Se prima eravamo in due….

Parafrasando la celebre hit degli anni sessanta cantata da Edoardo Vianello, in questi giorni  ad Appiano si potrebbe tranquillamente canticchiare, “Se prima eravamo in due a temere la fischiata, adesso siamo in tre a temere la fischiata”.

Parafrasando la celebre hit degli anni sessanta cantata da Edoardo Vianello, in questi giorni  ad Appiano si potrebbe tranquillamente canticchiare, “Se prima eravamo in due a temere la fischiata, adesso siamo in tre a temere la fischiata”.

Se prima eravamo in due….

E già perché dopo le esternazioni social di ieri, postate da Mauro Icardi, la lista dei “perseguitati” di San Siro rischia di aumentare.

In principio fu Nainngolan. Il top acquisto del mercato nerazzurro targato 2018, sino ad oggi ha deluso. A causa di un infortunio nel bel mezzo della preparazione estiva e di un recupero affrettato, il belga non ha sfondato i cuori dei tifosi, che tanto invece lo avevano osannato al suo arrivo al Milano a fine giugno.

Qualche uscita serale di troppo, qualche paparazzata con Fabrizio Corona sui divani dei privè delle discoteche, qualche ritardo unito ad esternazioni non certo professionali peraltro mai smentite, hanno contribuito a gettare fumo negli occhi dei tifosi, fumo non certo diradatosi per via dei tre i gol fino ad ora segnati dal Ninja.

Il rigore calciato malissimo contro la Lazio nel quarto di finale di Coppa Italia, ha accresciuto di parecchio i malumori e domenica pomeriggio al Meazza contro il Bologna, il clima attorno al giocatore era pesantissimo. Staremo a vedere in seguito.

Poi arrivò Perisic. Il croato è da qualche anno che scalpita nel recinto nerazzurro e vuole cambiare aria. Spalletti al suo arrivo all’Inter nel 2017 lo convinse a restare dopo qualche mugugno, causato da sirene anglosassoni.

L’Ivan rasserenato partì bene con una serie di prestazioni convincenti, fino al successivo mese dicembre , quando la sua tripletta al Chievo rappresentò una sorta di canto del cigno. Da allora in avanti un calo progressivo, di pari passo con quello generale della squadra, con solo qualche rigurgito di orgoglio.

La nuova stagione è iniziata e proseguita con una generale apatia ed indolenza; tre gol in campionato e nessun centro in Champions. Poi a fine anno ecco il mal di pancia rifare capolino e le nuove telefonate inglesi, sponda Arsenal.

Il croato accetta le lusinghe londinesi, ma non fa i conti con una dirigenza nerazzurra che stavolta fa muro.

A Londra fanno o vogliono fare i furbi e fanno leva sul giocatore, che pur di liberarsi gira a vuoto per le vie di Milano in cerca di qualche dirigente su cui appoggiare il capo sulla spalla. Niente da fare. Inter irremovibile.

Vuoi cammello? Paga moneta e possibilmente tanta. Perisic accusa il colpo, si allena per i fatti suoi e finisce fuori squadra, saltando qualche partita. Poi a mercato serrato, rientra nei ranghi e Spalletti lo getta nella mischia contro il Bologna.

L’accoglienza di San Siro è gelida e piovono diversi fischi. Ivan gioca non troppo bene, diciamo secondo il suo standard 2018; forse corre più del solito, magari per scappare via dai sibili di disapprovazione. Staremo a vedere in seguito numero due.

Aggiungiamo Icardi. Forse questa è e resterà una sola previsione, ma la dichiarazione di ieri «Se non ami l’Inter quando perde, non amarla quando vince» rivolta ai tifosi, rischia di tramutarsi in un boomerang pesante, visto la reazione della piazza.

Maurito indubbiamente ha sempre fatto il suo. Capocannoniere per due volte nei suoi anni nerazzurri, ha sopperito da solo alla stitichezza dell’attacco interista. Spalletti da qualche tempo lo ha voluto più al centro del gioco, facendolo rientrare parecchio, ma questo ha contribuito a frenarlo sotto la porta avversaria, vera riserva di caccia dell’attaccante argentino.

Contro il Bologna alla fine lo si è persino visto a sinistra, per dare spazio a Lautaro Martinez ed al Ranocchia centravanti disperato.

Questo girovagare per il campo è stato un male perché ultimamente l’argentino inizia a ciccarne parecchie; il tutto aggravato dalla estenuante telenovela sul rinnovo contrattuale messa in scena dal suo procuratore nonché congiunta.

L’uscita social di ieri però è duretta da digerire per i tifosi. L’impressione è che Icardi debba sfondare e di brutto sabato sera a Parma contro i Ducali, riportando l’Inter alla vittoria con i suoi gol. Perché diversamente alla prossima al Meazza si rischia il fischio. Staremo a vedere numero tre.

Lasciamo fuori per ora Roberto Gagliardini e Lautaro Martinez che non sono a batter cassa e chiedono solo un numero più alto di minutaggio in campo.

Se prima eravamo in due …….. ora siamo qualcuno in più.

Interferenze eterno? Certamente no, qualche piagnisteo interno forse si…Marotta avrà parecchio lavoro! Ma siamo certi che risolverà i problemi. La sua abilità sul mercato gli verrà in aiuto. E andiamo, Beppe!