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Due dirigenti nerazzurri ascoltati dall’antimafia: il motivo

Due dirigenti dell’Inter ascoltati dall’antimafia. La lotta alla criminalità organizzata prosegue anche nel mondo dello sport, e in particolare quello del calcio. A bussare alla porta della società nerazzurra, come riportato da Il Fatto Quotidiano, è la commissione antimafia italiana.

Per la prima volta nella storia recente del calcio italiano, due figure di spicco di una grande società italiana vengono ascoltati e convocati da una commissione che si occupa di contrastare la mafia.

Due dirigenti nerazzurri in antimafia: le motivazioni

Curva Nord Inter allo stadio San Siro

Il motivo per cui due dirigenti dell’Inter sono stati interrogati dalla commissione antimafia è da ricercare su quanto accaduto il 29 ottobre dell’anno scorso nella gara di campionato tra Inter e Sampdoria, quando la Curva Nord abbandonò il settore per onorare il ricordo di un ex capo ultras: Vittorio Boiocchi, trovato morto poco prima dell’inizio della partita.

I due dirigenti dell’Inter hanno dovuto rispondere a domande sulla Curva Nord e su cosa è avvenuto di preciso il 29 ottobre, anche se tutto parte dalla morte di Daniele Belardinelli, ucciso negli scontri con gli ultras del Napoli il 26 dicembre 2018. Secondo le ultime inchieste portate avanti dall’antimafia, ci sarebbero dei rapporti con la’ndrangheta e con membri della famiglia Bellocco, una delle più importanti famiglie di Rosarno. Sul tavolo dell’antimafia ci sono dei forti dubbi sui rapporti tra Curva e società ma anche delle grosse perplessità su una serie di attività svolte fuori da San Siro prima delle partite come ad esempio i parcheggi e i paninari.

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Simone Ambroso

Simone Ambroso