Dejan “Deki” Stankovic nato per combattere

Nato a Belgrado l’11 settembre del 1978, Dejan Stankovic è stato un giocatore poliedrico.

Nato a Belgrado l’11 settembre del 1978, Dejan Stankovic è stato un giocatore poliedrico.

Dejan “Deki” Stankovic nato per combattere

Dotato di grande intelligenza tattica era in gradi di ricoprire diversi ruoli. Centrocampista centrale ma anche quello di trequartista e poi mediano e centrocampista laterale. La sua posizione naturale era quella di interno sinistro.

L’esordio è datato 26 settembre 1996; la competizione è la Coppa delle Coppe e la squadra di appartenenza è la Stella Rossa di Belgrado in una gara contro i tedeschi del Kaiserslautern. Aveva poco più di 18 anni, entrò e fece due gol.

È noto per le grandi capacità balistiche: ha realizzato molti gol da oltre 25 metri, inclusi tre da centrocampo. Due di questi (quelli contro lo Schalke e il Genoa) furono eseguiti addirittura al volo.

Nel gennaio 2004, dopo essere stato vicino alla cessione ai bianconeri della Juventus si trasferisce all’Inter per 4 mln di euro. Mancini mi disse di andare in nerazzurro, perché la storia non si può stampare. E a Milano il giocatore serbo contribuisce, in modo notevole, alle fortune del club interista.

Realizza la prima rete, direttamente da un calcio d’angolo in un derby.

Dopo il vittorioso ciclo con Mancini in panchina, nel quale il giocatore ricopre la posizione di trequartista, l’arrivo di Josè Mourinho sulla panchina interista tutto lascia presagire ad un divorzio tra il club meneghino e il nazionale slavo. Fortunatamente Stankovic resterà a Milano e sarà uno degli artefici delle imprese nerazzurre.

Il 17 ottobre 2009, in occasione della vittoria per 5-0 sul campo del Genoa segna una rete con un tiro al volo da 54 metri approfittando di un errato rinvio di Marco Amelia.

Al termine della stessa stagione, conquista il “Triplete” con le vittorie in Campionato, Coppa Italia e Champions League.

Il 28 novembre 2010, torna a segnare in A dopo oltre un anno siglando la prima tripletta della sua carriera nel 5-2 contro il Parma. In Catania-Inter del 15 ottobre raggiunge le 300 presenze in nerazzurro e nel 2012 subisce due interventi al tendine di Achille.

Disputa l’ultima gara in nerazzurro il 10 marzo 2013, contro il Bologna. Il 6 luglio successivo, annuncia l’addio tramite una lettera pubblicata sul sito della società.

Il 25 agosto, prima di Inter-Genoa, entra in campo insieme ai figli per salutare il pubblico interista: nell’occasione indossa una maglia nerazzurra con la scritta “Stankovic 326 grazie”, in riferimento alle presenze con la squadra.

Quasi 10 anni fenomenali quelli trascorsi nell’Inter. In quella squadra che conquistò il Triplete e che ha vinto tutto, guidata dalla mano sapiente d Mourinho.

Più di trecento battaglie condite da un bottino di reti, ben 42, segnate nei modi più disparati. Partite dove il talento del campione era solito sposarsi ad un carattere indomito.

Grinta e temperamento hanno fatto di Stankovic un atleta straordinario e un calciatore eccezionale. Se Stankovic è entrato nel cuore dei tifosi è anche dovuto ad una tenace ed esemplare vis pugnandi che non ha mai abbandonato.

Ha militato in tre nazionali diverse (Jugoslavia, Serbia e Montenegro, Serbia) a causa della situazione geopolitica presentatasi negli anni nel territorio jugoslavo.