Non conta Conte conta l’Inter!

Conte per nuove vittorie!

Il dado è tratto. Dopo settimane di rumours Antonio Conte è il nuovo allenatore dell’Inter.

Non conta Conte conta l’Inter!

Manca solo la presentazione ufficiale alla stampa, che avverrà nei prossimi giorni ad Appiano, ma la società ha già pubblicizzato in pompa magna l’incarico, attraverso i media ed i social, e con la pontificazione fatta con la trasferta dell’intero establishment nerazzurro ed il tecnico pugliese, per la finale di Champions a Madrid.

 

Conte arriva a Milano ed in città e soprattutto nella Torino bianconera oltre a mangiarsi il fegato, storcono il naso in parecchi. La juventinità del tecnico era ed è un marchio di fabbrica che si riteneva indelebile, e sotto la Mole questo è un tradimento vero e proprio, da lavare cancellando la stella con il nome del mister impressa nello Stadium.

Di contro quella stessa juventinità resta una grande macchia per chi lo attende a San Siro. Conte era in campo, anche se subentrato nella ripresa,  in quel Juve-Inter del discusso body check su Ronaldo, ed in quel Udinese – Juventus del 5 maggio 2002, che sanciva l’insperato scudetto bianconero mentre l’Inter si squagliava a Roma contro la Lazio. In entrambi casi il futuro tecnico pugliese, non fu tenerissimo con i nerazzurri, e parecchi se lo ricordano bene.

Ma il tempo passa e soprattutto il calcio ha, con gli anni, perso i suoi ideali e valori di un tempo. Il dio denaro ha cancellato le bandiere, che restano poche eccezioni, ha cancellato i baci sugli stemmi della maglia, e le manifestazioni di amore incontrollato che i beniamini del pallone sbandieravano al vento.

Tanto per fare qualche esempio il Meazza nerazzurro si è visto servire con poche fortune il Lippi ex allenatore bianconero, e poi si è beccato in un derby un gol di Ronaldo vestito di rossonero, ed a tifo invertito Leonardo si è seduto sulla panca nerazzurra, così come Ibrahimovic ha saltellato di qua e di là per le squadre della pianura padana.

Anni prima Boninsegna andava a vincere scudetti in bianconero, ed anche Altobelli, suo malgrado, un giretto con quella maglia lo ha fatto; all’estero Figo passò dal Barcellona al Real Madrid, ed al Camp Nou ricevette una testa di maiale sul campo mentre stava per battere un calcio d’angolo.

Si potrebbero fare altri esempi e tanti altri ce ne saranno in futuro; ed è per questo che il palato del tifoso non deve essere troppo fino e fare troppo il difficile, ma deve guardare alla sostanza ossia il risultato finale.

Certo l’incarico pesa parecchio. Si è detto del passato bianconero di Conte, che graverà parecchio sullo scranno messo a bordo campo, ma occorre dire che finalmente anche quella panchina avrà un suo peso.

Dal Triplete in avanti l’elenco dei tecnici che si sono succeduti è stato lungo : Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni, Mazzarri, Mancini (bis), De Boer, Pioli, Spalletti, saltando Vecchi prestato due volte dalla Primavera nel 2016, ed ora Conte.

Di questi quanti hanno od avevano alzato trofei importanti?

Benitez certo, ma arrivò dopo Mourinho in uno spogliatoio che stava ancora piangendo l’addio del portoghese, ed infatti lo spagnolo durò l’arco di cinque mesi, incapace di asciugare le lacrime dei senatori. Poi chi altro? De Boer, quattro scudetti e qualche titolo nazionale; Mancini bis, uno scudetto e due coppe in Inghilterra ed una coppa in Turchia, ma un cavallo di ritorno; Spalletti, coppe nazionali in Italia e due titoli, ma in Russia.

Conte invece arriva all’Inter con tre titoli nazionali consecutivi con la Juventus, due supercoppe italiane, una Premier League con il Chelsea ed una F.A Cup, oltre ad aver allenato l’Italia, sfiorando un piccolo miracolo, agli Europei del 2016 in Francia, con una squadra che dopo la difesa, e parliamone, schierava Candreva, Parolo, Giaccherini, Darmian, Pellè ed Eder, e che venne eliminata ai quarti di finale ai rigori dalla Germania.

Se ci sono delle perplessità, queste non sono nella testa del tecnico, che sa bene a cosa sta andando incontro: “Io non ho avuto dubbi per la chiarezza del progetto” questo il credo del nuovo mister, che deve trasmettere fiducia ai supporter nerazzurri, nella piena consapevolezza che la squadra deve essere necessariamente rinforzata, e questo non dipende da Conte..

Tra qualche mese sapremo se la scommessa sarà stata vinta o se starà per essere vinta.
Per adesso un in bocca al lupo, anzi due.

Al nuovo Mister ed a noi tifosi.

Il Nerazzurro, l’unico vero quotidiano dei tifosi interisti!