Riviviamo la stagione passata: l’esordio casalingo contro il Palermo: opinioni e valutazioni

Esordio casalingo per l’Inter e per De Boer tra le mura amiche del “Meazza” dove i Nerazzurri ospitano il Palermo.

Riviviamo la stagione passata: l’esordio casalingo contro il Palermo: opinioni e valutazioni

Esordio casalingo per l’Inter e per De Boer tra le mura amiche del “Meazza” dove i Nerazzurri ospitano il Palermo.

Ospiti illustri in tribuna, dove sono presenti anche Zhang Jindong, tutti gli uomini Suning, Thohir e Bolinbroke. Prima che inizi la partita viene presentato uno dei due colpi del mercato estivo, Joao Mario, che diletta il pubblico con palleggi e giro di campo. Palla al centro e l’undici di partenza, rispetto alla sciagurata trasferta di Verona, vede un 4-3-3 con le novita’ del rientro di Murillo in difesa, Santon per l’infortunato Nagatomo, Perisic per l’opaco Candreva e Banega in cabina di regia. Prima del fischio d’inizio viene osservato un commosso minuto di silenzio per le vittime del terribile terromoto che ha colpito il Centro Italia. I ritmi della prima mezz’ora sembrano al livello di un allenamento di fine stagione. Per capire cosa cambina l’Inter e’ sufficiente vedere Banega che al minuto 20 prende palla nella propria trequarti, alza la testa e subito dopo allarga le braccia perche’ non sa cosa fare ed a chi dare il pallone. Da qui l’Inter sembra destarsi e mette a referto ben quattro buone occasioni nel successivo quarto d’ora; Banega inventa per Perisic che costringe alla parata il portiere rosanero (34), sul successivo corner Miranda manca di poco il bersaglio (35), punizione di Banega e Murillo imita Miranda (37), Medel calcia a lato da posizione favorevole in area di rigore (42). Nel mezzo Icardi ha una palla buona da Perisic ma litiga col pallone mentre Handanovic si avventura fuori area con un colpo di testa che mette qualche apprensione. Il tempo finisce con la sensazione che forse l’Inter ha imboccato la retta via ma non ha saputo concretizzare le occasioni avute. La ripresa inizia come a Verona, un incubo. Nell’unica occasione in cui il Palermo prova a costruire qualcosa, una palla in area viene respinta da Santon poi Rispoli tira, rimpallo sullo stinco dello stesso Santon ed Handanovic e’ spiazzato. Vantaggio Palermo. Gia’ si combinava poco, poi ci si mette anche la malasorte (per non dire altro…). L’Inter prova ad alzare il baricentro con l’ovvia conseguenza di lasciare piu’ spazi per le ripartenze ospiti. Al minuto 16 ci prova D’Ambrosio dal limite dell’area ma il portiere ospite si rifugia in angolo, poi De Boer opera due cambi; Candreva per Perisic ma soprattutto, tra la sorpresa generale, Miangue (classe 97) per uno spaesato Santon. Al minuto 24 dal solito piede di Banega arriva una pennellata per Icardi che di testa manca il bersaglio. E’ solo l’anteprima di cio’ che accade poco dopo quando Candreva imperversa sulla destra, palla alta e questa volta Icardi centra la porta. Pareggio ed ancora una ventina di minuti di speranza. E’ sempre Candreva a tenere viva la fiammella ma Eder non approfitta dell’assist dell’ex laziale. Nel frattempo, ogni volta che deve riprendere il gioco il Palermo sembra attendere l’estrazione del nome di colui che dovra’ battere una rimessa, una punizione, ecc. L’ultimo sussulto arriva al minuto 45 con un numero di Kondogbia, palla in area ma in qualche modo il Palermo spazza via. Finisce 1-1. Dopo i tre punti persi a Verona, ecco altri due punti lasciati per strada, appuntamento con la vittoria rimandato e niente regalo ai nuovi proprietari presenti a San Siro. Un punto in due partite contro avversari tutt’altro che irresistibili e’ un pessimo inizio di stagione. La medaglia vede un lato dove l’Inter e’ lenta, macchinosa, prevebile, statica e con una manovra improvvisata; insomma, qualche idea e parecchio confusa. Dall’altro lato si e’ visto un finale di primo tempo con qualcosa di abbozzato ed una ripresa dove un Candreva ai suoi standard ha consentito di recuperare il fortunoso vantaggio del Palermo. Se Murillo ha contribuito a migliorare la difesa, stessa cosa non si puo’ dire di Santon; la scelta di sostituirlo con un giovanissimo fa notare come a livello di terzini si e’ messi decisamente male; a questo punto tanto vale provare dall’inizio anche Miangue. Nel complesso bene Candreva e Banega (su cui tuttavia pesa la palla persa da cui e’ partita l’azione del gol del Palermo), lenti ed impacciati Kondogbia e Medel, bocciato (ancora una volta) Santon. Ora arriva la sosta per le Nazionali nella quale anche De Boer potra’ tracciare un punto sul suo impatto con il calcio Italiano. Dopo la sosta si andra’ a Pescara e sara’ necessario vedere in campo Joao Mario perche’ il centrocampo ha urgente bisogno di qualita’.

Chi sale Spaccapartita: Candreva Entra al posto di un Perisic che aveva esaurito le sue cartucce e diventa determinante nel pareggio di Icardi ed in altre due occasioni che, se sfruttate meglio, avrebbero consentito di portare a casa i primi tre punti del campionato. Parte dalla panchina ma probabilmente non ha ancora i 90 minuti nelle gambe. Deus ex machina: Banega Tenerlo lontano dalla meta’ campo forse lo penalizza, tuttavia quando ha il pallone tra i piedi hai la sensazione che qualcosa di buono riesce sempre a fare. Corre per tutto il campo e recupera anche palloni importanti. E’ il punto di riferimento del centrocampo. Sicurezza: Miranda Rimane il signore della difesa. Non si deve preoccupare del suo compagno di reparto come a Verona, si concede un solo errore ad inizio partita poi si rimette sulla retta via e sfiora il vantaggio.

Chi scende Svarionato: Santon Rilanciato titolare piu’ per necessita’ contingenti che per volonta’ dell’allenatore, sembra guadagnarsi la sufficienza fino alla sfortunata deviazione che porta in vantaggio il Palermo. Altra occasione bruciata. Da li’ va in tilt e De Boer lo sostituisce con un classe 97 ma il materiale che ha e’ questo. Fuori ruolo: Medel Ci mette la solita buona volonta’ e fa cio’ che gli viene meglio, ovvero recuperare palloni. Quando vuole fare di piu’ non gli riesce per oggettivi limiti tecnici. La mezz’ala non e’ il suo ruolo. Si confida, quanto prima, in Joao Mario. Fuori forma: Kondogbia Sulla buona volonta’ nulla da dire ma sull’applicazione in campo pesa una condizione fisica lontanissima dall’essere accettabile. Commette alcuni gravi errori nella fase di ripartenza poi quasi pesca il jolly a fine partita ma non basta per la sufficienza

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