Liverpool, tu remuntada ha sido tan increíble!!!

Difficile pensare alla vigilia una partita del genere. Difficile pensare che il Liverpool praticamente senza attacco avendo Salah e Firmino fuori per infortunio, potesse ribaltare il risultato dell’andata e segnare quattro gol al Barcellona. Difficile pensare che i blaugrana ci ricascassero dopo la topica dell’anno scorso all’Olimpico contro la Roma e dopo le imbarcate del passato prese contro la Juventus ed il Paris Saint German.

Ribaltato dai Reds un risultato imcredibile

Difficile pensare alla vigilia una partita del genere. Difficile pensare che il Liverpool praticamente senza attacco avendo Salah e Firmino fuori per infortunio, potesse ribaltare il risultato dell’andata e segnare quattro gol al Barcellona. Difficile pensare che i blaugrana ci ricascassero dopo la topica dell’anno scorso all’Olimpico contro la Roma e dopo le imbarcate del passato prese contro la Juventus ed il Paris Saint German.

Liverpool tu remuntada ha sido tan increíble!!!

Eppure è accaduto. In uno stadio magico il Liverpool ha fatto una delle imprese più belle degli ultimi anni, regalando ai suoi tifosi ed in generale agli amanti del football uno spettacolo straordinario. Partita giocata con impeto dai Reds, sofferta nel primo tempo dopo il gol iniziale di Origi con il portiere Allison Becker sugli scudi, ma poi dominata nella ripresa contro una squadra annichilita ed incredula pronta solo nel raccogliere i palloni nella propria porta.

 

Anche all’andata qualche avvisaglia c’era stata. Il 3-0 del Camp Nou era stato un risultato bugiardo, figlio di qualche prodigio di Ter Stegen e di qualche meraviglia di Messi. Come gioco la squadra di Klopp non aveva avuto nulla da invidiare ai padroni di casa e Dembelè allo scadere aveva clamorosamente fallito la quaterna, dopo un palo altrettanto incredibile di Salah, liberato da una folgorante ripartenza della Pulce. Dopo la cilecca del francese l’alieno aveva riso amaramente mettendosi le mani tra i capelli presagendo quello che poteva essere ed è poi diventato.

Ieri sera la magia e l’incredibile. Il cartello “This is Anfield” che sovrasta l’entrata dell’arena massima del Merseyside, fa da monito a tutti gli avversari che di lì a breve calpesteranno l’erba di un prato destinato a diventare leggenda, ed il sottotitolo da aggiungere potrebbe essere “là sarà pianto e stridore di denti”, tanto il  microclima che si genera internamente è capace a volte di rendere pecorelle gente con fior di trofei sulle spalle.

Gli eroi? Origi, quello cacciato l’anno scorso al Wolfsburg perché faceva imbestialire in allenamento, il belga di rincalzo che aveva l’ingrato compito di non far rimpiangere l’egiziano capocannoniere della Premier league, quello diventato invece mattatore con un gol all’inizio ed il sigillo del sorpasso.

Wijnaldum, l’olandese di metà campo, capace di infilarsi prima e di saltare più in alto poi della batteria difensiva del Barcellona, siglando una doppietta storica, lui che in quattro anni di Liverpool di reti ne ha segnate in tutto dieci.

E poi Klopp, il mister imbattuto nelle doppie sfide di Champions, quello sconfitto solo in finale nelle due occasioni in cui ci è arrivato, prima dal Bayern e poi l’anno scorso dal Real; quel bell’uomo affascinante dalla barba curata, stilisticamente perfetto nelle sue mise glamour, quello dal sorriso durbans che insegna calcio e fa divertire.

Ora per i Reds il passo finale al Wanda Metropolitano di Madrid, in una città che sospira di sollievo avendo evitato il rischio che l’acerrima rivale riuscisse ad alzare la Coppo in uno dei cortili di casa. Sarà contro il giovane ed imprevedibile Ajax oppure contro il tosto Tottenham in un derby tutto inglese? Stasera sapremo.

Per adesso un ringraziamento per averci dato un pezzo di storia del calcio, sul campo e sugli spalti.

You’ll never walk alone.

Il Nerazzurro, l’unico vero quotidiano dei tifosi interisti!
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