Il Bentegodi si rivela fatale ma occorre crederci

De Boer: tiriamo una riga sulla prima… 

Perdiamo con il Chievo alla prima di campionato. Perde De Boer che era all’esordio nel massimo campionato e niente risulta indolore nell’amara notte veronese. De Boer prende tutti in contropiede; non schiera Perisic, la difesa è a tre e Banega gode della più ampia libertà ispirativa. Eder, infine, appoggia Icardi nel reparto offensivo. Il Chievo è quello solito; la difesa è forte e collaudata mentre il centrocampo è robusto. In avanti Maran si affida a Birsa, Meggiorini e Inglese.

L’olandese schiera quattro italiani fra i titolari (Candreva, Ranocchia, D’Ambrosio e Eder); non accadeva dal maggio del 2013. L’Inter parte bene, è motivata e sembra avere il piglio giusto tanto che Eder si fa respingere, nei minuti iniziali, un destro dal portiere Sorrentino e subito dopo anche D’Ambrosio e Ranocchia hanno l’occasione giusta per portare in vantaggio l’Inter. Accade tutto nei primi venti minuti, a dimostrazione della vitalità della squadra nerazzurra.

Pian piano l’Inter cala di ritmo e d’intensità. Forse la condizione fisica non è ancora ottimale e il risultato ultimo è che il Chievo prende coscienza dei propri mezzi per alzare il baricentro del proprio gioco. Banega non trova la collocazione giusta e non riesce ad ispirare come vorrebbe. Così indietreggia facendo mancare il perno fondamentale di cui l’Inter avrebbe bisogno nella costruzione della manovra offensiva. I ritmi sono ora quelli veloci scanditi dal Chievo che nelle ripartenze sa far male. Meggiorini, alla fine del primo tempo, sfiora il vantaggio.
È il preludio al gol del trequartista sloveno Birsa in apertura di ripresa. L’Inter non reagisce e mostra tutta la sua sterilità anche nelle ribattute. Arriva così anche la doccia fredda per i nerazzurri grazie al secondo gol di Birsa (gran destro da fuori area). Siamo solo all’inizio e c’è tutto il tempo per correggere le cose che non vanno.

Forza Inter Sempre!

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