Morto Niki Lauda Merzario: «Così salvai la vita al mio amico-nemico»

L’uomo che estrasse Lauda dal rogo del Nurburgring: «Sarà ricordato almeno per cento anni, come Ascari o Nuvolari. Gli volevo bene anche se era uno str...»

Niki Laud ed Arturo Merzario, il suo salvatore.

L’uomo che estrasse Lauda dal rogo del Nurburgring: «Sarà ricordato almeno per cento anni, come Ascari o Nuvolari. Gli volevo bene anche se era uno str…»

Morto Niki Lauda Merzario: «Così salvai la vita al mio amico-nemico»

«Niki Lauda sarà ricordato almeno per cento anni. Come Ascari, Nuvolari, Jim Clark o Jochen Rindt. Lui apparteneva a quella generazione di campioni. Eravamo amici-nemici, gli volevo bene anche se era uno str… Sì lo scriva, glielo avevo anche detto di persona. Non guardava in faccia nessuno, se c’erano in mezzo i suoi interessi lui tirava dritto».

 

Parola di Arturo Merzario, il pilota che nel rogo del Nurburgring salvò la vita al campione austriaco tirandolo fuori dall’abitacolo. «Vidi una Ferrari uscire di pista e prendere fuoco, non sapevo se fosse quella di Niki o di Clay Regazzoni — racconta —,in quei momenti non hai tempo per riflettere, pensi solo a comportarti da uomo. Decisi di fermarmi, l’avrei fatto per chiunque». La scena era infernale, le cinture di sicurezza non si riuscivano a slacciare, c’erano le lamiere taglienti a rendere ancora più complesse le operazioni di soccorso. «Durante il militare, per ottenere un permesso di cinque giorni avevo frequentato un corso di pronto intervento. Gli praticai il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale. I medici in seguito dissero che quei due minuti furono fondamentali per la sua sopravvivenza. Io lì per lì non sapevo se ce l’avrebbe fatta oppure no, aveva respirato tutti quei fumi tossici che poi gli hanno complicato l’esistenza». Per un ringraziamento ufficiale da parte di Niki e un riavvicinamento fra i due che erano stati rivali in pista (e hanno giocato un po’ su questi litigi): «Merito di Bernie Ecclestone: in occasione del trentennale del Nurburgring senza spiegarmi il motivo mi portò in Germania su un volo privato. C’erano tutte le telecamere nel luogo dell’incidente. Se lo avessi saputo al 90% avrei detto di no. All’inizio ero un po’ sulle mie ma poi si è rotto il ghiaccio ed ero felice». E con Lauda iniziò un rapporto diverso: «L’ultima volta ci eravamo sentiti un mese fa, era molto provato. Mi mancherà tanto il mio amico-nemico»

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Fonte CORSERA

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