Inter: bilancio della tournèe americana…

Inter: Bilancio della tournèe americana

Quattro incontri inutili con Real Salt Lake City, Estudiantes, PSG e Bayern Monaco. Roba da dimenticare! Perché? Il calcio degli ultimi anni ha dimenticato le vecchie metodologie di preparazione… Dopo i primi giorni di ritiro arrivava il primo match contro la “rappresentativa locale”, seguivano alcuni incontri con squadre di categoria inferiore e si arrivava ad un match più impegnativo con una squadra di rango superiore, C2 od eventualmente C1.

Al termine del ritiro, quando la squadra aveva un discreto minutaggio, aveva assimilato e la sua nuova organizzazione di gioco, il modulo, le sue varianti, iniziava un periodo di incontri più impegnativi. Nessuno si esaltava per i 18 gol inflitti alla rappresentazione locale, l’entrata delle seconde linee era meno traumatica, in quanto i giovani si confrontavano con giocatori di categoria inferiore, tecnicamente inferiori, con passo diverso, movimenti più semplici, ecc. ecc.

In genere si giocava nelle vicinanze del luogo del ritiro montano, nelle condizioni climatiche in cui era iniziato il periodo di preparazione, la squadra non veniva sottoposta a continui viaggi aerei di ore ed ore, per essere spostata in luoghi dalle condizioni climatiche completamente diverse, in genere con escursioni termiche terribili, diverse per temperature e tasso di umidità.

Non vorremo per caso comparare la prima quindicina di luglio trascorsa a Brunico, ad 850 metri sul livello del mare, con le condizioni climatiche che l’Inter ha trovato nella calda estate americana??? Vogliamo discutere dei problemi di jetlag e dello stress dei viaggi aerei, dello stress necessario all’ambientamento di giocatori nel primo periodo di preparazione?

Queste considerazioni non sono fini a sé stesse, elaborate da un incompetente in materia, come il sottoscritto, senza falsa modestia sa di essere, sono corroborate da vari pareri di professionisti e dal preparatore di alcuni tennisti tra i primi 10 del mondo.

Sarebbe stato interessante visionare i risultati dei test fatti a Brunico prima della partenza ed i test dopo il match contro il Bayern di Monaco…

In seconda analisi è importante tenere in considerazione il fatto che, formazione americana ed argentina a parte, la squadra è stata costretta a misurarsi con formazioni più complete per numero di giocatori di prima fascia schierati, formazioni da considerare tra le prime 4 del nostro continente, più avanti nell’organizzazione e nella funzionalità dell’impianto di gioco e bla, bla, bla…, ovviamente più avanti nella fase di preparazione al campionato nazionale.

L’utilità di queste esibizioni è probabilmente solo monetaria, altro non si potrebbe dire che l’utilità di tali amichevoli è pari all’utilità di portare un freezer in un viaggio al circolo polare artico…

Vogliamo dimenticare le situazioni psicologiche di alcuni componenti del gruppo? Un Mancini ed un Icardi a caso?

Scordiamo la mancanza di un organico privo di inizialmente di Miranda, Murillo, Banega, Medel, Perisic, Brozovic, Eder e dell’impiego di Icardi “infortunato?

Un breve commento sui ciò che hanno mostrato la squadra in generale ed i reparti in particolare:

La squadra: ovviamente a organico titolare dimezzato, ha dimostrato fatica di adattamento alle condizioni climatiche, affaticamenti tra un match e l’altro non recuperati, ritardo di preparazione con PSG e Bayern. Poca organizzazione e poca flessibilità nei cambi di movimenti e nella fase di transizione.

Il portiere è apparso poco centrato ed ancora fuori forma…

La difesa: quasi sempre in difficoltà.

Il centrocampo: Melo come al solito con troppo furore agonistico a discapito di tempismo e concentrazione, Kondogbia lezioso tanto quanto lo scorso anno, a tratti quasi irritante.

L’attacco? La somma dei tiri effettuati nello specchio della porta in tutte le partite non arriva a 10, buono a sprazzi Jovetic, per il resto “parlemen minga” si dice a Milano, “non parliamone”. Completamente da rivedere quando sarà in campo a pieno organico.

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