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Roberto Baggio, 30 anni fa il Pallone D’Oro

Ci sono giocatori che lasciano un segno nel cuore di tutti i tifosi, non solo di quelli per cui ha giocato. Roberto Baggio è uno di questi: con la sue qualità e giocate di classe, il “Divin Codino” ha fatto innamorare il mondo del calcio e dello sport. E con i suoi gol e le sue prestazioni ha ottenuto anche il Pallone d’Oro.

Il Pallone d’Oro di Baggio

Il riconoscimento della rivista francese France Football per l’ex-attaccante della Nazionale italiana è arrivato nel 1993: infatti, 30 anni fa, Baggio vinse la 38esima edizione del premio calcistico, in un periodo d’oro del calcio italiano. Insieme a lui, nella top ten del 1993 c’erano altri due italiani, Franco Baresi e Paolo Maldini, leggendari difensori del Milan. Impossibile non menzionare anche il secondo posto del nerazzurro Dennis Bergkamp che arrivò dall’Ajax all’Inter proprio nel 1993.

Roberto Baggio, nel 1993, vestiva la maglia della Juventus – ai tempi allenata da Giovanni Trapattoni – e veniva da un infortunio subito nel novembre 1992. In quell’anno, però, il Divin Codino ha mostrato a tutto il mondo calcistico le proprie qualità da talento puro. Chiuse la stagione con 21 gol in campionato – alle spalle del capocannoniere della Serie A 1992/1993, il laziale Giuseppe Signori -, con 6 in Coppa UEFA e 2 in Coppa Italia.

Una stagione che poterà, inoltre, nella bacheca bianconera e in quella di Baggio proprio la 22 esima edizione della Coppa UEFA: il vicentino segnò una doppietta nell’andata della finale contro il Borussia Dortmund. La vittoria da protagonista assoluto della competizione europea, i gol e le prestazioni nella stagione gli valsero così anche il premio più ambito a livello personale per un calciatore.

La carriera del Divin Codino

Roberto Baggio ha vestito le maglie delle squadre più importanti del calcio italiano. Partito dai Lanerossi del Vicenza, il Divin Codino ha poi militato nella Fiorentina, nella Juventus (con cui vinse uno scudetto, una Coppa Uefa e una Coppa Italia), nel Milan (con cui vinse il suo secondo scudetto in carriera), nel Bologna, nell’Inter e nel Brescia.

Michel Platini lo definì un numero “nove e mezzo”, in quanto poteva giocare sia da attaccante che da rifinitore, tant’è che gioco spesso da seconda punta o trequartista, oltre che anche come prima punta. Totalizzò 205 gol in Serie A, piazzandosi come settimo realizzatore del campionato italiano. Da non dimenticare anche i gol in nazionale: segnò 27 reti nelle 56 partite con la maglia azzurra. Proprio con l’Italia si laureò vice-campione del mondo nel Mondiale 1994 (quando sbagliò l’ultimo rigore contro il Brasile).

Con l’Inter, Baggio giocherà 59 partite dal 1998 al 2000: la sua esperienza nerazzurra sarà segnata da costanti infortuni, ma anche da sprazzi da fuoriclasse quando impegnato. Storica è la doppietta nella penultima partita dei gironi di Champions League contro il Real Madrid, permettendo ai nerazzurri di passare al turno successivo. Dopo di ché dovrà affrontare il susseguirsi di cambi repentini in panchina, fino a quando nel 2000 ritroverà Marcello Lippi (già conosciuto nell’esperienza bianconera): con il tecnico toscano, Baggio continuerà ad avere dei dissidi poiché messo spesso fuori dai titolari o non convocato. La sua esperienza in nerazzurro si concluderà con 17 gol nelle 59 presenze.


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Samuele Amato

Samuele Amato

Classe '97, follemente addicted ai colori nerazzurri, alla musica e alla filosofia.View Author posts