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Cosa vuol dire ciclo vincente? Significato ed esempi di una parola spesso usata, ma poco compresa

Significato di ciclo vincente. Uno dei pochi indici di valutazione nello sport e nel calcio verso le grandi squadre e verso i grandi atleti più in generale è rappresentato dal numero di trofei conquistati.

Purché possa risultare un’analisi bruta e limitata solo alla vittoria, un ciclo per definirsi vincente non può prescindere dalla vittoria continua.

Definizione del termine

L’enciclopedia della Treccani ci aiuta nella definizione di ciclo: “successione di fenomeni diversi o di varie fasi dello stesso fenomeno che si ripetono nella stessa sequenza; il termine indica anche il periodo di tempo necessario affinché tali fenomeni o tali fasi si svolgano”.

Tradotto in termini calcistici, un ciclo è la continuità nel tempo di una squadra o di uno sportivo. Questa continuità può essere data dal gruppo squadra che rimane invariato o che cambia solo leggermente, dalla stessa guida tecnica o, nel caso di sport individuali, nella costanza con cui si arriva a determinati risultati.

Proprio questo ultimo punto è ciò che scandisce la differenza tra un “ciclo sportivo” e un “ciclo vincente”.

Cosa e quanto si vince durante questo ciclo sono dunque elementi fondamentali, più determinanti di vedere come si arriva a certi traguardi.

Vediamo alcuni esempi nella storia recente di cicli vincenti veri e propri e di altri che, seppure straordinari, non si possono definire propriamente vincenti.

Sicuramente nel giudizio complessivo sui vari cicli vincenti della storia del calcio, ci sono alcuni parametri da considerare: la lunghezza del ciclo in questione, la caratura degli avversari e l’importanza del trofeo.

Chiaramente diversi anni di soli buoni piazzamenti in campionato può essere considerato storico da squadre non abituate a certi palcoscenici, non di certo per squadre con una storia vincente e che partono per vincere.

Altro discorso è il voler ulteriormente classificare tra di loro dei cicli che sono stati vincenti, andando a vedere nel dettaglio quali trofei ha vinto una o l’altra squadra. Per ora limitiamoci alla distinzione tra cicli vincenti e non.

Alcuni esempi di cicli vincenti e non nella storia recente italiana

Partendo dal presupposto di considerare come ciclo vincente non soltanto il trofeo in sé, ma anche la continuità di vittoria durante un periodo di tempo di almeno tre anni, vediamo ora degli esempi che possono essere considerati iconici nel passato calcistico recente.

Prendendo in esempio il caso italiano non si può non menzionare il ciclo di vittorie bianconere che hanno contraddistinto il panorama calcistico italiano quando la squadra di Conte prima e Allegri poi e per ultimo Sarri conquistava Scudetti e Coppe nazionali ogni anno, lasciando solo le briciole alle concorrenti.

Un ciclo segnato da 9 scudetti, 5 coppa Italia e 5 Supercoppe, 2 finali di Champions è sicuramente considerabile come “vincente”, e nel caso in questione, come qualcosa di difficilmente ripetibile.

Poco importa se questi successi siano coincisi esattamente con la fine del ciclo interista sotto la gestione Moratti e di quello del Milan berlusconiano, che avevano dominato l’Italia e l’Europa negli anni precedenti.

La costanza e la forza bruta, anche economica e dirigenziale della Juventus hanno avuto la meglio su squadre che dalla loro portavano sicuramente talento e un’ottimo gioco, come la Roma di Rudi Garcia e il Napoli di Sarri.

L’esempio in casa nerazzurra di ciclo vincente è dato dal periodo 2004-2011, quando l’Inter tornò a vincere, dopo molti anni di magra, la Coppa Italia con Roberto Mancini, a cui si susseguirono poi i 5 scudetti dal 2006 al 2010, 3 Coppa Italia, 4 Supercoppe Italiane, la Champions League e il Mondiale per Club.

Di quell’Inter spesso si ricorda solamente il magico anno del triplete, che però in questo caso fu la ciliegina sulla torta e non l’episodio isolato. 

Le vittorie di Mancini in Italia, che però spesso coincidevano con delusioni europee, sono state propedeutiche ed hanno aiutato i giocatori a vincere, prima trofei meno importanti come Coppa Italia e Supercoppa e poi finalmente lo Scudetto e infine la tanto bramata Champions League.

Una situazione simile si può rivedere con l’Inter targata Suning, che arrivata nel 2016 a Milano, ha impiegato 5 anni per rendere il proprio ciclo vincente, con la conquista dello Scudetto nel 2021. Un ciclo che fino a quel momento era comunque positivo, visto il ritorno stabile dell’Inter in Champions League, obiettivo che veniva puntualmente mancato negli anni precedenti, un secondo posto e una finale di Europa League.

Ma lo scudetto del 2021 ha cambiato la concezione del ciclo interista, anche dopo l’addio del suoi artefice Antonio Conte.

Sotto la gestione Inzaghi l’Inter non ha mai smesso di vincere, collezionando 2 coppe Italia e 3 supercoppe Italiane, perdendo uno scudetto all’ultima giornata contro un’ottimo Milan, raggiungendo una finale di Champions lo scorso anno, rifacendosi di un campionato deludente ed è ora in testa al campionato, lanciata verso la vittoria.

Il fatto di aver vinto comunque due trofei nella stagione in cui i tuoi rivali cittadini riescono, contro tutti i pronostici, a soffiarti il tricolore rende comunque l’annata meno amara, e se si guarda “the big Picture” si nota come quelle vittorie ti abbiano permesso di mantenere in vita il ciclo iniziato nel 2021.

Discorso diverso per le altre squadre che hanno trionfato negli ultimi due anni, Milan e Napoli.

Le loro cavalcate vincenti sono state incredibili dal punto di vista dello spirito di gruppo e della voglia di vincere dimostrata nel corso della stagione, ma entrambe non sono riuscite a ripetersi l’anno dopo chiudendo la stagione senza titoli e con posizioni di classifica molto distanti da una possibile difesa del titolo.

Il Milan dello scorso anno che partiva con lo scudetto sul petto e la volontà di ripetersi è inciampato più volte in campionato, finendo al quinto posto e quindi fuori dalla Champions League, salvo poi parteciparvi ugualmente per via della penalizzazioni inflitta alla Juventus. La coppa Italia si è conclusa agli ottavi e la Supercoppa è stata persa nettamente contro l’Inter, per non parlare degli euroderby.

Per questo il ciclo di Pioli risulta difficile collocarlo tra i cicli vincenti della lunghissima e vittoriosa storia del Milan, dove trofei alla mano ha finora vinto uno scudetto. La vittoria dell’Europa League da questo punto di vista, darebbe sicuramente un significato molto diverso alla valutazione generale, salvando un’altra stagione che altrimenti sarebbe deludente e renderebbe ancora di più il 2022 un exploit isolato.

La stagione del Napoli è per certi versi peggio, in quanto sin da subito si è capito che la magia dello scudetto era svanita con l’addio di Spalletti. Con un campionato deludente che la vede attualmente al settimo posto, una Champions finita agli ottavi, un’eliminazione prematura in coppa Italia e tre cambi in panchina la stagione del Napoli non si è mostrata all’altezza del titolo conquistato lo scorso anno.

Un’altro caso tutto italiano è l’Atalanta che da quando si è affidata a Gian Piero Gasperini sta raggiungendo grandissimi risultati, speci se proporzionati con la storia e con le possibilità di attrattiva e di spesa della società bergamasca.

La qualificazione costante alle competizioni europee è un grandissimo merito del ciclo di Gasperini, che però non si può ancora definire vincente, visto la mancanza di trofei conquistati.

Nonostante ciò, l’Atalanta è andata vicino a sollevare la Coppa Italia nel 2019, quando arrivò in finale contro la Lazio.

Inoltre, tutti gli appassionati hanno ancora in mente quella cavalcata clamorosa in Champions League nel 2020, dove l’Atalanta fu davvero a pochi minuti dal conquistare la semifinale, prima di subire la rimonta del Psg.

In questa stagione, la squadra di Gasperini ha ancora la Coppa Italia e l’Europa League come trofei a disposizione, sperando sia la volta buona per poter ufficialmente scrivere il proprio nome nella storia. In caso di successo, sarebbe il culmine perfetto per un ciclo che è comunque storico per la città di Bergamo.

Queste considerazioni dovrebbero servire di lezione ai tanti detrattori delle coppe di minore importanza a livello nazionale ed europeo:le competizioni vanno giocate tutte per vincere, specie se hai i mezzi e il blasone per farlo. “Vincere aiuta a vincere” recitava un vecchio detto.

I cicli vincenti non sempre partono dalla Champions League o dallo scudetto, ma da una banale coppa Italia che spinge i giocatori a voler sempre di più.

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Alessandro Guerra

Alessandro Guerra

Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, classe 98, il mio sogno è scrivere e commentare riguardo i miei principali interessi: politica italiana ed estera, cinema e musica (hip-hop su tutti) e ovviamente trattare di sport, in particolare di calcio e di Inter. Il giocatore che mi ha fatto innamorare dei colori nerazzurri è Adriano l'Imperatore.View Author posts