Inter, la strada verso la rinascita è quella giusta

Dopo le parole dell’ex presidente Moratti su calciopoli e sulla mano tesa alla Juventus per dimenticare vecchi rancori l’atteggiamento, migliore e di chiusura su quel periodo, sembra averlo proprio il nuovo proprietario nerazzurro Zhang.

Calciopoli è una pagina ingiallita e resa pallida dal tempo trascorso. La storia non si può cambiare e le sentenze sono state pesanti come macigni. Inutile far finta di niente.

Ma per l’Inter attuale, quella nuova di Zhang, sono vicende che non interessano più. Sono relegate a pagine di cronaca che possono avere presa su lettori amanti della cronaca italiana e nella fattispecie del mondo pallonaro.

Ma per l’Inter di Zhang, nuova e progressista, nata proprio dalle ceneri di quella morattiana non esiste spazio per la memoria e neanche tempo per analisi su avvenimenti passati se non per quelli di puro stampo calcistico.

E allora suona come una musica bella e sublime quella che vede uno Zhang tutto intenzionato a far grande l’Inter per riconsegnare alla stessa la dimensione gloriosa del triplete.

Tutto il resto è parte di un esercizio che occuperebbe uno spazio mentale senza alcuna finalità benefica per le sorti della beneamata.

La Juventus è l’avversario, un avversario ma non il nemico. Da rispettare, come tutti gli altri.

E allora, per esempio, perché non cullarsi invece sulla crescente e certificata sicurezza economica e finanziaria del patron nerazzurro?

Una sicurezza di cui beneficerebbe lo stesso club interista se è vero che Zhang Jindong, proprietario di Suning e del club meneghino, sarebbe ora al 13° posto fra gli uomini più ricchi dell’intera Cina.

Così anche i ricavi consolidati netti, secondo l’ultimo bilancio approvato dal Cda nerazzurro, sono aumentati rispetto al 2017, del 6% e dovrebbero sfiorare i 300 milioni di euro.

Se i numeri parlano chiaro riguardo ad una situazione contabile in salute, la nuova dirigenza ha raggiunto uno scopo, sia pure parziale, anche in campo sportivo.

Restituire l’immagine giusta o per meglio dire più in linea con quella che è la gloria e la tradizione nerazzurra.

La Champions ha reso al mondo gli artigli di una formazione che ha fame di vittorie e successi.

E ha, soprattutto, consegnato agli occhi degli sportivi i graffi di chi vuole riemergere da un periodo buio e che per questo lotterà, siamo sicuri, senza arretrare di un centimetro.

Se i successi si costruiscono con la continuità di rendimento e con il rispetto per il valore di ciascun avversario ci piace sottolineare come la mentalità della squadra stia segnando i migliori progressi proprio da questo punto di vista.

Spalletti sta facendo un ottimo lavoro.

Le vittorie, costruite nei minuti finali, sono la più bella testimonianza, al di là dei valori puramente tecnici e tattici che pure esistono, di una voglia di vivere e lottare sempre.

Sono anche le poesie di una vita che non cambia mai. Su questo versante l’Inter sarà chiamata ad esprimere l’impegno più grande.

La voglia di combattere, la compattezza del gruppo e la predisposizione al sacrificio, sino ad arrivare a costruire un’anima interiore di cui si è intravisto qualche segnale importante e concreto ma che attendono la conversione in una realtà immanente e duratura.

Questo non significa per forza vincere ma saper competere e mostrare gli artigli come dna di un’esistenza secolare!

Amala!

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