoli si andrebbe a braccetto.

Il resto del campionato è infatti di una mediocrità generale, dove si fa a gara a chi pareggia di più.

Ora sotto con il Psv, gara che, indipendentemente dal risultato di Barcellona-Tottenham, purtroppo decisivo, deve significare una definitiva svolta in termini di mentalità.

Una partita dove occorrerà mangiarsi l’erba per togliere ogni dubbio sia dalla testa dei giocatori, che da quella dei tifosi, che quella che si sta affrontando è la strada giusta.

Una forte iniezione di autostima, che dovrà servire ad evitare le ignobili cadute degli anni scorsi, iniziate proprio in questo periodo invernale , che hanno lasciato scorie e preoccupazioni nei pensieri di molti.

E’ la classica notte da prima degli esami. Nella speranza di non dover sentir dire: “Si bravina, ma poteva fare di più”