La dignità come supremo valore

Credo che chi tifa Inter viva la sua passione con alcune prerogative chiare ed essenziali.

La dignità come supremo valore

Credo che chi tifa Inter viva la sua passione con alcune prerogative chiare ed essenziali.

Chi ha nel suo Dna una rovesciata di Meazza o una discesa di Jair non può che vivere l’Inter in un certo modo. Stretto tra una storia che ha pochi eguali nel mondo ma anche conscio di vivere attualmente un momento delicato. Un modo con cui il club si è forgiato nel corso di oltre un secolo e che il tifoso porta dentro. Difficile immaginare e pensare l’Inter lontana dalla lotta per le prime posizioni o per lo scudetto. Difficile ma non impossibile perché la passione per tutto quello che è l’Inter porta il tifoso ad accettare anche i momenti più sfortunati. L’Inter è sempre stata caratterizzata da grandi sofferenze, preludio alla conquista di importanti trofei. Quel che sta mancando, in alcuni momenti decisivi della nostra recente storia, è un requisito essenziale e che non andrebbe mai perso. La voglia di lottare, la concentrazione e lo spirito di guerra. E’ detestabile l’Inter che non produce l’impegno giusto. Trasformare la Spal, negli ultimi venti minuti, nel nuovo Real Madrid procura dolori lancinanti. Occorre chiarezza. Se la sconfitta o un risultato negativo rientrano tra le situazioni che possono verificarsi nel corso di una competizione sportiva è il modo a cui si arriva che diventa arduo accettare. L’assenza di una vis pugnandi. E ancor di più l’assenza di una società che supinamente sembra non reagire. Così nel dopo Crotone il tecnico esprime un giudizio anche severo verso la condotta dei propri giocatori, ma le reazioni appaiono sterili e lontane da un esito congiunto e costruttivo. Riflesso della squadra in campo. D’Ambrosio conferma la mancanza di volontà nel vincere e Icardi non vede l’ora di tornare a casa per giocare sui social. Vien da chiedersi se taluni giocatori conoscano il significato di impegni semplici come rispettare un contratto di lavoro. E questo oltre lo stipendio puntualmente pagato da Suning. Onorare la maglia appartiene già ad un livello di romanticismo superato e sorpassato. Fa male vedere i colori nerazzurri consumati, nell’immagine, da prestazioni penosamente incolori. Gli interpreti dovrebbero essere sempre in grado di esprimere in campo l’impegno, la dedizione e la cura adatte al caso. Per non tradire mai la gratitudine verso società e tifosi. Oltre il quarto posto e un posto in Champions resta la dignità come bene e valore, da salvaguardare e difendere. Sempre!

Amala