Conte vero leader dell’Inter

Conte è un vero catalizzatore di attenzioni. Schietto e sincero. Carismatico con la squadra, propositivo in seno alla società, duro ed esigente con i suoi giocatori. Le prime amichevoli, seppur calcio d’agosto, costituiscono un buon presagio.

Antonio Conte, Coach F.C. Internazionale

Conte è un vero catalizzatore di attenzioni. Schietto e sincero. Carismatico con la squadra, propositivo in seno alla società, duro ed esigente con i suoi giocatori. Le prime amichevoli, seppur calcio d’agosto, costituiscono un buon presagio.

Conte vero leader dell’Inter

 

Editoriali

Poco più di tre settimane e s’incomincerà a fare sul serio. L’Inter ha cambiato qualcosa sia nell’organigramma societario sia dal punto di vista della conduzione tecnica.

Se Marotta aveva già scaldato i motori nella stagione precedente Conte rappresenta la vera novità per la nuova stagione.

Su di lui e sulle scelte, anche da lui avvallate, in sede di calciomercato nascono le cosidette aspettative di cui ha parlato lo stesso mister; su di esse riposano le ansie e i desideri di riscatto da parte dei tifosi nerazzurri.

É innegabile che le due figure sembrano destinate a trasformare l’Inter. Difficile indicare la tempistica di questa trasformazione. Ma il valore del manager è assoluto e quello di Conte disegna i tratti veri di un vincente.

Conte appare, in questi primi mesi di Inter, un vero catalizzatore di attenzioni. Se il carisma del nuovo mister è dato evidente nel modo maniacale e scrupoloso di governare la squadra appare altresì importante rimarcare un altro aspetto.

La chiarezza e l’animus pugnandi del tecnico costituiscono elementi decisivi in chiave progettuale. Presente e futura.

La chiarezza si estrinseca in una sorta di realistica presa di coscienza delle nostre  possibilità. Allo stato attuale sono quelle di una squadra che cercherà di dare fastidio a Juve e Napoli, squadre nettamente più avanti dell’Inter.

“Lo stato attuale” è legato anche ad una serie di variabili di mercato che potrebbero anche cambiare e proiettare l’Inter da elemento di fastidio e disturbo verso qualcosa di diverso.

Ma sarà bene non vivere di false promesse o ancor peggio di illusioni.

L’animus pugnandi di Conte è invece una conferma di alcuni prerogative che costituiscono una sorta di bagaglio o filosofia su cui l’allenatore ha costruito la sua fortuna.

Il rispetto delle regole, l’impegno costante e la negazione totale di aspetti e modi tipicamente individualistici di concepire il calcio. Il gruppo come elemento privilegiante e prima di ogni altra cosa. Il cemento della competitività.

Aspetti che necessitano di tempo per essere travasati in un ambiente, come quello interista, che ne ha sentito troppo a lungo la mancanza.

Se provare a vincere potrebbe restare un tentativo, la seconda opzione risulta ben più importante in chiave futura. L’essere competitivi è il vero obiettivo di una società che aspira a tornare grande.

La costruzione di un gruppo, forte e con un’anima sola, capace di leggere ogni momento in chiave vincente.

L’Inter di Conte nasce con queste prospettive. Surrogate da una società che tanto ha fatto per risolvere alcune note e condizionanti problematiche societarie del passato e dai suoi tifosi che come sempre hanno già risposto presente.

Gli ultimi hanno firmato in bianco. Prima dei prossimi arrivi. Perché i sogni vanno accarezzati e l’Inter, spesso, trova il modo per realizzarli.

Sandro Zedda

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