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Dalla prima alla seconda stella: lo Scudetto numero 13

Lo scudetto numero 13 è un titolo che difficilmente può essere dimenticato. Alcuni non lo hanno vissuto, perchè troppo giovani, altri invece lo hanno assaporato e ne sono rimasti estasiati.

Siamo nella stagione sportiva 1988/1989. L’Inter è nelle mani di Ernesto Pellegrini mentre in panchina ha un allenatore vincente che, però, nei due anni precedenti non è riuscito a dare il giusto slancio alla squadra. Giovanni Trapattoni, dopo aver vinto praticamente tutto con i rivali storici della Juventus, tra cui 7 Scudetti in 10 anni, si trasferisce nella Milano nerazzurra con l’obiettivo di riportare quel tricolore che manca, oramai, da diversi anni. Le due stagioni che precedono non sono state esaltanti. Nella prima l’infortunio di Rummenigge spegne i sogni di gloria del popolo interista con il Napoli di Maradona che vola letteralmente verso il primo titolo iridato della sua storia. La seconda si rivela addirittura peggiore, con uno scialbo quinto posto in campionato e una precoce eliminazione dalla Coppa UEFA. I deludenti risultati ottenuti con il tecnico in panchina fanno molto rumore e lo stesso Pellegrini comincia ad avere dubbi nei confronti dell’allenatore, ma nonostante ciò decide di dargli ancora fiducia ed investire pesantemente sul mercato.

Arrivano i “tedeschi” e quel centrocampista italiano dal grande senso del gol

calciomercato inter 1988

Il calciomercato dell’estate 1988, come detto, serve a rilanciare l’Inter e provare a dare l’assalto allo Scudetto che, in casa nerazzurra, manca da diversi anni. I rinforzi principali vengono dalla Germania, precisamente dal Bayern Monaco, e sono il terzino Andreas Brehme e il centrocampista Lothar Matthäus. A questi si affiancano anche Berti, Díaz e Bianchi.

A seguito del cambiamento sul tetto massimo dei giocatori stranieri tesserabili e dell’aumento delle squadre da 16 a 18, tutte le squadre si rinforzano e, proprio quando l’Inter mette in atto una delle migliori campagne acquisti della sua storia, le altre società non restano a guardare. Il Milan di Sacchi, campione d’Italia in carica, acquista Frank Rijkaard, andando a formare, insieme a Gullit e Van Basten, il Trio Olandese che di li a breve dominerà in Europa e nel Mondo. In quel Milan ricordiamo che ci sono anche giocatori del calibro di Franco Baresi, Paolo Maldini, Alessandro Costacurta, Marco Tassotti, Roberto Donadoni e Carlo Ancelotti, e si presenta come una delle squadre più forti mai formate nella storia del calcio italiano.

il trio olandese milan 1988

Ma non basta, perchè anche il Napoli si rinforza, desideroso di vincere il suo secondo Scudetto dopo quello conquistato appena due anni prima. Vialli e Mancini, invece, formano la coppia doriana denominata “I gemelli del gol” che farà fuoco e fiamme in Italia e nel mondo. La Juventus sembra essere l’unica squadra che vive un momento di transizione e cambiamento che seguono l’era Trapattoni, l’attuale allenatore dei nerazzurri, in cui ha vinto tanto e ovunque.

vialli e mancini 1988

La stagione dell’Inter, però, non parte nel migliore dei modi, con una precoce eliminazione dalla Coppa Italia nel secondo turno di settembre. Questa brutta battuta d’arresto, unita anche ad una dirigenza che sembra prendere le distanze dal suo allenatore, sembra essere il preludio alle dimissioni del tecnico che viene invece convinto a restare dai senatori di quella squadra, come Zenga, Bergomi, Ferri, Mandorlini e Baresi. In campionato l’Inter inizia a viaggiare ad un ritmo impressionante, sbaragliando i rivali e mettendoli fuori gioco uno ad uno. L’unica squadra che sembra tener botta è il Napoli di Maradona.

Lo Scudetto dei RECORD

Quell’Inter si rivela semplicemente inarrestabile. Come viene confermato non soltanto dai 58 punti su 68 disponibili (record del campionato di Serie A a 18 squadre, nell’era dei due punti per vittoria, nonché frutto di 26 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte), ma anche dal distacco imbarazzante rispetto alle altre concorrenti. Un successo dietro l’altro inanellato dalla formazione meneghina trova il momento più alto nello scontro diretto contro i partenopei il 28 maggio 1989 a San Siro. Le due contendenti si giocano il tricolore, ma l’Inter ha un un vantaggio consistente che gli permetterebbe, in caso di vittoria, di chiudere la pratica con 4 giornate di anticipo.

San Siro è trepidante, e consapevole di poter tornare a festeggiare dopo 9 anni di buio. Le parate di Zenga nella prima frazione di gioco blindano la porta nerazzurra, ma il lampo di Careca al minuto 36′ sembra voler rovinare una festa già pronta. I due innesti del mercato estivo, fortemente voluti dal mister Trapattoni, ovvero Berti e Matthäus, si riveleranno gli uomini dello Scudetto. Il gol del pareggio infatti arriva su un tiro del centrocampista italiano deviato da un giocatore del Napoli. Per l’apoteosi bisogna aspettare fino al 38′ della ripresa: la cannonata su punizione di Matthäus con quel suo destro immortale, consegna ai nerazzurri la vittoria matematica dello Scudetto numero 13 con quattro giornate d’anticipo e la festa nerazzurra a San Siro può partire.

matthaus gol napoli 1989

Nelle restanti partite si materializzerà il record dei 58 punti e quella squadra resterà per sempre nella storia del calcio italiano a tinte nerazzurre.

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Mirko Patera

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