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Come si batte la Lazio di Maurizio Sarri? Ecco la nostra analisi tecnico-tattica

In vista della prima sfida in Supercoppa per l’Inter di Inzaghi, approfondiamo il sistema di gioco e gli uomini in campo della Lazio, iniziando dal modulo adottato dal tecnico toscano, il classico 4-3-3, un marchio di fabbrica utilizzato praticamente in tutte le sue esperienze in panchina e con cui ha fatto bene negli anni a Napoli, Juventus e Chelsea. La conferma di uno stile di gioco oramai consolidato nel tempo e che i suoi attuali giocatori hanno recepito perfettamente.

Reduce dall’ottimo secondo posto nella passata stagione, la squadra è stata arricchita di elementi in grado di permettere il ricambio in quasi tutte le zone del campo. Dal mercato estivo, infatti, sono arrivati l’attaccante argentino Taty Castellanos, i centrocampisti Kamada e Guendouzi e il danese Isaksen. Di contro, però, il cuore del centrocampo laziale ha dovuto fare a meno di uno dei protagonisti delle ultime stagioni, il serbo Sergej Milinković-Savić.

Focus sui giocatori impiegati

A difesa della porta troviamo Provedel che lo scorso anno ha vinto il ballottagio tra i pali con Maximiano. Il portiere italiano, a conferma di un ruolo che oramai si sta evolvendo rispetto al passato, garantisce buone uscite palla al piede e un discreta impostazione dal basso. Spesso, infatti, dai suoi piedi sono partite delle verticalizzazioni rasoterra verso le mezzeali libere dai movimenti creati dal mediano basso che in fase di costruzione si allinea ai 2 terzini.

Il duo difensivo a protezione della porta è composto da Casale e Romagnoli, entrambi dotati di un’ottima presenza fisica che fa del gioco aereo il loro principale punto di forza. Casale si presta maggiormente alla marcatura mentre Romagnoli è più abile in fase di impostazione dalla linea difensiva. Un primo problema, dal punto di vista dell’organico, si ha sulle corsie laterali dove è presente un solo elemento sinistro naturale, Luca Pellegrini, Il primo ha doti di marcature più spiccate mentre il secondo garantisce maggior affidamento inimpostazione. Nella batteria dei laterali bassi è presente un solo sinistro naturale, Luca Pellegrini, in prestito dalla Juventus e che piano piano si sta conquistando un posto da titolare.

Chi invece trova molto spazio nell’undici titolare sono Lazzari e Marusic, giocatori dotati di una buona gamba e dalla grande intelligenza tattica. In mediana si sta ritagliando un ruolo da protagonista Rovella che ha di fatto spodestato dal cuore del centrocampo Cataldi.  Il centrocampista italiano ricopre il ruolo di box to box e punto di riferimento per l’impostazione davanti alla difesa. Ai lati le due mezzeali sono composte a turno da Guendouzi, Vecino, Kamada e Luis Alberto. Per gli ultimi due Sarri chiede un lavoro diverso, più tecnico e meno tattico, sia sotto il profilo difensivo che offensivo. I ruoli di ala, rispettivamente sinistra e destra, sono ricoperti solitamente da Zaccagni e Felipe Anderson spesso sostituiti sul finale di gara da Pedro e Isaksen. Il terminale offensivo è ovviamente Ciro Immobile, autentico punto di riferimento per tutta la manovra biancoceleste.

La fase di possesso

Durante la fase di possesso, quindi in costruzione dal basso, tutti i giocatori vengono coinvolti nella manovra. La squadra si dispone a rombo con i due difensori centrali che si aprono mentre il portiere e il mediano rappresentano vertice basso e vertice alto. Il mediano, poi, si allinea come detto ai terzini che si alzano dando profondità alla manovra. L’impostazione parte o dai piedi del portiere o da quelli del mediano che scende a prendere il pallone. Qualche metro più avanti le mezzeali cercano di ritagliarsi spazio tra le linee una volta che la palla è in possesso di uno dei due centrali.

Nelle azioni in cui c’è un possesso prolungato dal basso si nota spesso un interscambio di posizione tra il centrocampista centrale, Rovella principalmente, e una delle due mezzeali in campo, in modo da ridurre i punti di riferimento e cercare di aprire il gioco. Il 4-3-3 è un sistema di gioco che permette uno sviluppo abbasatanza importante sulle zone laterali del campo. I terzini accompagnano spesso l’azione, sovrapponendosi alle ali offensive, ritrovandosi diverse volte in area di rigore ma esponendo la squadra alle ripartenze veloci degli avversari nel caso di riconquista del pallone. Le mezzeali svolgono un ruolo diverso sul rettangolo di gioco, questo perchè sono diversi per caratteristiche i terzini che gli si affiancano. La fascia destra è quella in cui si assistono a discese più frequenti del terzino di riferimento, ragion per cui la mezzala destra ha compiti più di accompagnamento all’azione, risultando spesso pericoloso con gli inserimenti senza palla. Dall’altro lato, invece, il terzino spinge di meno, consentendo alla mezzala sinistra di avanzare qualche metro palla al piede e tentare di trovare passaggi chiave o prendere in mano il gioco quando necessario.

Il gioco sviluppato sulle fasce consente agli uomini di Sarri di effettuare diversi cross dal fondo e dalla trequarti, con il terminale offensivo che si spinge sul primo palo mentre l’ala, il terzino e la mezzala del lato opposto che attaccano il secondo palo e l’area di rigore in sovrapposizione. Ma questa non è l’unica soluzione di gioco, essendo quasi tutti i centrocampisti di Sarri dotati di un buon tiro da fuori, opzione che torna spesso utile con difese piuttosto basse quando non c’è spazio per agire con i filtranti in zona di rifinitura.

La fase di non possesso

Per quanto riguarda la fase di non possesso la Lazio porta una pressione alta sin dalla prima costruzione avversaria con l’attaccante che si occupa della prima pressione supportato centralmente dalle mezzeali. Chiaro che il fine di questa pressione è indurre la squadra avversaria al lancio lungo per sfruttare i centimetri e le doti aeree dei due difensori centrali. La fase di copertura nella porpria metà campo è spesso garantita dal mediano che funge in questo caso da prima barriera a difesa della retroguardia, soprattutto in caso di verticalizzazioni.

Altra caratteristica difensiva della squadra di Sarri è la compattezza. Le ali si abbassano sulla linea dei centrocampisti portando sostanzialmente il modulo ad un 4-5-1 quando la palla arriva nella zona centrale del campo. A parte l’unica punta che resta avanzata, tutti gli altri sono coinvolti in fase di non possesso, e sulle linee laterali si assiste a continui raddoppi.

Importante anche capire come si muove la Lazio quando perde palla, perchè la situazione cambia in base in quale zona essa avviene. Se la Lazio perde palla nella metà campo offensiva la prima idea è quella di una riaggressione rapida, sia sul portatore che sugli appoggi. Se, invece, avviene nella metà campo difensiva, qui la prima idea è quella di consolidare i reparti al fine di evitare filtranti che possono mettere in difficoltà i centrali che peccano in termini di velocità.


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Mirko Patera

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