Inter fuori dalla Champions. Eppure è colpa nostra…

Siamo fuori dalla champions, ma è dipeso da noi!

Siamo fuori dalla champions, ma è dipeso da noi!

Alla fine del mese agosto, dopo il sorteggio dei gironi di Champions, molti pensavano che per l’Inter sarebbe stato difficile persino arrivare terza e qualificarsi per l’Europa League.

Il Barcellona era improponibile, il Tottenham pure: era la squadra che aveva messo paura alla Juventus, andando ad un passo dalla qualificazione alle semifinali nella Coppa dell’anno scorso.

Il Psv era la classica incognita che arrivava però da un dominio incontrastato nel proprio campionato.

La faccenda si era messa invece bene dopo le prime due giornate, con due vittorie pesanti, proprio contro gli inglesi e gli olandesi, e dunque un pensierino alla qualificazione per le gare che contavano di febbraio, incominciava a farsi strada.

Ancor meglio dopo la terza partita, visto che nonostante la sconfitta preventivabile al Camp Nou, l’Inter manteneva quattro punti di vantaggio sulla terza.

Poi l’inesorabile declino. Mentre il Tottenham faceva suo in extremis contro il Psv, i nerazzurri al Meazza, si arrabattavano e non poco contro i blaugrana , cogliendo un pareggio insperato dopo essere andati sotto.

Per andare agli ottavi sarebbe bastato non perdere a Wembley e fare i tre punti nella partita finale contro gli uomini di Van Bommel.

A Londra invece, una gara troppo attendista, ha fatto si che gli inglesi colpissero sfruttando l’unica incertezza pesante della difesa nerazzurra.

Con la sconfitta di Londra, occorreva battere il Psv e sperare nell’1X a Barcellona; dunque non dipendeva più direttamente dall’Inter.

L’amara realtà è che invece, è dipeso proprio dall’Inter. Al Camp Nou il Barca qualificato in anticipo, con molte riserve in campo, il suo lo ha fatto.

Subito in vantaggio con Dembelè, ha centrato due pali, lasciando al Tottenham diverse occasioni da rete, ed il pareggio fatale a cinque minuti dalla fine, siglato da Moura.

A San Siro invece, davanti ad un pubblico come sempre splendido, i ragazzi di Spalletti hanno clamorosamente toppato, giocando una gara troppo confusa, incanalatasi male dopo il vantaggio degli olandesi a seguito di un’altra topica difensiva.

Le defezioni a centrocampo per gli infortuni di Vecino e Nainggolan e l’assenza dalla lista di Gagliardini e Joao Mario, hanno costretto l’allenatore a ridisegnare un reparto ,con interpreti che hanno finito in alcuni casi per pestarsi i piedi, per di più lasciando scoperta la difesa.

Si è giocato in affanno, sempre alla rincorsa del pari,  con lo sguardo al tabellone per vedere come andava in Spagna.

E quando al ventottesimo del secondo tempo Icardi ha pareggiato, è mancata la convinzione di proseguire per cercare il vantaggio, forse illusi che il Barcellona, non venisse recuperato.

La conclusione è che l’Inter è dove doveva essere .

I voli pindarici dopo le vittorie nelle due partite iniziali, sono stati ridimensionati in una realtà più consona, e che comunque consente di andare avanti nell’Europa di serie B.

Il Tottenham invece prosegue; è meno forte di quello dell’anno scorso, ma è sembrato essere più squadra dei nerazzurri.

A Milano ha perso nei cinque minuti finali, dopo una partita in equilibrio, mentre a Wembley ha atteso, per poi colpire nel finale.

Dopo essersi fatta un giretto sulla giostra della Champions, grazie ai gettoni vinti a Roma contro la Lazio, l’Inter ha ora il dovere di affrontare l’Europa League, con il giusto rispetto per la competizione.

In Italia resta la Coppa nazionale ed entrare nelle quattro, visto che per il campionato,  così come per tutte le altre squadre , è chiusa da un pezzo,.

Nella speranza che questa delusione venga digerita alla svelta, e non sia invece il preludio ai disastrosi mesi di gennaio degli anni scorsi.

Peccato, ma è dipeso da noi.