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Dalla finale di Istanbul all’addio di Lukaku, così è nata l’Inter dello Scudetto

Prima la finale di Champions League persa a favore del Manchester City, poi il “tradimento” di Romelu Lukaku. La Gds svela il discorso che ha fatto il gruppo dopo Istanbul.

Due delusioni hanno dato il via alla cavalcata in solitaria che ha visto protagonisti gli uomini di Inzaghi. La delusione più grande, si sa, è stata la finale persa ad Istanbul contro il Manchester City, in una partita in cui Lautaro e compagni avrebbero sicuramente meritato qualcosa in più.

Le lacrime post partita hanno poi lasciato spazio ad una sorta di “promessa” fatta da tutto il gruppo. La Gazzetta dello Sport svela il discorso fatto al rientro a Milano: “A Luglio ripartiamo da qui. Se siamo arrivati a un passo dal tetto d’Europa, in Italia possiamo fare il vuoto”, ed in effetti così è stato. Di quella squadra sono poi cambiati 12 giocatori, di fatto metà organico. Ma chi è rimasto ha trasferito il messaggio della notte di Istanbul ai nuovi.

Senza dimenticare il “tradimento” di Lukaku

lukaku inter roma

A questo, inoltre, si è aggiunto anche il “tradimento” di Romelu Lukaku. Lo spogliatoio è rimasto molto colpito e deluso dall’evoluzione del caso del calciatore belga. Una situazione che ha di fatto creato delle grane anche sul mercato, poi fortunatamente risanate. Dopo averlo riabbracciato appena 12 mesi prima, i compagni si sono sentiti nuovamente abbandonati dal giocatore ora in forza alla Roma. E intorno a quella rabbia hanno costruito il loro successo: “Dimostriamo chi siamo a chi ha scelto di andarsene“.

L’Inter di oggi ha superato brillantemente il contraccolpo psicologico delle due situazioni, e quello che poteva sembrare un punto debole si è poi rilevato uno di forza. Ad oggi la squadra nerazzurra ha il miglior attacco, ottenuto lasciando andar via un giocatore che invece si lamentava dello scarso impiego della stagione precedente. Quanto è vero che non tutti i mali vengono per nuocere.

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Mirko Patera

Mirko Patera