Mercato Inter: Governo cinese e FFP Uefa: i motivi dell’austerity

Ecco i motivi per i quali l’Inter non ha avuto l’ok da Suning per investire pesantemente nel mercato di gennaio.

Mercato Inter: Governo cinese e FFP Uefa: i motivi dell’austerity

Ecco i motivi per i quali l’Inter non ha avuto l’ok da Suning per investire pesantemente nel mercato di gennaio. 

La Gazzetta sottolinea la solidità del gruppo di Nanchino, scottato nelle precedenti finestre da qualche acquisto flop (Gabigol e Joao Mario su tutti). Sono stati fin qui 530 i milioni iniettati da Zhang Jindong nel club nerazzurro, soldi utili al mercato e a tutte quelle attività che servono alla sussistenza del club. Una cifra non indifferente e che cancella qualsiasi dubbio sulla effettiva volontà d’investire nell’Inter.

C’è la necessità di salvare le apparenze in patria, seguendo le linee guida del Governo cinese e di rispettare il Fair Play Finanziario della Uefa. “L’Inter ha l’obbligo del pareggio di bilancio anche in questa stagione: l’anno scorso le sponsorizzazioni con Suning sono servite anche a centrare il break-even ma i bonus d’ingresso (25 milioni più altri 10 garantiti da un’azienda cinese fuori dal perimetro di Zhang) non ci sono più – evidenzia la rosea -. Al momento si è in deficit di alcune decine di milioni – ndr. precisiamo che sono 50 mln –  ed entro il 30 giugno non v’è altra strada che realizzare plusvalenze.

Dal primo luglio l’Inter sarà fuori dal settlement agreement ma dovrà sottostare come tutti i club alle norme generali Uefa in tema di FPF: massimo 30 milioni di perdite nell’arco del prossimo triennio. Insomma, anche la prossima estate probabilmente, i nerazzurri dovranno comunque tendere verso l’autosufficienza”. “L’errore, semmai, è stato quello di non aver avvertito per tempo e con chiarezza la tifoseria, quella che riempie San Siro e va trattata (ma a Nanchino non lo hanno ancora compreso bene) alla stregua degli altri stakeholder”, spiega la Gazzetta. Qui ci si attende una crescita del gruppo di Nanchino, perché le spiegazioni fisiologicamente superficiali di Spalletti e quelle di fine mercato di Ausilio non possono più bastare.

Fonte: Gazzetta delloSport

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