Uomini e Campioni: Banks, il campione britannico che fermò Pelè

Gordon Banks, il grande portiere dell'Inghilterra campione del mondo 1966

Gordon Banks, il grande portiere dell’Inghilterra campione del mondo 1966, conosciuto come l’uomo che fermò Pelè

Gordon Banks, il grande portiere dell’Inghilterra campione del mondo 1966. Gordon Banks è stato un portiere moderno. Straordinario nelle uscite, acrobatico e bravissimo tra i pali; dalla sua un colpo d’occhio eccezionale e grande velocità nei movimenti. Insomma, un atleta completo.

Molto sfortunato se si considera che la sua carriera sarebbe potuta essere assai più lunga se prima un incidente d’auto e poi una malattia agli occhi non l’avessero interrotta. Tanta fu la sua classe e la sua esperienza, testimoniate da settantatré partite in nazionale e da oltre cinquecento nel campionato inglese.

Con 721 minuti consecutivi, senza subire gol, detiene la striscia di imbattibilità più lunga nella storia della propria nazionale. Fu campione del mondo in Inghilterra ma il gol che negò a Pelè rimase memorabile.

Campione del mondo da quattro anni, è stato uno dei calciatori inglesi più conosciuti nel mondo, un perno fondamentale di squadre come il Chesterfield, il Leicester City, per finire allo Stoke City.

Fu il manager del Chesterfield Ted Davison ad offrire a Gordon Banks il suo primo contratto da professionista. Anche nella nazionale britannica risultò spesso determinante con le sue parate.

Ma quella parata a Guadalajara, in Messico nel 1970, restò nella storia del calcio. Mille metri di altitudine e un caldo infernale. La temperatura è fra i trentacinque e i trentasette gradi all’ombra: ma sul campo se ne percepiscono cinquanta.

Lo stadio è pieno in ogni ordine di posti. Il tifo è molto caldo. La sfida viene presentata dai giornali dell’epoca come una finale anticipata. Gli inglesi sono campioni del mondo in carica, i brasiliani sono i grandi favoriti per vincere l’edizione in corso.

Il Brasile ha già battuto la Cecoslovacchia, l’Inghilterra ha avuto la meglio sulla Romania.

L’Inghilterra è infarcita di campioni assoluti come Jackie e Bobby Charlton, i fratelli d’oro del calcio inglese; Bobby Moore, un libero di statura mondiale; gli attaccanti Ball e Peters e la sorpresa Clarke.

Il Brasile non è da meno. Pelè, Jairzinho, Tostao e Carlos Alberto, Rivelino e Brito. Una squadra meravigliosa, garanzia di spettacolo. Il Brasile parte che sembra assatanato; gli inglesi subiscono e il caldo li stronca quasi subito.

Il quarto d’ora segna l’«evento». Jairzinho, che il terzino Cooper tenta invano di controllare, s’invola sulla destra e compie un cross preciso verso il centro.

Pelè, una pantera, si alza e, a un metro dal gol, colpisce di testa, con incredibile violenza, schiacciando la palla a terra, nell’angolo più lontano da quello dove è piazzato Gordon Banks, che evidentemente si aspettava che Jairzinho stringesse al centro per concludere da solo.

Il tempo di vedere Banks inarcarsi nell’aria, volare da palo a palo e colpire la palla col pugno mentre sta rimbalzando, violenta dal terreno verso l’alto, verso il fondo della rete. Banks riesce ad alzarla oltre la traversa, la «parata impossibile» si stampa negli occhi dei settantamila dello Stadio, tutti si alzano in piedi a gridare, pazzi di ammirazione e di entusiasmo…».

Lo stesso Pelè “O’Rey” avrà modo di dichiarare quanto segue: «Non potevo crederci. In quel momento ho odiato Banks più di ogni altro calciatore al mondo.

Ma quando è passata l’ira, ho dovuto applaudirlo con tutto il cuore. Era la più grande parata che io avessi mai visto.» Vinse il Brasile grazie ad un gol stupendo di Jairzinho, al quarto d’ora della ripresa.

A Guadalajara, una delle più belle partite di tutta la storia del calcio mondiale. Nei quarti di finale, contro la Germania di Gerd Muller, un infortunio lo tenne fuori e fu rimpiazzato da un oriundo italiano, Bonetti che incassa tre gol.

E’ l’addio dell’ Inghilterra ai mondiali messicani che a Leon lasciano il titolo di campione del mondo. Lo raccoglierà sette giorni più tardi il grande Brasile, nello stadio Azteca, onendo fine ai sogni di gloria dell’Italia di Valcareggi.

Fonte: Storie di Calcio – Altervista