Inter, situazione riassetto azionariato, chiusura del bilancio al 30.6.2016 e… calciomercato

Inter, molti gli argomenti ed i problemi da risolvere sul tavolo… Proviamo a fare il punto della situazione…

Parte 1: il riassetto della compagine societaria.

I manager dell’Inter sono tornati dalla Cina dopo l’incontro con il management del Suning Commerce Group. Il Vice President Zanetti si è detto tranquillo e soddisfatto del feed back che gli è stato riportato ed ha dichiarato che il club ha una buona base giocatori e che sarà necessario solo qualche ritocco.

Massimo Moratti ha dichiarato che che i tifosi “devono aspettarsi novità”, che per il momento non intende cedere le azioni di sua proprietà, ma che esclude un suo ritorno. Ovviamente conferma la sua fiducia in Thohir, ribadendo che per inserirsi nel calcio italiano è necessario tempo per fare esperienza…

Ma come stanno realmente le cose con il “Suning Comerce Group”? Entrerà nella compagine azionaria del club? Non è ancora certo… in ogni caso riteniamo che i tempi non saranno brevi… Da parte nostra pensiamo che il Suning o altro eventuale gruppo, mai dire mai che non sia un altro gruppo…, alla resa dei conti entrerà nella compagine sociale. Un secondo pensiero è che, considerando reale quanto fino ad oggi accolto come dato assodato in termini di percentuali e di valore dell’aumento di capitale dedicato, pare assurdo che Thohir sia divenuto proprietaro del 70% delle azioni del F.C. Internazionale versando, con il solito aumento di capitale riservato, 75 milioni di Euro, ora ne pretenda 80 per concedere una percentuale tra il 20 ed il 30%…

Ha liberato il presidente uscente dalle garanzie prestate al sistema creditizio (ca. 180 mln), senza mettere un solo Euro… Ha montato un’operazione ed ha tolto “debito” verso “A” contraendo maggior debito verso “B”…

Non sono arrivati risultati sportivi di rilievo… Al momento del suo insediamento ha parlato di un piano di rilancio e rivalutazione di altri canali di business, ma risultati sensibili non ne esistono… A conti fatti tra i debiti verso Thohir stesso, i debiti per per la linea di credito Goldman Sachs e “quisquiglie altre”, la situazione eco-fin dell’Inter non pare granchè migliorata rispetto alla precedente proprietà.

Parlano chiaro i numeri e parla chiaro il ranking relativo alle revenues delle società europee (vedasi oltre), che vede per l’Inter la perdita di 2 posizioni al 30 giugno 2015. I ricavi non sono decollati come Thohir aveva garantito… Sarà interessante capire come pensa l’indonesiano di regolare le partite contabili relative ai pagamenti del players trading dello scorso anno, nel quale alcuni giocatori sono stati acquistati con prestiti biennali con obbligo di riscatto, che andranno quindi saldati entro il 30 giugno 2017…

Forse abbiamo bisogno di qualcuno più bravo di noi che ci spieghi, non riusciamo a capire il parametro che utilizza Thohir per rivalutare di ca. 3.x volte il valore delle azioni… Last but not least, personalmente non daremmo a nessuno 80 mln di Euro, per una partecipazione di minoranza, lasciandogli tra le mani il timone dela nave, che ci pare navighi in balia di sè stessa verso non si sa dove…

Detto questo, riteniamo che Thohir prima o poi dovrà ragionare e capire che se la base di trattativa rimane invariata non troverà mai soci a meno che…, a meno che non decida di investire con proprio capitale, una via che, alllo stato dell’arte, pare non percorrible….

Amala!

Nota: secondo lo studio KPMG pubblicato dalla Gazzetta dello Sport di oggi nella valutazione dei club europei l’Inter occupa il 17° posto con una valutazione media intorno ai 399 mln, al momento della cessione a Thohir era valutata ca. 350 mln Non che le cose siano cambiate granchè, la discriminante sta nel calcolo del debito. I debiti di funzionamento ammontano a ca. 300 mln.; restano in ballo i 110 mln prestati da Thohir: non a caso la valutazione è il principale nodo da sciogliere con il Suning. Per ulteriore approfondimento vi rimandiamo alla Gazzetta dello Sport, pag. 11, che riporta lo studio completo di KPMG e le metodologie adottate. Attenzione però, nello studio KPMG si parla di “value enterprise”, del valore oggettivo, non del prezzo di di vendita/acquisto, che dipende ovviamente dalla domanda e dall’offerta.

 Segue seconda parte: “Il calciomercato”

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