Ennesima pagliacciata del signor Spalletti

Totti, Denisov ed ora Icardi, passando per Panucci. Le pagliacciate del sig. Spalletti

Totti, Denisov ed ora Icardi, passando per Panucci. Le pagliacciate del sig. Spalletti

Ennesima pagliacciata del signor Spalletti

Degli screzi con Francesco Totti ormai si sa tutto. Meno di quelli con Igor Denisov ai tempi dello Zenit o Marek Jankulovski nell’Udinese, senza dimenticare Christian Panucci. Oggi il Corriere dello Sport prova quasi a psicanalizzare l’atteggiamento di Luciano Spalletti, che sembra avere un conto in sospeso con gli uomini forti degli spogliatoi. La distanza con Mauro Icardi è solo l’ultimo esempio di questa tendenza, definita tale dal quotidiano romano.

 

 

“Esistono comportamenti quasi autolesionistici dai quali non si riesce a uscire. Si vive come un’obbligatorietà a ripeterli. Accade sul lavoro e anche nella famiglia, nella relazione di coppia. E’ inquietante sapere che chiunque può restarne prigioniero – dice la psicoterapeuta Alessandra Graziottin, professionista assai nota, interpellata dal giornale -. Una seconda riflessione riguarda la capacità o l’incapacità di un leader, tipo un allenatore, a rapportarsi con il più importante degli uomini che gestisce. Quello che in teoria dovrebbe essere il suo ponte con il resto del gruppo, l’elemento di armonia. Il comportamento di un uomo è un grande fiume con tanti affluenti, non c’è una sola causa. Conta il carattere, conta il temperamento e in molti casi conta l’abitudine a una strategia che magari molte volte ha funzionato e viene replicata anche in ambienti nei quali è dannosa. A un leader serve duttilità. La presenza di donne forti, Wanda Ilary, nella vicenda costituisce un ulteriore elemento di complicazione, estraneo agli schemi. Servirebbe un passo indietro da parte di tutti”.

– NDR: Fonte Corriere dello Sport –

Con le parole del Corsport ripercorriamo la giornata di ieri: questo l’approfondimento dei colleghi del Corriere dello Sport: “Patti non rispettati. E’ questa l’accusa che lascia filtrare l’entourage di Icardi, dopo la non convocazione dell’attaccante. E il dito è puntato verso Spalletti. Sua, infatti, la scelta di non chiamare Maurito, ma soprattutto sua la scelta di non farlo perché il giocatore non si sarebbe scusato con i compagni. Insomma, nessuna ragione tecnica, ma qualcos’altro, che peraltro non era previsto negli accordi raggiunti da Marotta e Nicoletti per il suo rientro in gruppo. In sostanza, infatti, secondo la versione degli Icardis, infuriati per la nuova piega presa dagli eventi, non ci sarebbe dovuto essere alcun chiarimento, né tantomeno scuse, da parte dell’ex-capitano. E quanto avvenuto da giovedì della scorsa settimana, ovvero da quando Maurito è tornato a piena disposizione, avrebbe dovuto essere sufficiente per mettere nell’ordine naturale delle cose la sua convocazione”.

L’Inter, dal canto suo, non è assolutamente d’accordo con questa visione dei fatti: “Dal fronte nerazzurro, però, arriva una posizione completamente diversa. Ovvero che non ci fossero stati accordi sulle modalità con cui Icardi avrebbe dovuto riprendere gli allenamenti regolari. E che, semmai, l’unico impegno preso sarebbe stato quello di agevolare il reintegro del giocatore, come puntualmente avvenuto. Ma che poi tutto il resto avrebbe dovuto rientrare nelle competenze tecniche dell’allenatore.

La Gazzetta dello Sport nell’edizione odierna, parla dei retroscena che avrebbero portato all’esclusione del giocatore dalla lista dei convocati per la gara di stasera contro la Lazio. Venerdì pomeriggio l’allenatore ha riunito tutta la squadra, Icardi compreso, in sala video per preparare la partita contro la Lazio. L’allenatore coglie l’occasione per chiedere a Mauro Icardi se si sente di avere qualcosa ai compagni. Mauro risponde pacatamente  di aver già parlato con tutti, allenatore, società e compagni e non crede di dover aggiungere altro.

Aggiungiamo quanto asserito da Zanetti nell’articolo da noi pubblicato a titolo “Icardi? Situazione risolta” ed ovviamente le parole di Marotta durante l’intervista televisiva teletrasmessa nella serata di ieri da Telelombardia, nella quale l’AD ha asserito di aver risolto il problema grazie alle doti che si riconosce: “diplomazia e leadership”

Tutto lasciava prevedere per una normale convocazione del giocatore con destinazione panchina, nessuno pretendeva che Mauro Icardi avrebbe dovuto essere schierato dal primo minuto nella formazione della squadra e nessuno pretendeva neppure che il giocatore venisse impiegato anche un solo minuto, quelle sono scelte tecniche che spettano solo ed unicamente all’allenatore, ma la convocazione era fatto concordato tra l’avvocato Nicoletti e la dirigenza della squadra.

L’avv. Paolo Nicoletti, indignato lancia l’ANSA nel tardo pomeriggio ecco il testo del comunicato lanciato  all’ANSA: “Secondo Marotta tutto procedeva bene”

(ANSA) – ROMA, 30 MAR – “Icardi dal giorno del suo rientro si é messo a disposizione della squadra, con professionalità, seguendo i passaggi da me convenuti nell’interesse dell’Inter e del giocatore con l’ad,Beppe Marotta, e anche con il presidente, Steven Zhang. La decisione di non convocare Icardi non mi è stata anticipata e non conoscendone le motivazioni non posso commentarla”. L’avvocato Paolo Nicoletti, consulente incaricato di trovare una soluzione condivisa dalle parti, al telefono con l’ANSA manifesta sorpresa per la piega presa dalla vicenda. “Ho sentito giornalmente Beppe Marotta – aggiunge solo l’avvocato Nicoletti – che mi ha sempre comunicato che tutto procedeva positivamente”.

Ora appare non controvertibile il fatto che Spalletti sia entrato nella sala per attaccare a viso aperto Icardi. Secondo quanto si evince dalle parole dell’avv. Nicoletti, dell’AD Marotta e del VP Zanetti tutti i problemi erano stati risolti. Ora ci raccontano che la società sapeva, che c’era ancora qualcosa, che… che.. che… Ma che l’Inter emetta un comunicato ufficiale e spieghi con chiarezza almeno questa ultima buffonata, le altre le abbiamo già dimenticate.

Qui non si tratta di essere pro o contro Icardi, qui è in gioco la faccia della società, non era forse tutto risolto? Evidentemente no, ma perchè nessuno ha detto ad Icardi che avrebbe dovuto “dire qualcosa ai suoi compagni” come preteso da Spalletti?

Stiamo diventando una squadra barzelletta, nelle mani di un allenatore che, visti i precedenti è perlomeno una persona “strana” e, soprattutto che potrebbe essere confermato alla guida anche nella prossima stagione.

Un fatto è certo: Spalletti non la AMA, noi si e se Marotta dice testualmente che all’interno della società vi sono delle dinamiche che non possono essere rese di dominio pubblico, vada lui a sottoscrivere gli abbonamenti, pagare i biglietti allo stadio, i diritti televisivi, a fare acquisti allo store e quant’altro e ciò non perchè è Marotta, solo ed unicamente perchè come AD ha parlato in nome e per conto della società, quindi non si tratta delle parole di un magazziniere, si tratta di della massima carica societaria, prima della presidenza.

Fonti: tutte le fonti esterne sono state chiaramente menzionate.