Inter, Suning, strategie reali, Wanda Nara e bufale di mercato…

Una situazione non fluida, ma meno complicata di quanto appare, in Italia poi quei molti che amano “cavalcare l’onda” se ne vadano a fare windsuf…

La premessa a tutta questa situazione è necessaria: il Suning è divenuto azionista di maggioranza del club nerazzurro da meno di un mese e già i superesperti dell’ingeneria gestionale delle imprese di calcio ci parlano di “cinesi senza danaro”, “di situazioni tuttora falimentari”, di “mercato disastroso” etc. etc…

E’ fatto rilevante informare i lettori che il 68,55% che costituisce il pacchetto azionario di maggioranza dell’Inter non è stato acquistato dal “Suning Commerce Group”, bensì da “Suning Holdings Groups”, ci sia concessa la digressione, perchè alcuni comparano il Suning Commerce Group ad Exor spa, due società completamente diverse, per struttura e per scopo sociale.

Exor, figlia di Ifil, ex cassaforte della famiglia Agnelli è società di partecipazioni, – oggi partecipata, parliamo di azionisti superiori al 2%, dalla Giovanni Agnelli & C. S.a.p.a.z (51,87), Harris Ass. LP (5,02), altri azionisti (38,28%) – .

E’ molto facile decantare dati e struttura di Exor parlando di Suning Commerce Group come di un “commerciante di elettrodomenstici”, un commerciante di elettrodomestici che da solo, ha comunque una capitalizzazione di borsa di 11.3 miliardi di Euro, contro i 7,9 miliardi di Euro capitalizzati da Exor. Non vogliamo con ciò aprire nessuna competizione…  ci pare comunque corretto inquadrare due obiettivi simili per carateristiche strutturali, due realtà nelle quali andando in comparazione, la forbice dei dati numerici si stringe… e non di poco. Dati che ci stanno affascinando ed andremo ad aprofondire, visto che parliamo di una realtà, il Suning Holdings Group, con 180mila dipendenti e non 13mila come il  Suning Commerce Group, una società con interessi estremamente diversificati in vari settori, produzione, logistica, ICT, tecnologie, comunicazione, finanza, real estate ed intrattenimento ed altre varie… Un inciso, il Suning Holdings Groups è al 100% di proprietà di Mr. Zhang Jingdon.

Ciò detto, il fatto di aver effettuato accurate due diligences, di aver steso una release 1.0 di business plan, le promesse di ritorno alla competitività in Italia ed in Europa non possono significare che il management del Suning sta caricando un certo numero contaniners di danaro contante e che in Corso Vittorio Emanuele sia stato allestito un ufficio cassa per aumentare il capitale sociale a dismisura, chiudere subito tutte le posizioni passive all’Inter, fornire agli uomini dell’area tecnica i mezzi per acquistare top players di gradimento a mr. Mancini ed ai tifosi… Già, di gradimento ai tifosi: sentiti 100 tifosi forse escono almeno 100 nomi diversi di giocatori da acquistare…

Occorre comprendere che i vincoli del FPF concordati con UEFA, che hanno portato alla firma di un accordo vincolante sono tuttora vigenti e saranno dificilmente derogabili senza l’acordo di UEFA stessa. 

Sarebbe importante che Roberto Mancini si facesse passare i suoi “mal di pancia”: si metta tranquillo che avrà una squadra competitiva e se saprà guidarla, come pensiamo, raggiungerà i targets che l’azienda ha fissato per il lato sportivo. Gli obiettivi da centrare in questa sessione di players trading sono fissati da tempo, non si improvviserà.

Siamo sicuri che, se Maurito Icardi, come dice la moglie, ama l’Inter e vuole rimanere a Milano a giocare vestito di nerazzurro, a tempo debito e non lontano, avrà il tanto agognato rinnovo contrattuale che finalente lo farà sentire valorizzato e stimolato, magari fino al 2020… 

Sarebbe poi fantastico non aprire i giornali la mattina e leggere la solita decina di bufale sul calciomercato: gli obiettivi sono 2, potrebbe esserci il terzo, ma essenzialmente saranno 2, già molto chiari da tempo, usciranno da 4 nomi…

Nel frattempo per oggi possiamo guardarci la seconda amichevole della stagione contro il CSKA di Sofia.

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