Nietzsche che dice? Boh!

Icardi non è più il capitano dell'Inter, la fascia passa a Samir Handanovic

Icardi non è più il capitano dell’Inter, la fascia passa a Samir Handanovic

Nietzsche che dice? Boh!

Appiano Gentile basta il primo sole di una mattinata quasi calda di febbraio, per far crollare le basi della teoria del Superuomo di Friedrich Nietzsche, celebre filosofo tedesco. Alla vigilia di San Valentino, dopo un mezzogiorno di fuoco, il superbomber Mauro Icardi non è più il capitano dell’Inter, esautorato dalla dirigenza nerazzurra in favore di Samir Handanovic.

 

All’uomo che ha più segnato, quello che è stato più nominato dallo speaker a San Siro e quello che più ha guadagnato negli ultimi anni della storia dell’Inter, è stata tolta la fascia per consegnarla al portiere sloveno.

Tre anni fatti di mille giorni di te Inter e di me capitano, finiti in un battere di ciglia ; come se non bastasse il numero nove è stato invitato ad accomodarsi a casa, neanche convocato per la trasferta degli ottavi di Europa League contro il Rapid Vienna. Maurito trascorrerà quindi a Milano la festa degli innamorati e chissà se guarderà alla tv i suoi compagni correre per l’Allianz Stadion, o se invece incrocerà i calici con la sua amata sposa manager.

Dai vertici assicurano che non sia una bocciatura, ma solo un momento di riflessione concesso al giocatore. A dir la verità quello che sembra è l’anticamera di un rapporto tra ex innamorati che si vogliono lasciare. Giusto o sbagliato che sia, quello che rimane è un dato di fatto incontrovertibile; tra l’argentino e la società qualcosa si è rotto e tutto questo fa presagire ad una probabile cessione nel prossimo mercato di giugno.

Si è consumato dopo il cappuccino e la brioche mattutina uno psicodramma già in onda da diverse settimane. La società non ha gradito le ultime esternazioni della moglie procuratrice Wanda Nara, dalle quali il marito-giocatore non ha preso o voluto prendere le distanze, ed in men che non si dica ha dato corso ad un ridimensionamento, che forse era già nell’aria.

La squadra sembra non reggere più il peso del centravanti, che ad onor del vero tante volte ha tolto le castagne da un fuoco ancora ardente. Molti giocatori mal sopportano gli schemi troppo servili al centravanti, che, non a caso, negli ultimi mesi è stato invitato a cambiare atteggiamento in campo, sortendo però l’effetto inverso. Il nuovo Icardi, costretto a rinculare verso la sua metà campo, o sconfinare sulle fasce, non ha più visto la porta e conseguentemente non l’ha più vista l’Inter, che nelle ultime partite ha finito per segnare con il contagocce.

I malumori interni sono sfociati in atteggiamenti di mal celato disagio nei confronti dell’ex capitano. Fin che la barca è andata in favore di vento, tutto è rimasto nascosto, ma non appena la brezza è cessata, la deriva ha iniziato a far balenare i dissapori. Occorre accedere i motori perché le vele non servono più, e la scintilla è stata accesa.

Solo alla fine del campionato si saprà chi avrà avuto ragione. Quello che è evidente è che adesso la posta in gioco è alta. A questo punto della stagione, con l’Inter nella terra di mezzo tra chi viaggia verso lo scudetto o ha la Champions assicurata, e chi , e sono parecchi, lottano per conquistarla, fallire vorrebbe dire non solo il mancato conseguimento di un obiettivo sportivo. Ciccare la zona Champions starebbe a significare meno introiti e meno possibilità di riaffacciare la testa verso obiettivi più consoni alle tradizioni.

Certo è che in questo momento tutto ruota intorno ad Appaino.

Con il campionato in pratica chiuso da fine gennaio, con le coppe ancora da giocare, con il mercato finito, è l’Inter a fare notizia ed ad aiutare le tirature dei giornali sportivi.

La diatriba sul rinnovo del contratto di Icardi, i possibili successori di Spalletti, i rimpianti attuali per la cessione del nuovo fenomeno Zaniolo, le serate off limits di Nainggolan, le passeggiate serali di Perisic in centro a Milano, sono state e sono tutte occasioni per sparare titoloni in prima pagina, tanto che verrebbe da dire che se non ci fosse l’Inter dovrebbero inventarla.

Ed i tifosi che dicono?

Leggendo i social le opinioni sono equamente divise tra chi difende il capitano e chi approva l’operato della società, che già qualche settimana fa si era esposta con il Ninja e con Perisic stesso.

Molti maledicono la dirigenza e ci attaccano pure gli operatori del mercato che si sono fatti sfuggire il gioiellino della primavera, ora star giallorossa, e con lui la bella mamma wag.

Molti invece appoggiano il nuovo corso, invocando i sistemi bianconeri tesi al non guardare in faccia a nessuno, che tanto bene han fatto in quel di Torino.

Molti invitano Icardi a lasciare una squadra divenuta ingrata, augurandogli le migliori fortune in Spagna o magari in Inghilterra, anche se il PSG, con Cavani ormai quasi demodé, potrebbe farci un pensierino.

E i giocatori che dicono?

I giocatori non devono parlare, ma solo giocare e portare a casa i risultati. Già a Vienna qualcosa si capirà. Con Icardi, forse, seduto sul divano di casa e Lautaro in campo, si vedrà da che parte tira la corrente.

E l’allenatore che dice ?

Spalletti non può che prendere atto di una situazione divenuta improvvisamente esplosiva, e che poteva essere ben contenuta non solo nei modi, ma anche con i risultati. Se la squadra avesse fatto il suo solamente contro Sassuolo e Bologna, per tacere di Chievo e Torino, si potrebbe avere ben altra classifica e chissà, magari molte cose sarebbero state valutate in modo diverso, a cominciare dall’impegno europeo che non dovrà essere sottovalutato. Ora invece con Sampdoria e Fiorentina alle porte, e quattro compagini a stantuffare pesantemente alle spalle, un po’ di ansia è saltata fuori.

Ed alla fine Nietzche che dice?

Boh!