Continuano gli incontri Mancini – Zhang… oggi il terzo?

…nella serata americana di ieri il secondo incontro di Roberto Mancini e Steven Zhang, altra fumata grigia

Nella serata newyorkese Roby Mancini e Steven Zhang si sono incontrati per la seconda volta. Non è trapelato nessun commento, nè da una parte nè dall’altra, ci piace azzardare il nostro parere… Nessuno dei due vuole aprire il contenzioso: Mancini non ha nessuna intenzione di dimettersi e lasciare sul piatto 4.5 milioni di Euro, tasse pagate, alla proprietà cinese e leggere poi un comunicato nel quale viene ringraziato per il lavoro svolto e gli vengono fatti i migliori auguri per il futuro della sua professione.

L’ultimo pensiero che passa per la mente di Steven Zhang, ben istruito dal padre, è parlare di risoluzione consensuale con buona uscita per il tecnico, tantomeno di esonero, che costerebbe al Suning una cifra intorno ai 9 milioni di Euro + i costi del suo staff, per poi pagare il sostituto e relativo staff.

Entrambi quando si guradano negli occhi pensano, col sorriso sulle labbra: “Accà nisciuno è fesso!”

La posizione del Mancio: Roby è alla guida dell’area tecnica e sportiva del club da 18 mesi, ha ereditato da Mazzarri una squadra disastrata nel gennaio 2015. Nel mercato invernale, progettato in fretta e furia ha tentato di cambiare qualcosa: si è liberato di taluni giocatori poco inseriti nel team: Alvaro Pereira, Mbaye, Bonazzoli, Khrin, Laxalt, M’Vila, che non hanno certo fatto sfracelli nel finale di quella stagione e nemmeno in quella da poco conclusa.

Ha tentato di rimediare portanto all’Inter: Lukas Podolski, Shaqiri, Brozovic, Davide Santon.

Il bilancio economico acquisti cessioni è stato globalmente positivo: Podolski è arrivato a costo zero, in prestito secco dall’Arsenal, è mancato completamente sul campo ed a fine stagione è stato rispedito al mittente. Shaquiri arrivava da un mondiale strepitoso con la sua nazionale è stato acquisito in prestito gratuito dal Bayern con obbligo di riscatto fissato a 15 mln. di Euro, non è stato riscattato, ceduto allo Stoke City per 17 mln. cash con plusvalenza di 2 mln. Non vorremmo girare il coltello nella piaga parlando di Brozovic, preso in prestito dalla Dinamo di Zagabria per 1 anno con obbligo di riscatto a 8 mln. Considerato il valore oggi iscritto a bilancio post amortamenti, la cessione di Brozovic oggi, con tutte le cautele del caso porterebbe nelle casse dell’Inter una trentina di mln., plusvalenza stratosferica per l’Inter degli ultimi anni… Arriviamo ad Alvaro Pereira acquisito per 10 mln di Euro e ceduto mentre era iscritto a bilancio post amm.ti a 4.8 mln per 10 + 5 mln: altra plusvalenza? Santon? Irrilevante…

Il Mancio nella stagione 2014 – 15 non ha centrato nessun risultato sportivo, terminando il campionato a 55 punti, con il club non ammesso alle competizioni europee. Ci permettiamo di valutare la performance del “Manager Roberto Mancini” positiva per quella stagione: qalificazione europea mancata per 1 punto, saldo players trading decisamente positivo. A nostro modo di vedere, Mancini dal punto di vista del risultato sportivo non poteva far meglio, non esistevano le premesse e non è stato nemmeno fortunato…

La stagione appena conclusa iniziò con un mercato interessante che, casualmente ha portato all’Inter un saldo positivo: acquisti (incluso Kondogbia) per 87,5 mln – cessioni: 90,7 mln, incredibile la plusvalenza fatta con la cessione di Kovacic, che non ha certo fatto sfracelli al Real Madrid…

L’Inter partì molto forte, per molte giornate rimase in testa e nelle posizioni alte della classifica… Qualcuno di cui preferiamo non fare il nome iniziò la sua campagna per ottenere il plebiscito popolare parlando di “lotta per lo scudetto”… Conserviamo ancora la registrazione di un’intervista a Mancini, che quando l’Inter era in alto in classifica, sentendo parlare di scudetto disse chiaramente: “Sarà molto difficile, ci sono almeno 2 – 3 squadre più attrezzate di noi. Se nel momento decisivo saremo ancora in quelle posizioni ci proveremo, ma non sarà facile.”

Il Mancio si piazzò tra mille critiche al 4° posto, guadagnando la qualificazione per disputare l’Europa League. Non dimentichiamo che nei primi mesi Perisic ebbe i suoi problemi di adattamento al campionato italiano, Icardi faticava a buttarla dentro… Dopo la sosta Brozovic iniziò a giocare a corrente alternata, non parliamo Melo e Jovetic… Tentò di ridare verve alla squadra con Ljaic ed Eder, ma non ottenne gli effetti sperati… Non va dimenticato che riuscì a piazzare Guarin, non fantastica la plusvalenza generata, ma di plusvalenza si trattò.

Vogliamo valutare il lavoro del Mancio? Flop Melo (4.5 mln) flop Jovetic (12 mln da pagare), ma valorizzazione di Murillo da ca. 8 mln al valore attuale cautelativo ca. 30 mln, valore di acquisto di Perisic una cifra intorno ai 15 mln oggi ne vale almeno il doppio… Purtroppo flop Eder… ma l’obiettivo di valorizzazione della rosa è stato conseguito ed il primo risultato sportivo anche: l’Inter si qualifica direttamnte per l’Europa league.

Eppure Mancini da febbraio in poi è stato oggetto di critiche continue…

Al cambio di proprietà mr. Zhang dichiarò che voleva competere immediatamente in Italia e conquistare subito la qualificazione per disputare la Champions… Mancini commise il suo errore: invece di attendere che Zhang chiedesse la sua opinione, sparò subito le sue richieste: Yaya Tourè, Candreva / Berardi, 2 esterni bassi.

In questo momento si alzò il muro ed il Mancio venne isolato, facesse l’allenatore e stop, il Suning aveva altre idee: investimenti su giovani e prometenti progetti di calciatori, no a calciatori troppo avanti con l’età, con pretese economiche elevate.

Un concetto condivisibile, ma che in Italia non ha mai funzionato: con i giovani progetti di calciatore non si vince, i giovani progetti vengono inseriti gradualmente in squadre già consolidate, i giovani progetti lanciati allo sbaraglio nella maggior parte in Italia faliscono… Ce lo insegnò tra i primi Liedholm con Maldini, Baresi e Costacurta…

Mancini, personaggio a cui piace essere al centro delle operazioni, iniziò a manifestare sempre più il suo malcontento, ad innervosisrsi fino a rimanere isolato… Mancini ha forse sbagliato nel volersi imporre alla nuova proprietà, ma ormai le uova nel paniere erano rotte… Arrivarono i no su tutta la “linea Mancini” e ci troviamo in una situazione grottesca… Non si vuole esonerare, non si vuole transigere, il rapporto può essere cambiato solo da una decisione unilaterale del Mancio, che non ci sarà: le dimissioni.

Attendiamo ora il terzo incontro… Se la sbrighino loro, ma cerchino di capire che il Mancio non è un pirla! Certamente la situazione lasciata da Moratti non era florida, ma quella lasciata da Thohir, che ora striscia ai piedi di Zhang era oltre il disastro ed il FPF è un vincolo inderogabile…

Ci piace ramentare che il commitment principale del “manager” all’inglese è sicuramente il risultato sportivo, ma non è da sottovalutare la valorizzazione della rosa… Lo scorso anno il Mancio ha centrato l’obiettivo sportivo minimo, ma la valorizzazione della rosa nella sua globalità è stata da grande manager. In questi giorni avremo tempo di parlare anche del gioco di Mancini, che così poco piace ai tifosi…

Last but not least il Fair Play Finanziario: come dicevamo Mancini non è pirla ed è certo che qualcuno partirà: l’Inter ad oggi non ha ceduto nessuno dei suoi big, ma ha bisogno più o meno di 50 / 60 mln… dove li trova? Oggi il saldo del players trading è negativo per ca. 3 mln, con Candreva si arriverà a 25 – 28… Altri 30 serviranno per completare il centrocampo e siamo intorno ai 55 – 60 mln … c’è ancora qalcuno che crede che non sarà ceduto nessuno dei big?

Siamo convinti di conoscere il nome del “sacrificato” e se il nostro ragionamento fila… Leggendo questo articolo è possibile intuire chi sarà… 

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