Tottenham-Inter 1-0, che dire, peccato…

Gli Spurs vincono la gara di Wembley e per il momento passano al secondo nella classifica del girone, la vecchia storia della differenza reti,  classifica in parità di punti eccetera, il loro gol a San Siro vale doppio e sono in vantaggio con il punteggio sfide aggregato...

Gli Spurs vincono la gara di Wembley e per il momento passano al secondo nella classifica del girone, la vecchia storia della differenza reti,  classifica in parità di punti eccetera, il loro gol a San Siro vale doppio e sono in vantaggio con il punteggio sfide aggregato…

Tottenham-Inter 1-0, già, peccato! Chi dopo il sorteggio non avrebbe firmato per essere ancora in corsa per il passaggio del turno di Champions prima dell’ultima partita? Con Barça, Tottenham e Psv Eindhoven tra le scatole, a fine agosto era già difficile pensare di qualificarsi per l’Europa League, figurarsi andare avanti agli ottavi.

Dunque oggi 29 novembre c’è poco da lamentarsi, soprattutto per una squadra, l’Inter, qualificatasi all’ultimo istante grazie alla capocciata di Vecino a Roma contro la Lazio e finita in quarta fascia e dunque alla mercé di tutti per i demeriti degli anni passati.

Ottimismo quindi? Sicuramente, anche se il destino purtroppo non passa solo nei piedi dei nerazzurri, costretti per via della differenza reti a fare un punto in più del Tottenham e sperare dunque che Messi faccia il suo tra quindici giorni al Camp Nou nella sfida del Barca contro gli inglesi.

C’è però un grande rammarico dopo lo 0-1 di ieri. I timori iniziali erano stati spazzati via dopo un ottimo avvio di girone, e soprattutto dopo che Barcellona a parte, i nerazzurri avevano visto con chi avevano a che fare, vale a dire due squadre ampiamente alla loro portata.

I blaugrana hanno fatto il loro vincendo dappertutto, tranne che per il pareggio proprio a San Siro. Il Psv ha finito invece con il perdere con tutti, tranne che per il pareggio in extremis acciuffato in casa contro il Tottenham ed assieme a Monaco e Young Boys, sono la squadra con meno punti in tutti i gironi.

Gli inglesi ne hanno prese quattro in casa dagli uomini di Valverde, hanno perso all’ultimo minuto contro l’Inter, ma hanno preso una salutare vittoria, a questo punto decisiva, sempre nel finale del ritorno contro gli olandesi.

Il rammarico nasce proprio dal fatto che i nerazzurri potevano giocarsela meglio a Wembley. Tutto sommato a parte una certa pressione fisiologica dettata dal fatto di giocare tra le mura amiche, il Tottenham ha tirato in porta si è no quattro volte ed Handanovic non ha dovuto fare chissà quali miracoli.

Per parte nostra c’è stata poca convinzione nel voler far male ad un avversario che aveva impostato un gara non certo d’assalto. Il tecnico Pochettino ha avuto ragione nel far rifiatare qualche big, per poi inserirlo dal settantesimo in avanti quando i nostri iniziavano a dare segni di fatica. Era meglio approfittare della iniziale macchinosità del centrocampo inglese; ed invece proprio il nostro reparto di mezzo ha stentato parecchio, giocando in inferiorità numerica per l’assenza totale di Nainggolan.

Ultimamente il belga si sta trascinando per il campo dopo l’infortunio patito nel derby; Spalletti sta cercando di dargli minuti nelle gambe, ma l’impressione è che invece dovrebbe fermarsi per un po’. Le alternative però non ci sono visto che Joao Mario e Gagliardini non sono in rosa Champions.

Altre disquisizioni si potrebbero fare  sul calo fisico e tecnico di Perisic, o sul fatto che qualche giocatore fa fatica a rendere in campo internazionale, forse per mancanza di esperienza o per naturale predisposizione a fare fuoco e fiamme al di qua delle Alpi, ma non oltre. C’è poi l’attacco che anche ieri l’ha vista poco. Icardi è troppo solo e non ha la predisposizione a far salire la squadra. Indubbiamente è l’uomo gol dell’Inter, e guai a privarsene, ma a Wembley è risultato evidente la differenza esistente con Kane, capace di giocare più con la palla e creare spazi ai compagni.

Non tutto è perduto. L’Inter non è una “squadraccia” come qualcuno ha detto riferendosi ad altro club… Se lo fosse almeno tre quarti delle compagini che giocano il campionato italiano dovrebbe andare a nascondersi. Occorre vincere e guardare con fiducia a quello che avverrà al Camp Nou, dove da circa trenta partite nessuno porta a casa i tre punti. L’ultimo fu il Bayern nel 2013.

Amala!