Colazione con…..

Centro di Milano, piove a dirotto ed i portici sono una manna per fortuna.

Centro di Milano, piove a dirotto ed i portici sono una manna per fortuna.

Il black friday ha lasciato strascichi e le vetrine dei negozi sono ancora tappezzate di avvisi di sconto . Chi vende con ribassi del 30, chi del 40% rispetto al prezzo originario; ovviamente uno non si ricorda quanto fosse prima e quindi vale tutto.

Poca gente in giro colpa forse del tempo, o forse perché è uno degli ultimi sabati di relativa tranquillità prima del putiferio pre natalizio.

Ecco un’improvvisa voglia di cappuccino e brioche. Il bar è uno dei più conosciuti in zona; la porta è aperta ed il profumo che ne esce invoglia ad entrare.

Al bancone un tizio abbastanza sta di spalle e parlotta animatamente con il ragazzo della cassa.

Mi avvicino ordino e mi sembra di riconoscere la parlata. Mi giro ed è lui, ex giocatore dell’Inter, e sta trangugiando un cannolo. A fianco non una tazzina, ma un bicchiere.

Non capisco cosa ci sia dentro; non oso pensare ma non è sicuramente caffè.

Discutono della partita di stasera. “Dammi retta vale tanto, altro che storie..” afferma l’ex. Il ragazzo accenna un “Ma dai su è il Frosinone”.

“Tu non capisci un … proprio perché è il Frosinone vale tanto e proprio perché da martedì per dieci giorni non si scherza”

Mi avvicino cerco di dire la mia. “Un piacere conoscerla, sono interista” e gli allungo la mano.

Me la stringe con forza, non dice nulla e mi lascia qualche rimasuglio di cioccolata sul pollice.

“Sono d’accordo con lei” continuo “oggi serve a dare lo slancio, ed è la classica partita pericolosa”

“Infatti” risponde masticando. “Se segni subito finisce tre, quattro a zero, ma se no rischi l’imbucata, questi corrono e ultimamente sono in forma”

Sorseggio il cappuccino mentre lui continua guardando però il ragazzo:

“Poi non so chi metta Spalletti. Sicuramente Borja visto che non c’è Brozovic, poi lascia fuori Mauro e probabilmente De Vrij. Io toglierei anche Perisic”

Annuisco cercando di aggiungere che a mio parere più che Keità serve Lautaro, ma va avanti di abbrivio.

” Ai miei tempi prima di affrontare le gare decisive, quando te la vedevi con la scartine il capacchione in panchina veniva a dirci di giocare più con la testa che con le gambe. Poi i più forti li lasciava fuori. A Cesena un anno ci stavano facendo un mazzo tanto ed i campo gli sbarbati non ci stavano capendo nulla. Dieci minuti di urla negli spogliatoi, due big dentro a mezzora dalla fine e la partita la portammo a casa. Mi dai un altro cannolo…”

Sbevazza e mastica: “Oggi è dura non credete.. Pinamonti lo conosco bene, ce l’ha un po’ su perché lo hanno sbattuto via, sarà indemoniato”.

Il ragazzo lo incalza: “Si non dobbiamo sbragare come l’anno scorso… già a Bergamo non c’eravamo”

“A Bergamo hanno giocato un primo tempo in ciabatte; poi sono entrati negli spogliatoi ed invece che le scarpe bullonate hanno messo i mocassini, e ci hanno ammazzato lo stesso. Inguardabili… a calci nel didietro…”

Mi ha fatto venire l’ansia e il cappuccio sa di fondo; o forse è il croissant al lampone che non c’azzecca con la cannella. Per fortuna è su Dazn così non la vedrò.

Accidenti ma è il Frosinone. Allora con Tottenham, Roma e Juve cosa devo fare. Una flebo di xanax?

E lui imperterrito: “Anzi ti dirò di più per me finisce pari… quant’è il tutto?”

Dietro un vecchietto lo riconosce dandogli una pacca sulle spalle. Lo saluta sorridendo con “Quanti cancheri ti ho tirato dietro”. Lui sembra non gradire butta sul banco venti euro e se ne va.

Il ragazzo lo insegue con la voce: “Aspetti il resto…”

“Offri un caffè al cancherista” e via verso il Duomo.

Me ne vado anche io senza neanche salutare. Al diavolo, stasera si vince e chissà quello cosa si è bevuto.

Amala!