Spalletti e Suning, asse consolidato e di ferro

Spalletti-Suning, un asse che va sempre più consolidandosi

Spalletti e Suning viaggiano su binari paralleli. Che si sfiorano e s’incontrano per diventare una sola cosa. 

Il senso di tutto che trapela dall’ambiente interista è proprio questo. Una sintonia concettuale e programmatica che conferisce all’ intero sistema nerazzurro una serie di basi sicure da cui partire per costruire una grande stagione, quella che ormai tutti i tifosi sognano. Il parlare del mister è quello di un allenatore che è conscio che l’asticella, in casa Inter, è stata sollevata. In questo senso anche gli ultimi apprezzamenti, espressi nei confronti degli acquisti (probabili) di Vidal e Vrsaljko, lasciano intuire come l’Inter stia facendo le cose sul serio e soprattutto con quello spirito tale da non renderla seconda a nessuno. Nanchino viaggia a braccetto con Milano e Ausilio ottiene, nel merito, le rassicurazioni che aveva richiesto.

Non è importante, in questo momento, considerare la squadra nerazzurra come una delle risposte, possibili o ipotetiche, alla Juventus. E’ più importante sottolineare come il club (considerato nel senso onnicomprensivo del termine) abbia intrapreso l’anno scorso un cammino coronato da dei risultati, parziali e intermedi, da considerarsi ottimi.

Da una parte l’aumento dei ricavi nerazzurri ha destato commenti molto lusinghieri a proposito del comparto commerciale della società di Zhang. L’Inter è vicina a sfondare il muro dei 300 milioni di ricavi. Cento i milioni di fatturato dalla Cina. E’ il frutto del lavoro svolto da Suning sul mercato asiatico e che continua ad avere risultati molto positivi. L’Inter, gradualmente, sta riportando i conti in perfetto ordine. Sarà sempre più facile edificare e realizzare un futuro importante e duraturo.

Dall’altro lato il calcio vive di concretezza e il campo di gioco è il giudice più severo e attendibile. L’ingresso in Champions ha rivitalizzato un ambiente che aveva un bisogno assoluto di essere confortato da risultati eccellenti e di prestigio. Tutto questo ha costituito il propellente ideale per plasmare una nuova creatura. Con i giocatori  giusti e in quei settori dove la squadra risultava più carente. Naingoolan a centrocampo, De Vrij e Asamoah in difesa, Martinez in attacco rispondono ad un criterio di sicura ascesa e di aumentata competitività della squadra di Spalletti. Interventi mirati. Con la consapevolezza che se anche qualche rinuncia, sia pure dolorosa, dovrà esser fatta sarà per costruire un’Inter sempre più forte e non il contrario.

Se il lavoro di Ausilio è ancora in fieri perché la lotta, quest’anno, va portata su più fronti è innegabile come l’Inter abbia messo dentro il suo ventre giocatori esperti e forti. In alcuni momenti della stagione precedente era mancata la continuità di rendimento. Immettere giocatori di grossa caratura e di sicuro affidamento, si pensi per esempio alla propensione naturale alla vittoria di Asamoah anche nelle amichevoli, costituisce il migliore espediente per ovviare alle criticità mostrate nell’ultimo campionato. Spalletti, anche in questo senso, è una garanzia. Un’asse, con Suning, sicuro, deciso e sempre più consolidato. Che lavora e che darà grandi soddisfazioni ai suoi tifosi.