La vera squadra sono i tifosi!

Loro che per un intero campionato hanno cantato in oltre 1 milione "Pazza Inter amala"!!!

La vera squadra sono loro: i tifosi!

Loro che per un intero campionato hanno cantato in oltre 1 milione “Pazza Inter amala”!!!

La vera squadra sono i tifosi!

Inter – Empoli 2-1 al 93’ minuto. Calcio d’angolo dei toscani con il loro portiere a saltare in area di rigore. E’ l’ultimo assalto, l’ultima chance per il pareggio e per la loro salvezza, mentre per i nerazzurri sarebbe la beffa.

 

Rinvio della difesa e contropiede di Brozovic che scarta due difensori e infila da centrocampo nella porta lasciata sguarnita. 3-1 ? manco per sogno. Keità, mentre il croato la infila, si prende la briga di stendere Dragosky, l’estremo difensore dell’Empoli, che corre in ripiegamento , ma distante almeno dieci metri rispetto al calcio del centrocampista.

Var, gol annullato e punizione per i toscani a venti metri dall’area di rigore interista, per un altro minuto di patema d’animo, fino a quel fischio finale che ha garantito la Champions.

La stagione dell’Inter , o meglio gli ultimi tre mesi del girone di ritorno, sono concentrati in quei dieci secondi tra il rinvio ed il calcio a rete di Brozovic, con l’inutile e scellerato fallo di Keità sul portiere avversario, a testimoniare quanto la follia pervada le membrane cerebrali dei nerazzurri.

Quante volte in questi dieci settimane l’Inter ha avuto la possibilità di chiudere definitivamente il discorso qualificazione? Quante volte i nerazzurri si sono presentati in un San Siro gremito per sigillare la stagione con il minimo, ma importantissimo, obiettivo da portare a casa? Quanto volte i 70000 del Meazza sono tornati a casa con l’amaro in bocca, e con il fiato degli inseguitori sempre più sul collo, soprattutto quello insopportabile dei cugini milanisti? Quante volte la squadra si è incartata su stessa, raggiungendo l’autolesionismo, rischiando e non poco di finire in Europa League?

Anche ieri sera, mentre lì’Atalanta suggellava la sua fantastica stagione garantendosi il terzo posto, ed i rossoneri tentavano di issarsi  al quarto, sono stati due i match ball letteralmente buttati , che se realizzati avrebbero salvato le coronarie di molti aficionados.

Icardi  ha tirato in bocca al portiere il rigore del 2-0, a decretare nel peggiore dei modi  il suo addio alla squadra, con un calcio degno della più deprecabile  esecuzione su  un campo di periferia.

Keità si è inventato una scorrettezza senza senso, mentre il suo compagno blindava il risultato. Il tutto mentre poco prima Samir Handanovic si era reso protagonista di tre interventi prodigiosi e D’Ambrosio aveva anticipato, mettendo sulla traversa, un probabile tap in vincente dell’Empoli, per il più classico e beffardo dei 2-2.

Inutile girarci intorno, l’Inter è e resterà destinata a far vivere questi psicodrammi ai suoi tifosi, perché è la prima a crearseli; così quando tutto sembra tranquillo, è capace di andare a cercare le complicazioni.

Da febbraio in avanti è stato così. Lo sfasciamento di Icardi ha instaurato un circolo vizioso che ha ingarbugliato non poco una situazione non eccezionale, ma quantomeno stabile.

Da lì tutto un senza senso fatto di gioco e possesso palla sterile, di situazioni tattiche assurde, di paure represse che hanno ripreso vigore. Non è un caso che si sia poi vinto solo con Chievo, Frosinone, Empoli e Genoa, cioè le ultime quattro della classifica, mentre ad Udine si è andati a prendere un pareggio, ossia il minimo dei risultati, non provando nemmeno a vincere la partita.

Meno male è finita, e non si è consumata una tragedia sportiva. Spalletti forse ha già salutato, mentre Conte è in lista d’attesa per la Cina, per definire i dettagli di un contratto già chiuso verbalmente.

Molti giocatori saluteranno, altri devono necessariamente salutare.

Resta la maglia, quella che dovrà essere sempre onorata e; soprattutto restano i tifosi, quelli del milione e passa sugli spalti, quelli dei 61000 di media presenze per di più con  una partita giocata a porte chiuse.

 Loro sì che si meritano un’altra Inter. Ora sarà davvero interessante toccare con mano cosa sarà fatto, quale sarà il piano strategico, quale sarà la definitiva linea di comando, quale sarà il piano di miglioramento della squadra perchè anche Antonio Conte con l’organico che è stato affidato a Spalletti potrà fare qualcosa in più, ma non molto. Conte manterrà sempre elevato il livello di concentrazione, pretenderà sempre il massimo da tutti in gara, ma soprattutto in ogni allenamento.

Ma non dobbiamo illuderci che colmi il gap che ci separa da Juventus e Napoli! E’ necessario intervenire sulla rosa con decisione ed intelligenza. La difesa a 3 dovrebbe essere pronta con De Vrij – Godin e Skriniar, per costruire il centrocampo a 5 è necessario inserire almeno 2 giocatori di personalità e di qualità che da tempo immemorabile mancano. Non pensate che per giocare in 5 a centrocampo servano 2 esterni tutta fascia che sappiano supportare l’azione offensiva e diventino avversari terribili nella fase difensiva?

Chi saranno i 2 davanti? Ci poniamo una domanda: il vento porta le voci della partenza di Mauro Icardi e di Ivan Perisic e possiamo essere d’accordo. La situazione di Icardi ci porta a dire che il ragazzo non rientri nei piani del nuovo allenatore, noi crediamo che Conte abbia intuito che dopo tutto quanto è successo, vedendo il fantasma di un campione vagare per il campo con poco costrutto, ora per lui la soluzione migliore e più plausibile è cambiare aria, ad Appiano è molto pesante.

Da 2 anni Perisic continua a ripetere la cessione in Premier, si riuscirà a cedere questo giocatore? Molte altre sono le domande che dovranno trovare risposta se la proprietà ha davvero l’intenzione di riportare l’Inter ai massimi livelli in Italia ed in Europa.

Amala sempre
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