Inter-Napoli 1-0, ripresi due punti lasciati a Verona.

Contro gli uomini di Ancelotti, i  nerazzurri hanno giocato un buon primo tempo, come già era capitato contro la Juventus a Torino, subendo la reazione degli avversari nella ripresa, quando un evidente calo atletico, ha consentito ai partenopei di recuperare campo.

Immagine F.C. Internazionale

Contro gli uomini di Ancelotti, i  nerazzurri hanno giocato un buon primo tempo, come già era capitato contro la Juventus a Torino, subendo la reazione degli avversari nella ripresa, quando un evidente calo atletico, ha consentito ai partenopei di recuperare campo.

L’espulsione di Koulibaly ha poi riaggiustato la gara facendola pendere verso gli uomini di Spalletti, capaci di sfruttare in pieno recupero l’ultima occasione propiziata da Keita e finalizzata da Lautaro Martinez, ossia i due subentrati nel finale del match.

Grazie a questa vittoria, l’Inter consolida il terzo posto in campionato, a meno cinque proprio dai partenopei , secondi dietro la Juventus , ed a più sei sulla Lazio quarta.

Ed è qui che occorre partire per fare qualche riflessione sulla squadra.

Tralasciando il discorso Champions, è indubitabile che fino al ventisei dicembre qualche occasione sia stata sprecata. Obiettivamente, alla classifica attuale, mancano forse solo i tre punti con il Parma ed uno con il Sassuolo

In entrambe le gare ci sono stati macroscopici errori arbitrali, che hanno indirizzato il risultato, ma è altrettanto vero che l’Inter, è andata a vincere in pieno recupero contro la Sampdoria, contro il Milan e ieri sera contro il Napoli.

Un primo spunto  parte dal fatto che l’Inter ha perso, e si sa come, con la Juve, ma ha vinto contro la seconda, la quarta, la quinta e la sesta in classifica, giocando complessivamente un calcio discreto, tra l’altro con tre soli innesti effettivi arrivati dal mercato estivo.

In pratica solo Asamoah, De Vrij e Politano hanno giocato in pianta stabile; Vrsaljko e Nainggolan sono stati vittime di infortuni, mentre Lautaro e Keita sono sempre partiti dalla panchina.

C’è stato quindi un serio passo avanti in termini di gioco, se si pensano ad i trascorsi fatti di Kuzmanovic, Pereira, Schelotto, Melo, M’Vila e Rocchi.

Passo avanti dettato anche da una politica societaria che con Zhang, ha cambiato registro.

E’ vero, al tifoso non interessa nulla di bilanci, ricavi, plusvalenze, Fpf e via dicendo e guarda subito al campo, ma occorre considerare da dove si era partiti all’indomani del 22 maggio 2010.

Quella sera occorreva già fare delle scelte invece di andare ad infognarsi in un contesto economico, che ha poi sfasciato la società nei restanti sette anni.

Un paio di protagonisti che, mentre giravano il Bernabeu con la Champions in mano, rilasciavano interviste sostenendo di avere offerte principesche da mezza Europa, andavano ceduti immediatamente, invece di allungargli il contratto a cifre poi impossibili da gestire.

Erano indubbiamente scelte impopolari , ma avrebbero consentito una pianificazione più accurata, senza il rischio di accollarsi, negli anni successivi, vere ciofeche del calcio o scarti ed avanzi di altre squadre.

Un secondo spunto viene conseguentemente dal resto dei risultati di questa prima metà di stagione.

Se la squadra ha fatto nel complesso bene con le compagini più forti del nostro campionato, aggiungendoci anche la vittoria contro la Fiorentina.

E’ altrettanto vero che ha perso parecchi punti con il resto del gruppo, evidenziando, forse, grossi limiti di concentrazione .

Si deve quindi lavorare su questo, visto che sei punti lasciati contro l’Emilia della serie A, ossia Sassuolo e Parma, sono troppi, che non va bene prendere l’imbarcata che si è presa a Bergamo, ed è impensabile farsi recuperare due gol dal Torino in casa

Terza riflessione. All’Inter mancano almeno un paio di top player; sicuramente uno in mezzo, capace di dettare i tempi al gioco, e nascondere la palla quando c’è bisogno, e poi un laterale con i contro fiocchi, a scelta se destro o sinistro.

Fino adesso, per i problemi ben noti, non è stato possibile andare oltre un certo range di calciatore, che è rimasto oltralpe, ma è indubbio che per avvicinare la Juventus occorrano dei piedi più che buoni.

Zhang da vero imprenditore e poco uomo di campo , giustamente, sta lavorando al contorno, ben sapendo che in questo momento i piatti forti non possono essere digeriti.

Grazie ad un’accorta politica interna, l’Inter sarà fuori dal settlement agreement dal prossimo 1° luglio 2019, la società ha presentato l’ultimo bilancio con un aumento dei ricavi provenienti dalla Cina, un fatturato di quasi 350 milioni e con grandi margini di crescita.

Ciò consentirà di effettuare maggiori investimenti sul mercato, sia per l’acquisto dei calciatori, sia per i loro ingaggi. E per questo è stato preso un professionista top nel settore, Giuseppe Marotta.

Quarta riflessione. L’Inter deve fare per forza notizia, non c’è ne è. Si creano e si discutono casi, che da altre parti restano sotto traccia.

Ieri nel dopo gara, invece di parlare dello sforzo fatto dalla squadra, per battere una delle protagoniste del campionato italiano degli ultimi anni.

Sulle televisioni è andato in scena un teatrino fatto di razzismo, sicuramente da condannare, ma che non è della maggior parte dei tifosi che vanno a San Siro.

L’Inter ha vinto sfruttando con pieno merito l’occasione che gli è capitata, e non per i deprecabili ululati rivolti a Koulibaly, che per carità sarà anche stato turbato, ma applaudendo l’arbitro, ha fatto una sciocchezza sesquipedale.

Ed andare a sbandierare la giustificazione che l’applauso era invece rivolto ai buuu del Meazza, è un insulto all’intelligenza di chi sta ascoltando.

Così come intervistare il match winner Martinez, e chiedergli del padre, con riferimento ad una polemica morta e sepolta da un mese e passa.

Sottolineare l’intervento sulla linea di Asamoah, che salva il risultato, senza però evidenziare l’altrettanto salvataggio sulla linea fatto da Koulibaly su Icardi, non è corretto.

Il caso Nainngolan poi è un altro emblema di come, a Milano, i panettoni vengano farciti oltre misura, e si tengano esposti anche quando sono scaduti.

Ci sono regole di spogliatoio che vanno rispettate, il giocatore ha sbagliato, è una testa matta, non ha reso per quello che era stato preso per via di due seri infortuni, ma la società ha fatto quello che doveva fare.

E’ anche vero però che il belga si è preso insulti e minacce da alcuni facinorosi, così come si devono ricordare i cori e le ovazioni al momento del suo arrivo a Milano.

Oltre a questo si fa il fiocco al pacco, sbandierando Zaniolo, ovvero la contropartita data ai giallorossi per lo scambio, come il nuovo astro del calcio italiano.

Probabilmente sarà così, e lo si augura la ragazzo, ma l’ottanta per cento degli addetti ai lavori, a giugno, Zaniolo, non sapeva neanche chi fosse.

Per questo, visto che ascoltano e leggono in parecchi, occorrerebbe un minimo di coerenza, sia quando si parla, sia quando si scrive, facendo per giunta lo sforzo di ricordare quello che si è scritto e letto in passato.

Si ricordi anche dove si era e neanche tanto tempo fa, e soprattutto si pensi a quello che si potrà fare a breve termine . Poi si tireranno le somme.

L’Inter eppur si muove.