Storia di ordinaria follia

Storia di ordinaria follia

Per l’ interista, quella di ieri, è stata un giornata tumultuosa, incominciata con la bomba ‘Terremoto Inter, tolta la fascia da capitano a Icardi’.

Storia di ordinaria follia

Da quel momento in avanti, il tifoso è stato travolto da scoop giornalistici, successive smentite, voci di corridoio e spettegolezzi veri e propri. Il tutto condito da ore intere passate davanti a trasmissioni  Sky o delle  Tv in chiaro, in cui giornalisti di ogni tipo si sono espressi sulla situazione dell’ormai ’ex’ capitano dell’Inter.

 

Per analizzare la questione, e tentare di capire quello che può essere successo e quello che sta succedendo, bisogna soffermarsi su un paio di premesse: il rapporto tra Mauro Icardi e il resto dello spogliatoio neroazzurro ed il peso specifico della figura di Wanda Nara, moglie-manager del centravanti, nel rapporto tra l’attaccante e l’Inter.

Sulla prima questione c’è da dire che Icardi e il resto della squadra non sono mai stati in ottimi rapporti. La riprova è che  già lo scorso anno, proprio in questo periodo, erano saltati fuori, rompendo la sacralità dello spogliatoio, problemi di convivenza (non calcistica) tra il nove e parte della squadra, in particolare il binomio croato ‘Brozovic-Perisic’ e più in generale con i calciatori di origine nord-europea e ‘balcanica’.

Attriti sorti dalla presunta ‘mania di protagonismo’ affibbiata a Icardi da alcuni compagni e da alcuni episodi che esaltavano il peso dell’argentino nell’Inter: la fascia di capitano datagli da Mancini nel 2015, secondo molti non meritata per questioni di età e tempi di militanza nell’Inter, ed il caso Osvaldo, messo fuori rosa, e poi alla porta, dopo lo screzio in Juventus-Inter.

La situazione era poi degenerata lo scorso inverno con l’infantile e ridicolo susseguirsi dei vicendevoli ‘defollowers’ su Instagram dell’ormai solito triangolo di guerra ‘Brozovic-Perisic-Icardi’, culminato addirittura con la fuoriuscita di un curioso pettegolezzo in cui di mezzo ci finiva Wanda, in una provocatoria nottata con uno dei due croati, che alla fine era stata catalogata, fortunatamente, come ‘spetteguless’.

Il finale dello scorso campionato, il raggiungimento della Champions e i festeggiamenti avevano affievolito e fatto dimenticare il tutto, anche a una colpevole società, assente e non preoccupata dai fatti accaduti. Non è un caso che  tutto è ricominciato quando le cose, un anno dopo, hanno ripreso ad andare male.

Seconda questione ,  Wanda Nara . Oltre che moglie ingombrante è l’agente di Icardi e il suo ruolo è determinante tra le pieghe di questa vicenda. A Settembre firma un contratto di opinionista (non si sa con quale merito) nella trasmissione ‘Tiki Taka’ e dal quel momento non ha mai perso l’occasione per scagliare qualche frase inopportuna, facendo diventare di dominio pubblico la questione del rinnovo del contratto del suo assistito (con risvolti addirittura ai limiti del ridicolo e della dignità professionale), finendo con influenzare clamorosamente il rapporto tra Maurito e il resto della squadra..

Fatte queste premesse si viene all’attualità. Sabato sera nel post parma-Inter, Spalletti, manda un chiaro messaggio alla dirigenza: in poche parole  ‘risolviamo la questione contrattuale di Icardi perché il giocatore non sembra sereno e da due mesi a questa parte non sta rendendo quanto le sue capacità’.

L’A.D. Marotta risponde prontamente affermando che non esiste alcun ‘caso Icardi’ e che, comunque, avrebbe parlato con l’allenatore per chiarire la sua uscita.

La dirigenza di fronte al rinnovo di contratto chiesto dalla Wanda procuratrice ritiene non ci sia fretta di prolungarlo, perché, per quanto la società stessa lo ritenga ‘basso’, lo stesso si estende per ulteriori tre anni; c’è e ci sarà quindi tutto il tempo, non nel mezzo di un campionato, di offrire al suo capitano un adeguamento più “decoroso”.Wanda tratta solo  su  una base di ingaggio di  9,5 milioni (per inteso più o meno la cifra che prendeva Higuain al Milan e quella che gli offrirebbe Florentino Perez per andare al Real Madrid) senza bonus. La richiesta è, o sarebbe, quindi più alta del compenso  che vorrebbe garantire l’Inter

La ‘sfasciatura di Icardi’ pre Rapid Vienna-Inter, non sembra però prendere le mosse dallo spinoso caso del rinnovo, questo nonostante le uscite della Nara sull’argomento non abbiano fatto piacere a nessuno, Marotta in primis, e non abbiano aiutato nell’evoluzione pacifica del rapporto.

La conferma arriva a distanza di poco tempo, perché mentre Spalletti e Marotta di incontrano con Gardini ed Ausilio martedì 12 febbraio , due episodi accendono gli animi.

Wanda a Tiki Taka, si ‘lascia scappare’ un ‘faccio volentieri a meno del rinnovo, in cambio di un giocatore a Giugno nell’Inter che possa dare cinque palloni buoni a partita a Mauro’; questo determina  una forte reazione di una parte consistente dello spogliatoio neroazzurro.

La frase, l’ultima di una lunga serie (da ‘Mauro con un dito caccia ‘A’ e fa venire ‘B’ all’Inter’, a ‘Perisic va via per problemi personali’),  questa volta oltre ad irritare Marotta, punge direttamente Spalletti e compagni di Icardi.

Una moglie di un calciatore, oltretutto il capitano, non può fare queste dichiarazioni pubblicamente, attaccando direttamente i componenti della squadra, ed è un episodio che difficilmente si è verificato nella storia del calcio. Vista da un’altra parte, un capitano non può permettere che la moglie si esponga in questi termini contro i suoi compagni e se lo fa deve essere il primo a porre rimedio, con scuse, dichiarazioni o qualsiasi cosa si voglia.

Icardi invece non alza un dito, non prende posizione limitandosi ad un post su Instagram di inizio gennaio, ‘Wanda è il mio agente e lo sarà per sempre, siamo d’accordo su tutto’.

Da Tiki Taka alla ripresa degli allenamenti si ha la reazione del resto della squadra, che tramite una delegazione (si dice ‘croata’) informa la dirigenza e l’allenatore di non sentirsi più rappresentata dal proprio capitano. Addirittura si vocifera che Perisic abbia attaccato direttamente l’argentino invita dolo a far tacere la moglie, forse in termini non troppo cordiali.

L’Inter si trova quindi a dover risolvere una situazione complicata, e soprattutto urgente: l’Europa League e il campionato sono alle porte e non ci si può permettere di buttare all’aria una stagione. Oltretutto Spalletti, come i più attenti tifosi, si era accorto da tempo che i palloni che arrivavano a Icardi da qualche specifico compagno, erano veramente pochi e che le prestazioni dell’argentino, forse condizionate dalla situazione psicologica per la diatriba contrattuale, erano soprattutto subordinate a conflitti interni alla rosa.

Con queste premesse si arriva al summit societario. Tutti la vedono nella stessa direzione: tra la squadra e Icardi si deve scegliere la squadra, non solo per una sopravvivenza naturale della stessa rosa, ma per lanciare un chiaro messaggio. L’Inter, e una società rispettabile, non si fa prendere in giro dalla moglie-agente del suo capitano; anzi si aspetta che il capitano stesso incarni altri valori, che non siano quelli delle polemiche e delle bufera scatenate da un uso dei social e della comunicazione alquanto infantile.

La decisione viene presa  di comune accordo: ‘se Icardi non sa fare il capitano, allora il capitano non può essere Icardi’.

Mercoledi’ mattina il tutto viene comunicato all’argentino, in una cornice ambientale parecchio movimentata: non solo Mauro è particolarmente scosso, ma gli stessi padri della decisione, non sono certamente contenti. Qualcuno di particolarmente sorridente, però, ad Appiano Gentile c’era;  quasi metà squadra è sollevata, e festeggia con like social la notizia di Handanovic nuovo capitano.

Icardi comunque viene convocato per Vienna; di li’ a poco ecco la prima dimostrazione che la scelta della dirigenza, di privarlo della fascia, è stata giusta. Il centravanti non se la sente di prendere il volo per l’Austria. La società accetta la decisione del suo attaccante e per questo, almeno da quanto filtra, non dovrebbe esserci un multa per il suo comportamento. Sanzione  a cui la linea ferrea tenuta dall’arrivo di Marotta (vedi Naingollan e lo stesso Icardi al rientro dalle vacanze di inizio anno) avrebbe invece fatto pensare.

Il fatto che la decisione venga condivisa  e non sia quindi il giocatore a non essersi presentato, come dice qualcuno, eviterebbe quantomeno una seconda mazzata dopo la degradazione a ‘giocatore come gli altri’.

Ciò non toglie che l’ormai ‘ex capitano’ non abbia fatto una bella figura, soprattutto agli occhi dei tifosi che lo hanno amato e idolatrato. Non si è dimostrato un uomo di grande spessore e carattere, come invece avrebbe dovuto, e oltretutto si contraddice da solo, visto che non appena una settimana fa aveva postato ‘Accetta volentieri le difficoltà e gli ostacoli come passi importanti sulla scala del successo, se non la ami quando perde, non amarla quando vince’.

In conclusione: la scelta della società è giusta, rispettabile ed inevitabile. Una dimostrazione di forza e di coerenza con i valori e i principi che ci dovrebbero essere sempre in una squadra e in generale nello sport. E’ da condividere, pur nella consapevolezza che possa essere un grosso rischio per il proseguo della stagione, perché, nonostante l’intenzione di reintegrare Icardi e proporgli il rinnovo contrattuale, Maurito ora vive da separato in casa, non tanto con lo spogliatoio, con cui lo era già da tempo, quanto con i tifosi.

Perdere l’attaccante argentino da qui alla fine stagione sarebbe pesante; ecco perché si farà di tutto per reintegrarlo. Nello stesso tempo, con questa decisione, si spera di recuperare, o quantomeno ottenere una reazione forte, da parte di quel gruppo della squadra che da un paio di mesi non sta rendendo come dovrebbe. Starà ad Icardi, e ahimè alla moglie, decidere cosa fare del proprio futuro, anche se è difficile prevedere una sua permanenza all’Inter.

Nel caso estremo, l’ultima questione da dover  essere analizzata sarà a che cifra venderlo, dopo averlo declassato e martoriato pubblicamente. Il rinnovo del contratto è, proprio per questo motivo, un appiglio da cui Inter e Marotta non possono prescindere per non rischiare di rovinare un patrimonio, quanto mai prezioso.

Anche perché Icardi, pagato relativamente poco al suo arrivo, dopo anni di prestazioni e di gol in neroazzurro, per l’ammortamento a bilancio vale praticamente ‘zero’; ciò significherebbe che venderlo a soli ‘40/50 milioni’ porterebbe ad una proficua plusvalenza. In ogni caso sarebbe una perdita potenziale spaventosa, visto che solo sabato scorso valeva almeno 100 milioni.

Ma di quest’ultima questione e altro ancora avremo sicuramente occasione di parlare in altro momento.

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