Era il 28 giugno 2018 la data ufficiale del “grande acquisto”

Giugno 2018, con una nota ufficiale, la Roma rende  noto «di aver ceduto a titolo definitivo al F.C. Internazionale, i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Radja Nainggolan, a fronte di un corrispettivo di 38 milioni di euro ».

Giugno 2018, con una nota ufficiale, la Roma rende  noto «di aver ceduto a titolo definitivo al F.C. Internazionale, i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Radja Nainggolan, a fronte di un corrispettivo di 38 milioni di euro ».

La data ufficiale del “grande acquisto” 28 giugno 2018

La notizia prosegue con “L’A.S. Roma S.p.A comunica di aver acquistato a titolo definitivo i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Nicolò Zaniolo, dalla F.C. Internazionale, a fronte di un corrispettivo fisso di 4,5 milioni di euro. Inoltre, in caso di futuro trasferimento del Calciatore, A.S. Roma riconoscerà alla F.C. Internazionale un importo pari al 15% del prezzo di cessione. Comunica altresì di aver acquistato a titolo definitivo, dalla F.C. Internazionale, i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Davide Santon, a fronte di un corrispettivo fisso di 9,5 milioni di euro».

Il Ninja arriva a distanza di cinque anni, dopo che Thohir lo aveva a lungo corteggiato come primo botto del suo nuovo insediamento ai vertici della società nerazzurra: “Sono indonesiano come Radja” – aveva detto – “averlo all’Inter sarebbe un onore” . La Roma aveva però già anticipato tutti e la befana giallorossa del 2014 aveva portato all’Olimpico il centrocampista belga consegnandolo a Rudi Garcia. Al Cagliari tre milioni subito e sette a giugno.

Il giorno dell’arrivo a Milano,il centrocampista belga viene accolto da tantissimi tifosi nerazzurri. Fa caldo in città, ma l’atmosfera davanti all’albergo Melià è incandescente: i supporters lo vedono come una star dedicandogli cori e striscioni. Non sembra loro vero. Il Ninja arriva per un bel gruzzolo di euro liberandosi di Santon, non più sopportato dalla tifoseria, e di un giovane della primavera, tal Zangolo, Zanolo.. Zaniolo.

A Roma invece imprecano e sono quasi a lutto. A Trigoria ed all’Olimpico nella prima di campionato campeggia lo striscione “Onore al giocatore che la lupa rispetta… america’ la nostra maglia non è u$a e getta”.

Pallotta e Monchi sono accusati di aver disgregato una squadra che, stupendo tutti, è arrivata ad un soffio dalla finale di Champions. Di quell’undici miracoloso, per far fronte alle casse societarie, se ne sono andati in tanti tra cui Alisson e Strootman, ed ora pure Nainggolan.

Di contro, oltre a Zaniolo, sono arrivati molti giovani come il figlio di Kluivert o Coric, giocatori non ben definiti destinati a vedere poco il campo, un contentino per il pubblico come Pastore, dai muscoli di cristallo, oltre ai più stagionati Cristante e Nzonzi.

Roma e Milano, 600 km di distanza, e due stati d’animo differenti e poi ….

E poi succede che Nainggolan si infortuna, e male, in una amichevole estiva contro il Sion. Un problema non di poco conto al quadricipite della coscia sinistra, che ne pregiudica completamente la preparazione. Forza i tempi rientra, ma si rifà male contro il Milan stavolta alla caviglia sinistra. Spalletti cerca il recupero in vista del doppio confronto di Champions con il Barcellona, ma il belga stenta e non poco, vittima di un forzato tentativo di rivedere il campo. Da qui un rendimento scadente e tanto vociare extracalcistico, alimentato dalla naturale predisposizione del giocatore a divertirsi, anche oltre il lecito, quando può.

Anche a Roma quanto ad infortuni non vanno benissimo. In agosto in parecchi sono costretti a fermarsi ed anche i nuovi arrivi stentano.  La svolta arriva a Madrid nella prima di Coppa. Contro i campioni d’Europa, Di Francesco schiera dal primo minuto un uomo a sorpresa, Nicolò Zaniolo, ancora a secco di minuti in Serie A; è un messaggio indiretto ai suoi centrocampisti titolari fino a lì decisamente deludenti. “Svegliatevi se no è panca”.

Il ragazzino è già stato convocato da Mancini in Nazionale, ma non capita tutti i giorni e, soprattutto,non capita a tutti i calciatori di essere convocati in Nazionale, quella vera, senza aver giocato neppure un secondo in Serie A. Un tifoso vip aficionado della Monte Mario si interroga. “Contro il Real, nun lo vedo proprio; li regazzini devono discore quando pisciano le galline”. Che tradotto vuole dire, i bambini non devono intervenire quando parlano gli adulti, ed il Real ammazza se è adulto.

Ed allora ha sbagliato, esagerando, il CT azzurro a chiamarlo oppure sbaglia, sottovalutandolo, Di Francesco a non averlo fatto giocare e buttandolo in campo senza nessuna esperienza ?

Zaniolo gioca al Bernabeu e lo fa anche bene. Da allora il tecnico giallorosso gli dà sempre più fiducia fino alla sua esplosione definitiva proprio ad inizio dicembre, in campo contro l’Inter all’Olimpico, dentro ad una Roma falcidiata dagli infortuni. Da allora un posto fisso tra i titolari, due splendide reti contro Sassuolo e Torino, e tanti elogi sbattuti sulle prime pagine della carta stampata. Anche lui si diverte in discoteca, ma diversamente da Nainngolan, tutto gli è perdonato.

Finisce qui, fine gennaio 2019, la storiella dell’operazione Nainggolan – Inter. Da qui a giugno si vedrà e si tireranno le somme

La morale? Bah, chi può dirlo. Zaniolo sta godendo di tanta fiducia e tanta popolarità. Sicuramente i numeri li ha e li ha fatti anche vedere. Gode del suo entusiasmo e di quelli che adesso lo stanno giustamente incensando. Gode della sua giovinezza e del suo iniziale anonimato. In pochissimi a giugno conoscevano le sue qualità e forse neanche la Roma ne era convinta visto che in prima battuta aveva chiesto all’Inter di inserire Pinamonti e poi Radu, ma che già erano stati promessi a Frosinone e Genoa.

Zaniolo gode inoltre della congiuntura negativa che gira sulla testa del belga nerazzurro.

Fare i fenomeni di mercato adesso sono capaci in molti. Per tutti le parole di Esteban Cambiasso, non uno qualunque: “Oggi è troppo facile dire che sia stato sbagliato darlo via per Nainggolan. Zaniolo era imprevedibile, pensate che per il Triplete l’Inter aveva dato via Destro per prendere Milito. Questo rischio ci sta“.

P.S. Santon il campo lo vede poco anche a Roma.

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