Inter 110 e lode!

Auguri amata Inter!

 

Auguri amata Inter!

Il vate, quel giorno, adoperò forse una terminologia mutuata dalla curva. Forse usò l’imperativo categorico “Asfaltiamoli ”se ripenso alla partita dei nerazzurri. Ho immaginato la tela di un ragno per cercare di capire come il gioco nerazzurro sia arrivato a legare e tramortire i giocatori catalani. Sì perchè Josè fu l’abile tessitore di una trama che ci avrebbe portato a respirare il profumo di una gloria imperitura.

Gli spagnoli conobbero l’esatto senso di una disfatta. Loro erano i più forti del mondo; campioni di tutto, padroni di tutto, anche del loro mito onnipotente. Ibrahimovic, l’ultimo arrivato, aveva trovato il clima giusto per le sue esternazioni piene di proclami invocanti goleade risolutive. Si rivelò, al contrario, un oggetto misterioso, in perfetto stile europeo. La partita contro il Barcellona divenne una delle più belle partite degli ultimi vent’anni. L’intensità e le emozioni di quella notte restituirono alla memoria del popolo nerazzurro una squadra che si pose sul solco della Grande Inter. Netta fu la percezione di vivere qualcosa di speciale; un filo unico si perpetuava nella modernità di una squadra capace di fa rivivere, in una notte, la maestosità della leggenda di H.H.

L’Inter, la Beneamata così immutabile nella sua storia dove cade e risorge, dove il cuore di chi la segue arde di passione ad oltranza e a prescindere da tutto. Come quel giorno, sequestrati in un’esaltazione dello spirito per assaporare la fierezza e l’orgoglio di essere interisti.

Messi, il più forte, in gabbia. Milito, il principe, l’uomo capace di stravolgere tutto, l’uomo in più. Ovunque per dimostrare che i sogni si avverano.

La difesa e la classe cristallina dei suoi interpreti. Momenti a cento all’ora come le azioni veloci e arrembanti di una squadra che travolgeva tutto, caparbia, grintosa e l’aggressione non era un reato ma veniva premiata. Un’aggressione continua, incontrollata e il Barca veniva oltraggiato e rinchiuso nel labirinto della nostra follia. Sneijder, Milito e Maicon perfetti esecutori di memorabili pagine che scrivono la gloria dal lontano 1908.

Lui Mou al di sopra di tutto, come Helenio Herrera, come l’onnipotenza di una squadra che potè ogni cosa. Le nostre mani sul mondo.

Auguri amata Inter!

Sandro Zedda

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