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Inter-Shakhtar Donetsk, senza gol, finisce il cammino europeo dei nerazzurri

Inter-Shakhtar, senza gol, finisce il cammino europeo dei nerazzurri. Champions League, a San Siro finisce 0-0 con lo Shakhtar: Real e Borussia agli ottavi, ucraini in Europa League.

Inter-Shakhtar senza gol, finisce il cammino europeo dei nerazzurri

Champions League, a San Siro finisce 0-0 con lo Shakhtar: Real e Borussia agli ottavi, ucraini in Europa League

Inter-Shakhtar, senza gol, finisce il cammino europeo dei nerazzurri. Champions League, a San Siro finisce 0-0 con lo Shakhtar: Real e Borussia agli ottavi, ucraini in Europa League.

Ci sono numeri che pesano più di altri. Uno 0, a volte, può pesare più di un 5. Stavolta, poi, lo 0 è doppio: a Kiev e a Milano, un duplice pareggio senza gol tra Inter e Shakhtar condanna i nerazzurri. Quarto posto, finisce il cammino europeo. Il Real, a Madrid, batte il Borussia Mönchengladbach 2-0: agli ottavi vanno spagnoli e tedeschi. Gli ucraini, in difesa ad oltranza per tutto il match, si accontentano: il pareggio li manda ai sedicesimi di Europa League. Per l’Inter resta solo l’amarezza: per una quantità elevata di occasioni da gol, per l’assalto finale che è svanito per centimetri. Anche stavolta una traversa, anche stavolta tanti gol sfiorati. Ha dato tutto, la squadra di Conte, fino al minuto 97 e oltre. Non è bastato: finisce il cammino europeo, ce n’è uno ancora lunghissimo, in campionato, da percorrere.

Nessun orecchio alle radioline: al tempo degli smartphone gli aggiornamenti da Madrid arrivano con le notifiche. Ma nessuno ci bada. Inter-Shakhtar è una partita da vincere, senza distrazioni, senza calcoli. Anche perché il Real mette subito le cose in chiaro e va in vantaggio, sistemando il match.

Chi gioca un po’ con la tattica è Castro, che si presenta a San Siro forte di due lezioni: i 5 gol subiti ad agosto in Europa League e il pareggio a reti inviolate di Kiev. Due risultati che gli fanno maturare l’idea di presentarsi con un copertissimo 5-3-2, con un atteggiamento ultra difensivo.

L’Inter va con il classico 3-5-2 nel quale non c’è Vidal, infortunato, ma c’è Barella, accanto a Brozovic e Gagliardini. Proprio il numero 23 indica la via, con un avvio brillantissimo e ricco di spunti. Va in verticale, Barella, rompe le linee e si inserisce. Un incursore non controllato dalla difesa dello Shakhtar, che soffre molto nei primi minuti.

Al 7′ un suono sinistro e familiare a questo percorso europeo neazzurro: lo “sdeng” del pallone che sbatte fortissimo, questa volta sulla traversa. È ancora Lautaro, a colpire un legno (il settimo in sei match per l’Inter), con un meraviglioso anticipo su suggerimento dalla destra appunto di Barella.

Lo Shakhtar non crea nulla, si preoccupa solo di alleggerire con qualche sgroppata di Taison. L’Inter insiste, senza esagerare con la foga, mantenendo l’ordine e anche la pressione. de Vrij si vede murare un gol a botta sicura al 23′, sugli sviluppi di un corner. Lukaku e Lautaro provano a scuotere il match, senza trovare il guizzo vincente. Dopo 40 minuti Handanovic compie il primo intervento, con una presa sicura: lo Shakhtar con un successo, in virtù del risultato di Madrid, andrebbe agli ottavi, ma sembra non curarsene.

E anche nella ripresa la squadra di Castro non cambia atteggiamento. Attende, rintanata, nella propria area. Protetta anche da Trubin, il giovane portiere autore di una grande parata sul colpo di testa di Lukaku al 53′. Inter che sembra prendere il sopravvento, l’inerzia è tutta nerazzurra. Brozovic va a botta sicura dal limite, il muro ucraino è schierato a protezione della porta e devia in corner. Sul capovolgimento di fronte, con un contropiede pericoloso, lo Shakhtar mette paura ad Handanovic. Ed è qui che, quasi di colpo, l’Inter rallenta.

I meccanismi diventano sempre più macchinosi anche grazie alla diligente e guardinga difesa ucraina. Non ci sono spunti e la partita si incanala su un binario morto. I cambi di Conte provano a ridare vitalità alla manovra. Sanchez, nel finale, usa la testa due volte per spaventare Trubin. Lo fa all’88’, con un colpo di testa alto. Lo rifà al novantesimo su corner, a botta sicura: è Lukaku, in traiettoria, a negargli la gioia. Una circostanza tanto clamorosa quanto sfortunata.

L’assedio finale è orchestrato da Eriksen, che prova più volte dalla distanza: deviazioni, di difensori e di Trubin, negano il gol. Handanovic sale due volte, all’assalto, sui calci d’angolo nell’infinito recupero finale. Che non ha il dolce epilogo: finisce 0-0, Inter all’ultimo posto nel Gruppo B.

IL TABELLINO

INTER (3-5-2): 1 Handanovic; 37 Skriniar, 6 de Vrij, 95 Bastoni (33 D’Ambrosio 85′); 2 Hakimi (36 Darmian 85′), 23 Barella, 77 Brozovic, 5 Gagliardini (7 Sanchez 75′), 15 Young (14 Perisic 69′); 9 Lukaku, 10 Lautaro (24 Eriksen 85′).
A disposizione: 35 Stankovic, 97 Radu, 11 Kolarov, 12 Sensi, 13 Ranocchia.
Allenatore: Antonio Conte.

SHAKHTAR DONETSK (5-3-2): 81 Trubin; 2 Dodô, 77 Bondar, 6 Stepanenko, 49 Vitão (5 Kocholava 36′), 22 Matvienko; 11 Marlos (21 Alan Patrick 64′), 20 Kovalenko, 27 Maycon; 14 Tetê (19 Solomon 64′), 7 Taison (9 Dentinho 86′).
A disposizione: 1 A. Shevchenko, 30 Pyatov, 8 Marcos Antonio, 28 Marquinhos, 50 Bolbat, 59 Vyunnik, 61 Sudakov.
Allenatore: Luis Castro.

Ammoniti: Vitão (SD), Gagliardini (I), Hakimi (I), Brozovic (I), Trubin (SD)
Note: ammoniti Conte e Castro.
Recupero: 1′ – 7′.

Arbitro: Slavko Vinčić (SVN)
Assistenti: Tomaž Klančnik (SVN), Andraž Kovačič (SVN)
Quarto uomo: Rade Obrenovič (SVN)
VAR: Pawel Gil (POL)
Assistente VAR: Jure Praprotnik (SVN).

Fonte sito ufficiale F.C. Internazionale