Abisso elimina il Var e diventa padrone della partita

Un caso evidente di manifesta incapacità

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Un caso evidente di manifesta incapacità

Abisso elimina il Var e diventa padrone della partita

La tentazione della domenica sera, nel dopo Fiorentina, è stata quella di buttar giù alcune riflessioni sulla buona fede. Oppure sul coraggio. In punta di piedi, per non urtare la sensibilità di nessuno. La tentazione è stata forte. Resta la necessità di offrire qualche spunto alla discussione in tema di arbitraggi.

 

Il Var è stato salutato e istituito come uno strumento per eliminare ogni possibile dubbio in merito a situazioni di gioco poco chiare.

Una sorta di moviola che avrebbe consentito ad un manipolo di esperti di analizzare, in presa diretta e con il conforto di immagini rallentate, eventi la cui velocità fosse, per esempio, aperta nemica del’arbitro.

La moderna tecnologia al servizio dell’uomo. Per aiutarlo e per eliminare possibili fonti di polemiche. Inutili e dannose.

Domenica il Var sembra aver segnato un passo indietro. La tecnologia è stata annullata o meglio l’apporto, semplice e incisivo, del mezzo tecnologico ha tradito lo spirito che ne ha accompagnato la sua introduzione.

Come dire, l’arbitro richiamato dal Var sull’errore non fa niente per tornare sulle decisioni sbagliate. L’errore dell’arbitro, è bene precisarlo, ci sta sempre in quanto l’umanità del gesto può nascondere mille attenuanti del caso. La velocità dell’azione, ostacoli alla visione sino ad uno stato di fatica momentaneo dello stesso giudice.

Il Var nasce ed è nato come strumento di ausilio alla vita dell’arbitro. Le decisioni di Abisso, per presa visione del Var, sono sbagliate in quanto evitano ogni forma di cooperazione “vera e reale” con l’assistente dell’arbitro al video.

L’arbitro Abisso sbaglia la prima decisione ma avrebbe tutto il tempo di rimediare e tornare, con coraggio, sui suoi passi. Se sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

L’incapacità risulta manifesta. Può capitare; come pure vedere, in uno schermo, una verità creata con la fantasia ma smentita dall’avanzamento di fotogrammi capaci di vivisezionare l’azione di gioco incriminata.

Il concetto dell’arbitro padrone assoluto del match era stato archiviato. Affiancato ormai dall’assistente al video.

Abisso ha riesumato una figura di arbitro che non esiste più sino ad eliminare l’importanza,  giusta ed attuale, del Var nell’ottica di un gioco del calcio migliore e pulito.