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Baccin: “Inzaghi, Lautaro e Barella vogliono rinnovare. E su Bento vi dico che…”

Dario Baccin, vicedirettore sportivo dell’Inter, ha parlato ai microfoni di Sky Sport per raccontare in cosa consiste il proprio lavoro per il club nerazzurro.

Dario Baccin è stato intervistato ai microfoni di Sky Sport per raccontare le strategie di mercato dell’Inter e del proprio contributo alla causa. In particolare il lavoro dell’attuale vicedirettore sportivo del club nerazzurro è sempre stato più che altro concentrato in Sudamerica, dove spesso viene mandato in spedizione nella speranza di individuare qualche talento che possa entrare a far parte della rosa nerazzurra. Ecco le parole rilasciate da Dario Baccin.

Dario Baccin ha voluto cominciare la propria intervista spendendo parole al miele nei confronti dell’allenatore della prima squadra dell’Inter, cioè Simone Inzaghi: “Simone lo conosco da una decina di anni ormai. Lo conobbi quando ero ancora al Palermo e lui era l’allenatore della Primavera della Lazio. Non è assolutamente cambiato da allora. Di base lui è un buono, una persona con una grande educazione ma che sa essere decisa quando le situazioni lo richiedono. Ha una passione smisurata per questo sport. Conosce ogni dettaglio. Con lui e il suo staff abbiamo fatto nel corso di queste tre stagioni uno splendido percorso. I momenti difficili ci hanno aiutato a crescere tutti insieme. Rinnovo? C’è la volontà di tutte le parti in causa di andare avanti insieme, come nel caso di Barella e di Lautaro“.

Ha spiegato qual è il modus operandi praticato dall’Inter nell’individuazione di giovani talenti in giro per il mondo: “Possiamo contare su un’intera struttura di osservatori coordinata dal sottoscritto e da Piero Ausilio. Teniamo d’occhio tutti i campionati del mondo, sia in video che in live. Nel corso degli anni siamo riusciti a costruire una fitta rete di conoscenze che di volta in volta ci segnala i giocatori prima che alle altre squadre”.

Il Sudamerica è sicuramente il suo “terreno di caccia” preferito: “In Sudamerica è presente un elevato tasso di talento. Noi ci muoviamo specialmente in Brasile, Argentina, Uruguay ed Ecuador. Negli ultimi anni, con l’avvento delle società di procuratori che selezionano i talenti sudamericani fin da giovanissimi, è diventato molto difficile riuscire a mettere a segno qualche buon colpo a prezzi vantaggiosi. Inoltre i club inglesi e tedeschi, grazie alle agevolazioni di cui godono per quanto riguarda gli extracomunitari, sono spesso avvantaggiati nella corsa ai giovani rispetto a noi. Siamo sicuri però che perseverando qualcosa di buono riusciremo a portare a casa”.

Sulle operazioni del futuro: “Il mio miglior acquisto? Spero possa essere il prossimo. Sogno di portare all’Inter il nuovo Javier Zanetti. Bento? È un nome che sicuramente ci interessa e che stiamo seguendo con grande attenzione. La convocazione con la nazionale brasiliana lo ha fatto conoscere al mondo. È uno dei due o tre nomi che in questo momento ci interessano di più. È però prematuro parlare di un giocatore non nostro in modo approfondito”.

Qualche aneddoto del passato

Baccin ha rivelato di aver seguito molto da vicino due giocatori del calibro di Julian Alvarez e Mateo Retegui: “Non nascondo di aver seguito in maniera piuttosto approfondita entrambi. Ci piacevano tutti e due. Purtroppo per arrivare ad un esito positivo della trattativa devono combaciare diversi aspetti. In quel momento avevamo altre esigenze di rosa e di budget. All’epoca non potevamo chiudere nessuna delle due operazioni”.

È stato un protagonista della trattativa che ha portato Bisseck a Milano: “Faceva parte di un gruppo di giocatori che avevamo individuato per quel ruolo assieme al nostro team di lavoro. Gli Europei under 21 sono stati l’occasione per poterlo vedere all’opera e ci ha colpiti fin da subito. È un profilo in linea con i nostri parametri e siamo davvero contenti di come si stia comportando”.

Marcus Thuram è l’esempio della sinergia all’interno della dirigenza: “Su di lui siamo stati tutti d’accordo fin da subito. Dopo averlo visto giocatore col Borussia Mönchengladbach tutti eravamo convinti che sarebbe potuto diventare un ottimo attaccante, nonostante all’epoca venisse impiegato prevalentemente come esterno. Quando provammo a prenderlo la prima volta purtroppo si fece male e non potemmo concludere l’operazione. Siamo contenti che la scorsa estate ci abbia scelti. C’erano altri tre o quattro club su di lui”.

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Luca Arcangeli

Luca Arcangeli