Il mondo non è bello perché è Var

Il posticipo serale valevole per la 25ma giornata del campionato di Serie A ha visto la Fiorentina prevalere sull’Inter per 3-2 al termine di una gara rocambolesca.

Il posticipo serale valevole per la 25ma giornata del campionato di Serie A ha visto la Fiorentina prevalere sull’Inter per 3-2 al termine di una gara rocambolesca.

Il mondo non è bello perché è Var

Dopo solo un minuto dal fischio di inizio i viola trovano subito il vantaggio. Lancio lungo dalle retrovie condizionato dal forte vento che pesca Chiesa ai limiti del fuorigioco; il cross al centro entra in rete grazie ad una deviazione di De Vrij che pressato da Simeone trafigge Handanovic.

 

Passano solo quattro minuti e l’Inter pareggia con un piattone di Vecino pescato in area anche lui sul filo dell’offside, a ribadire in rete un traversone dalla sinistra che sorprende la difesa gigliata.

Fino alla mezzora abbondante sono i padroni di casa a fare la gara, con un ritmo che mette in difficoltà i nerazzurri. Al quarantesimo però è una magia di Politano a portare in vantaggio l’Inter e sul 2-1 termina la prima frazione di gioco.

Ripresa con i viola a cercare il pareggio e gli uomini di Spalletti a colpire in contropiede. Al sessantesimo Biraghi riporta le squadre in parità con una sassata da fuori area, ancora leggermente deviata da De Vrij, quindi al settantaquattresimo è Muriel, subentrato a Simeone, ad inventarsi un eurogol su calcio di punizione.

Completata la rimonta, la Fiorentina controlla i tentativi finali nerazzurri poco incisivi se non per una zuccata di Vecino finita tra le braccia di Lafont.

A fine gara Pioli si dice soddisfatto dei suoi ragazzi capaci di ribaltare il risultato al cospetto di una buona Inter, uscita dopo la mezzora iniziale. Spalletti dal canto suo si rammarica per non aver tenuto il risultato e per non aver finalizzato il maggior possesso palla nerazzurro.

Fiorentina che con questo risultato sale verso l’Europa League, ed Inter risucchiata nella lotta Champions con il Milan ad un punto e la Roma a due.

Questa è la cronaca di una partita giocata senza l’uso del Var.

La realtà del 2019 dice invece tutt’altro, e Fiorentina – Inter finisce 3-3.

Si dirà:“Vedi con la tecnologia l’Inter ci ha guadagnato”, ma la storia è ben altra !

Pronti via ed in cinque minuti le squadre sono sull’1-1, con il Var che è già intervenuto due volte raddoppiando i tempi della partita. In entrambi i gol sia Chiesa che Vecino sono in linea, anche se sul vantaggio viola, il piede dell’attaccante sembra tanto ricordare il piede di Icardi in occasione di un gol annullato in un derby di coppa Italia.

La gara fila poi liscia fino al 51’ quando l’arbitro Abisso ferma improvvisamente il gioco, richiamato dall’assistenza tecnica. In precedenza il viola Fernandes tocca con la mano in area sugli sviluppi di una punizione per l’Inter e, dopo il consulto Var, concede il penalty che porta i nerazzurri in vantaggio per 3-1.

Al sessantesimo il gol di Biraghi già descritto, annullato dopo il controllo televisivo per un evidente fallo di Muriel su d’Ambrosio. La tribuna del Franchi insorge ed il clima si surriscalda. La scintilla la accende del tutto Muriel con la sua incredibile giocata su punizione, che pesca l’angolo alla destra di Handanovic.

L’Inter controlla, manca il 4-2 con la zuccata di Vecino e pecca nel non tener palla nell’area avversaria soprattutto nei minuti finali. A due dalla fine un lungo lancio di Lafont imbecca Chiesa sulla destra. L’attaccante fiorentino prima commette fallo su D’Ambrosio, travolgendolo, poi ritorna verso l’area e tira colpendo sul petto lo stesso difensore nerazzurro prontamente rialzatosi.

Abisso fischia il rigore nel tripudio viola e nell’incredulità nerazzurra. L’arbitro viene richiamato al Var e dopo un minuto di elucubrazioni mentali davanti allo schermo, dove nel frattempo sono passate pure le immagini di nostro Signore e della Vergine Madre in vena di trasformazioni evangeliche, conferma la sua decisione nonostante siano evidenti le riprese televisive; petto pieno.

Veretout sigla il 3-3 finale.

A fine gara i tecnici hanno stati d’animo diversi. Pioli parla di carattere dei suoi giocatori capaci di riprendere una partita persa e sugli episodi si trincera dietro un “Se gli arbitri li fischiano significa che sono rigori” dimenticandosi che uno rigore proprio non è.

Spalletti è una furia. L’allenatore nerazzurro si sente probabilmente sulla graticola per vie delle voci di corridoio che lo vedono via da Milano a giugno, ed in televisione e poi in sala stampa sbrana i suoi interlocutori chiudendo con un pesante “C’è un condizionamento sull’arbitro, poi uno si fa montare addosso: allora non ha il livello per starci dentro”.

Qualche commento degli opinionisti a fine gara è degno di menzione. Tanti condizionali mal utilizzati su episodi a dir poco evidenti, e soprattutto la chicca del “Bisogna cambiare il protocollo Var sui falli di mano”, incuranti del fatto che la mano di D’Ambrosio proprio non esiste.

L’Inter porta quindi via un punto dal Franchi ed ora conserva un vantaggio di due sul Milan e di tre sulla Roma.

In particolare l’ultimo minuto delle gare di ieri hanno significato quattro punti guadagnati per i giallorossi, capaci di espugnare Frosinone al 95’ e di vedersi arrivare il regalino di Veretout confezionato da Abisso.

La strada per la Champions si fa dunque in salita, anche per un calendario non certo agevole per l’Inter.

L’importante è ritrovare la calma e fare risultato con le piccole, a cominciare da venerdì sera contro il Cagliari per poi proseguire la domenica successiva contro la Spal.

Quello che manca ai nerazzurri sono proprio i punti lasciati in precedenza contro Sassuolo, Chievo e Bologna, punti che sicuramente avrebbero dato maggiore tranquillità in questo finale di stagione.

Ma tanto è, ed in fondo il Mondo non è bello perché è Var.