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Barella, il centrocampista necessario

Tra i migliori centrocampisti d’Europa, Nicolò Barella è il centrocampista imprescindibile di cui Simone Inzaghi non può fare a meno.

Nel 2020/2021 e nel 2022/2023 Nicolò Barella è stato premiato come miglior centrocampista della Serie A, ma se fosse possibile gli consegnerei personalmente il premio in tutte le partite che gioca, in campionato e in Europa. Ora, fresco di festeggiamenti per la seconda stella si è trasformato in capo ultras sul pullman scoperto durante la parata di domenica 28: un sogno che si avvera per il vice-capitano dell’Inter che è indiscutibilmente uno dei protagonisti di questo scudetto.

Anche se non ha brillato come negli anni passati per quanto riguarda il numero di gol segnati, Barella ha dimostrato di essere un efficace creatore di opportunità. Oltre ai due gol segnati, di cui uno decisivo contro Napoli nella girone di andata, il numero 23 nerazzurro ha anche fornito sei assist in campionato, mostrando la sua abilità nel servire i compagni con passaggi chiave. Memorabile è stato il suo contributo all’autogol di Federico Gatti, che ha determinato la vittoria contro la Juventus e ha messo fine alle loro speranze di vittoria.

La crescita di Nicolò Barella

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Barella ha mostrato le sue migliori qualità soprattutto in fase difensiva, con numerosi recuperi, 8 intercettazioni e 31 contrasti vinti, dimostrando la sua utilità non solo nell’attacco, ma anche nella difesa. Con 30 presenze e 2.535 minuti giocati, ha ricevuto solo sei cartellini gialli e nessuna espulsione, confermandosi come uno dei protagonisti nella vittoria del ventesimo scudetto.

Un dato fondamentale del giocatore che abbiamo visto durante tutta questa stagione è la crescita netta che ha fatto rispetto alle stagioni passate a livello comportamentale sul campo: gli anni scorsi infatti Nicolò spesso e volentieri portava sul terreno di gioco tanto nervosismo che istintivamente si riversava sul resto della squadra, quest’anno invece ha saputo limare molto bene questo suo lato del carattere trasformandolo, forse, in tanta voglia di fare bene, nella lotta sul terreno di gioco per andare a recuperare i palloni e nelle maratone che conduce per 90 minuti in tutto il campo, marcarlo è quasi impossibile.

Sempre a disposizione per tutti i suoi compagni, il ruolo di  vice-capitano è completamente nelle sue corde, e forse avere come “maestro” Lautaro Martinez può essere solo che un bene. Anche se spesso ha ricevuto critiche sul suo comportamento in campo, come scrisse Dante: “Lascia dir le genti: sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti“.

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Marta Bonfiglio

Marta Bonfiglio