Manca poco ormai alla qualificazione molto poco…

In tribuna i tifosi si sono mangiati di tutto, dalle patatine, alle caramelle, alle gomme da masticare . Molti fumano nervosamente le stizze, mentre altri stantuffano nervosamente vapore dalle caldaie elettroniche.

Inter-Empoli è finita, ma quando sono stati lunghi quegli ultimi maledetti minuti 

In tribuna i tifosi si sono mangiati di tutto, dalle patatine, alle caramelle, alle gomme da masticare . Molti fumano nervosamente le stizze, mentre altri stantuffano nervosamente vapore dalle caldaie elettroniche.

Manca poco ormai alla qualificazione molto poco…

Se è dalle unghie che si riconosce un leone, sugli spalti del Meazza sono diventati tutti agnellini, perché sulle dita non ce ne è più traccia.

93’ minuto e calcio d’angolo dell’Empoli; forse è l’ultima azione che può dare il pareggio ai toscani e quindi la salvezza. Di contro per l’Inter vorrebbe dire salutare la Champions, consegnandola proprio ai cugini, che stanno sbancando a Ferrara.

Si soffre. La gente guarda l’orologio, mentre invoca il fischietto dell’arbitro. Altri hanno le mani sui gioielli di famiglia, altri ancora si sono alzati e seguono in piedi in prossimità delle uscite. Qualcuno è già in macchina e sta tornando a casa, con la radio accesa, e dopo aver telefonato alla moglie perché gli faccia trovare lo sfigmomanometro sul tavolo con un bicchiere d’acqua condito di Xanax.

L’angolo parte calciato da Bennacer. 129.999 occhi seguono la traiettoria di quel pallone che si dirige verso l’area. Il numero è dispari perché lì in prima fila c’è un losco figuro dal tifo non ben individuato, con una benda alla Moshe Dayan che gli copre il bulbo sinistro. In area c’è pure Dragosky, il portiere dell’Empoli, quello che nel primo tempo ha fatto vedere i sorci verdi ai nerazzurri in campo, sugli spalti e sul divano.

La palla schizza e Keità l’allontana. La prende Brozovic che si invola là verso la porta sguarnita. Dai, dai, tira, tira gli inviti urlati al croato, che sterza su sé stesso e dalla linea di centrocampo calcia rasoterra una palla che ruzzola piano piano verso la rete avversaria. E’ il 3-1 ed è finita, è Champions.

In tribuna urla di gioia, abbracci e pacche sulle spalle, con il cuore che ripassa a ritmi regolari dopo aver fatto una capatina verso la gola . Da una parte il gruppo di calciatori nerazzurri tutti addosso al Brozo; dall’altra uno stormo di empolesi che circonda l’arbitro. Banti si divincola estrae qualche cartellino giallo ed uno rosso.

Perché protestano?. Ecco che si ferma tutto ed è gelo; le grida tacciono, ed i sederi ripiombano pesantemente sui seggiolini. Ma che succede? La Var? Oddio no, un contatto in area, un mani non visto? Brividi sfrecciano giù per la schiena a velocità non rilevabili manco dagli autovelox. Non finisce mai sta partita!

Qualcuno telefona a casa per chiedere lumi, o almeno cerca di farlo, perché la linea non prende. Molti si precipitano verso i televisori ancorati  sui soffitti della tribuna centrale, per vedere i replay.

Quale saccentone dal fondo pontifica un mani di Ketà in area; ma và, è Skrnjar che tira giù Caputo, gli risponde un altro con fare di sfida. Che dici non c’è nulla è fallo ma per noi. Non si capisce niente, ma i più materializzano  davanti ai loro occhi un tiro dal dischetto ed un nuovo miracolo di Handanovic, uno a cui stasera manca solo di moltiplicare i pani ed i pesci e poi è pronto per la beatificazione in Piazza SaN pietro dopo l’angelus domenicale.

Calma, calma. Calma un … si gira un vecchietto che se ne va salutando tutti, promettendo che è l’ultima volta che lo vedono a San Siro.

Banti corre al teleschermo richiamato dal VAR; annulla il gol e fischia un fallo di Keità, inutile, ai danni dell’estremo difensore avversario, che stava tentando disperatamente di tornare in porta. Giallo al numero 11 nerazzurro che, già ammonito in precedenza, viene anche espulso.

Che cavolata ha combinato? Chi, Banti? Ma no Keità. Dai almeno non è rigore ed è solo fallo per loro, ma da centrocampo. Eh ho capito ….

Le mani tornano a serrarsi sugli zebedei, mentre l’ultima azione sfila via in un minuto che sa tanto di eternità

E poi? E poi è il fischio finale sull’ennesima uscita di Samir, quello che fa dire “Basta così e vaffa a tutti quanti “.

Come diceva Ornella Vanoni? L’anno prossimo è un altro anno , si vedrà!

Guarda che era giorno non anno.

Va bene lo stesso . Saw diceva che il calcio è l’arte di comprimere la storia universale in 90 minuti. Stasera ne è bastato uno.

Il Nerazzurro, l’unico vero quotidiano dei tifosi interisti!