Le origini del giuoco del calcio

Lunedì 10 luglio 2006 La Gazzetta dello Sport celebrò la vittoria con il titolo: "Campioni del Mondo"

Lunedì 10 luglio 2006 La Gazzetta dello Sport celebrò la vittoria con il titolo: “Campioni del Mondo”

Le origini del giuoco del calcio

Rassegna Editoriali

Era riferito al trionfo della nostra rappresentativa nazionale di calcio ai campionati del mondo appena terminati in Germania.Con circa 2 milioni e mezzo di copie venne stabilito il record assoluto di tiratura per un quotidiano, nella storia del giornalismo sportivo del nostro paese. Il nostro è un popolo fortemente appassionato di calcio ed è noto a tutti che le vittorie della nazionale costituiscano un’ideale collante in grado di unire tutta la nazione. In pochi però credevano che la conquista del titolo di campione del mondo fosse l’elemento sufficiente a far rinascere la vera passione dei tifosi, a pochi mesi dal famoso e non ancora dimenticato “Scandalo calciopoli”, fatto preceduto 24 anni prima, in concomitanza della conquista del campionato mondiale disputatosi in Spagna e vinto dalla Nazionale di Bearzot, in finale contro la Germania Ovest.

In entrambi i casi la conquista del titolo cancellò “strani avvenimenti, che mai furono chiariti nella loro interezza, dalla mente di tutti i tifosi. Per l’itaiano il calcio è come la persona amata: più ti fa arrabbiare e più l’ami. Vero è l’antico detto “tutto puoi cambiar nel corso della tua esistenza, ma non la fede per la tua squadra del cuore”! E’ cosa vera e prova tangibile che acclara come l’attaccamento degli italiani per il calcio non terminerà mai.

Ma quando è nato il calcio? Come si è sviluppato in Italia? Come si è evoluto attraverso il tempo? Perché, eccezion fatta per alcune di esse, oggi le società evidenziano bilanci da brivido? Perché oggi i calciatori sono strapagati? Cercheremo di rispondere nel prosieguo di una serie di articoli, dove ci si prefigge lo scopo di delineare l’evoluzione del calcio dalle origini ai giorni nostri. Tenteremo di affrontare ogni problematica in ordine rigorosamente cronologico, con l’obiettivo di fornire una panoramica dettagliata dello svolgersi dei fatti, privilegiando su alcuni aspetti, un taglio giornalistico comprensibile a tutti i tifosi, evitando e riducendo al minimo inutili technicalities di carattere economico ed aziendale. Nella puntata successiva poi, taluni argomenti qui solo accennati, saranno ripresi in chiave economico-aziendale ed oggetto di maggiori e più sistematici approfondimenti delle vicende, con approccio sistematico globale.

L’obiettivo è concentrare un’indagine essenzialmente mirata sulle vicende italiane, tematiche anche internazionali ed analizzare problemi più globali. Il lavoro inizierà con la storia della nascita dei primi club, nati nella seconda metà dell’800, sarà evidenziato, sarà evidenziato il passaggio da associazioni non riconosciute a società per azioni, fino a giungere alla sentenza Bosman ed alla realtà degli ultimi anni. L’introduzione delle società con scopo di lucro, la quotazione in borsa delle società, l’importanza sempre crescente assunta dalla componente “Diritti televisivi” e tutto una serie di argomenti, che ci auguriamo, possano portare ad una chiara visione del fenomeno calcio sino ai giorni nostri.

Le origini dell’attività sportiva a livello competitivo vengo convenzionalmente fatte risalire al 776 A.C., quando nella città greca di Olimpia, furono organizzati i primi “Giochi Olimpici” in onore di Zeus. Ed il calcio?Era già conosciuto nell’antichità classica, ma non fu mai inserito nel programma dei “Giochi Olimpici”. I greci lo chiamavano “episkyros” se giocato solo con i piedi, oppure “phenida”n se giocato utilizzando anche le mani. nel moondo romano poi, prese il nome di “harpastum”, in volgare detto il gioco “piede-palla”.

Un gioco simile al calcio si praticava anche in Cina, dove era chiamato tsu-ciu, che significa calcio della palla.

Nel periodo rinascimentale, in Italia, il calcio si giocava principalmente nelle piazze di Firenze, mentre in molte altre città venne proibito, perchè si era trasformato in un gioco assai violento.Le regole stabilite per il calcio fiorentino (harpastum florentinum), fecero in modo che questo gioco della plalla divergesse molto dal moderno gioco del calcio e si avvicinasse parecchio all’attuale rugby. Il gioco delcacio,così come lo si conosce oggi, nacque ufficialmente in Inghilterra, in contemporaneità con gli anni precedenti la prima rivoluzione industriale.

Nel Regno Unito, tale sport era praticato sin dall’epoca medievale, ma a causa dei disordini creatisi dopo le sfide tra le compagini dei diversi villaggi, il gioco, considerato portatore di grossi scompigli e nemico della quiete pubblica, venne proibito. Soltanto nel 1617, con la promulgazione da parte di Re Giacomo I della “Declaration of sports”, saranno aboliti tutti i divieti e le restrizioni stabiliti in precedenza. La “Declaration od Sports” stabilì che il calcio potesse essere giocato liberamente, cosa che in effetti avvenne sempre con più frequenza, soprattutto nei colleges. Nei primi decenni dell’800 in diverse università si accese una forte disputa su quali dovessero essere le regole, soprattutto quelle inerenti il fatto se giocare soltanto con i piedi o utilizzare anche le mani.

Lo scontro portò a 2 correnti: uno spinto dall’Università di Rugby, che impose nel suo regolamento l’uso sia delle mani che dei piedi, permettendo anche i contatti violenti con gli avversari. La seconda tesi, sostenuta da atenei più propensi all’eleganza che all’irruenza, scelse di effettuare il gioco solamente con i piedi: in questo modo nacque il termine foot-ball, letteralmente piede-palla. Nelle maggiori Università ebbe molto più fortuna il regolamento del foot-ball. La prima vera società di calcio del mondo fu lo Sheffield Club, fondato nell’ottobre 1857.

In breve tempo videro la luce altre 10 squadre ed il 26 ottobre 1863, i rappresentanti degli 11 club ed associazioni londinesi, riuniti nella Taverna Massonica dei Liberi Muratori, nel quartiere londinese di Lincoln, diedero vita all’English Football Association, l’attuale F.A., la federazione inglese. Abbandoniamo per ragioni di coerenza e di lunghezza la fazione rugbistica… Nelle prime riunioni tecniche, aventi scopo la redazione di un regolamento ufficiale del football valido per tutti, vi furono accese discussioni su vari punti discordanti,ma l’accordo fu raggiunto: le misure del campo 120 metri di lunghezza e 90 metri di larghezza. Misura e peso della palla: 71 cm di circonferenza. Il numero dei giocatori: 11 per squadra; il tempo di gioco: 90 minuti suddivisi in 2 tempi di 45 minuti l’uno. Tipologia ed eziologia dei comportamenti e dei fatti non in linea con il regolamento, le punizioni per le infrazioni. Rimaneva l’annoso problema dell’uso delle mani, la soluzione fu quella di punire questo tipo di infrazione ed allo stesso tempo fu stabilito che solo 1 giocatore, il portiere potesse usare mani e piedi per toccare la palla, ma solamente entro i limiti diun’area stabilita, poi definita area di rigore.

Una volta raggiunto in maniera chiara l’accordo dei regolamenti ebbe luogo la prima competizione ufficiale del calcio moderno: il 20 luglio 1871 inizio ad essere disputata la F.C. Challenge Cup, l’odierna coppa di Inghilterra.

Lo sviluppo del nuovo gioco nel Regno Unito fu velocissimo e nel giro di un decennio nacquero la Federazione Scozzese, 1871; gallese (1875) ed irlandese (1880). Il 2 giugno 1881 si originò invece l’I.F.A.B., INTERNATIONAL FOOTBALL ASSOCIATION BOARD, con il compito di unificare i regolamenti di gioco e provvedere all’introduzione in tema di regolamenti ed innovazioni. Nel 1866 fu ufficialmente riconosciuto il professionismo sportivo: i calciatori vennero infatti equiparati alle altre categorie di lavoratori ed acquisirono il diritto di percepire remunerazioni per l’opera prestata sui campi di gioco. Due anni dopo, nel 1888, fu organizzato il primo campionato nazionale inglese, ad imporsi fu la squadra del Preston North End. In Gran Bretagna il calcio si affermo ben presto come fenomeno sportivo, sociale, capace di coinvolgere decine di migliaia di persone. Di lì a poco iniziò ad essere fenomeno anche economico: alla passione dei praticanti e degli spettatori si aggiunse con grande tempismo quella degli imprenditori “mecenati” e delle banche, che videro immediatamente l’enorme potenzialità del gioco di produrre ingenti somme di danaro….

In pubblicazione il secondo capitolo…

Il Nerazzurro, l’unico vero quotidiano dei tifosi interisti!

Fonti varie sulla storia del calcio

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