Con Suning l’aria è davvero cambiata…

L’insediamento cinese in seno all’Inter ha cambiato i programmi societari portando linfa vitale alle casse e permettendo al direttore sportivo, Piero Ausilio, di muoversi con una certa libertà.

Attenzione però, questo non vuol dire che da adesso si potrà spendere e spandere perché il FpF c’è e gli accordi presi a suo tempo con l’UEFA andranno rispettati ugualmente. Di sicuro l’intenzione è quella di costruire una grande squadra e mr. Zhang non perde occasione per ribadirlo. L’intenzione cinese che stride con i propositi del Mancio è quella di puntare sui giovani, forti e pronti ma pur sempre giovani. E questo pare non abbia entusiasmato più di tanto Mancini che già pregustava l’arrivo del pupillo Tourè e di Candreva dalla Lazio.

I cinesi la vedono diversamente, per loro investire una vagonata di milioni per un trentatreenne a fine carriera o investire 25 milioni di euro (a tanto ammonta la richiesta non trattabile di Lotito) per un esterno alla soglia dei trent’anni non rappresenta un investimento a lungo termine. Ci sentiamo di dar ragione al gruppo Suning in questo senso a patto che gli investimenti ci siano e mirino a rafforzare ulteriormente la squadra puntando a qualcosa di più che un misero terzo posto.

Il progetto che Zhang e soci vogliono portare avanti ricorda quello che Moratti professava nell’era post-triplete ma che per motivi di ricchi rinnovi non si potè attuare. Anche Thohir dal suo insediamento parlò di progetto giovani ma Mazzarri prima e Mancini poi lo indirizzarono verso altre scelte che alla fine non si sono rivelate vincenti. Il modello da seguire è l’Arsenal e gli interessamenti per i vari Berardi, Gabriel Jesus e in ultimo Pjaca fanno capire che il prezzo non spaventa. Per l’italiano del Sassuolo però sarà difficile muoversi a meno che non sia lui stesso ad andare allo scontro. Il brasiliano ha dietro di sé una fila interminabile, il suo sponsor è Ronaldo ed in Brasile è stato mandato Branchini che allora si occupò di portare il Fenomeno ad Appiano. Sarà lui che dovrà verificare la fattibilità dell’operazione e se ci sono i presupposti per sferrare l’attacco decisivo. Pjaca è dei tre quello forse più semplice da raggiungere anche se la concorrenza c’è ed è agguerrita.

La cosa certa è che questa volta il progetto giovani tanto voluto in passato potrebbe davvero realizzarsi con buona pace di Mancini, ma soprattutto ciò dimostra che l’aria è davvero cambiata così come la voglia di vincere che è tanta sia per i tifosi sia per i cinesi e Zhang lo ha ribadito con il suo…

“Fozza Inda!”.

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