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Genoa-Inter, galeotto fu quel gol

Il 27 marzo 1983, nella venticinquesima giornata di Serie A, l’Inter di Rino Marchesi espugna il Luigi Ferraris rossoblu per 3-2. Il gol decisivo, a cinque minuti dalla fine, venne realizzato da Salvatore Bagni ma grandi polemiche si susseguirono al fischio finale.

Venerdì 29 dicembre alle 20:45, sul terreno dello stadio Marassi di Genova, l’Inter sarà chiamata a chiudere la questione del titolo d’inverno sfidando il Genoa, reduce dalla vittoria esterna sul campo del Sassuolo. La gara con il Grifone, arrivata alla sua edizione numero 110 e che vede un bilancio a favore dell’Inter con 58 vittorie a 20 (con 30 pareggi) ha visto negli anni scendere in campo giocatori del calibro di Altobelli, Bergomi e Collovati, Campioni del Mondo nel 1982, con sullo sfondo i vari Giuseppe Baresi, Hansi Muller e Salvatore Bagni, diventato un centrocampista tuttofare e che avrebbe poi preso il posto di Gabriele Oriali come mediano. Proprio il futuro giocatore del Napoli, con cui vincerà lo scudetto della stagione 1986-87, si rese protagonista di un episodio che ha segnato la storia di questa partita.

Il 27 marzo 1983, giorno della Domenica delle Palme, alla stadio Marassi di Genova, l’Inter scende in campo annoverando proprio i sovra citati esponenti della Nazionale di Enzo Bearzot, trionfatrice l’estate passata ai mondiali spagnoli. Il Genoa, guidato da una vecchia conoscenza nerazzurra come Gigi Simoni, ha un disperato bisogno di punti mentre l’Inter, squadra allo sbando con il tecnico Marchesi che fa fatica a tenere coeso il gruppo dopo la doppia eliminazione dalle Coppe, sta conducendo una stagione piuttosto incolore.

Al vantaggio di Spillo Altobelli, su calcio di punizione, risponde Massimo Briaschi poi Graziano Bini riporta avanti i nerazzurri prima che Pasquale Iachini, su rigore, ristabilisca la parità. Con un sostanziale clima di non aggressione, la partita sembra incanalata verso un pari che sta bene ad entrambe ma a pochi minuti dalla fine proprio Salvatore Bagni insacca di testa un lungo cross di Hansi Muller beffando il portiere Martina. Tutto normale, sembrerebbe, se non che la marcatura del centrocampista di Correggio, arrivata all’85° minuto, non viene festeggiata da nessun esponente della squadra nerazzurra se non solo dall’autore del gol.

Questione di…

Ma qual è il motivo della gioia mancata da parte dei giocatori dell’Inter? Fonti dell’epoca affermano che due giornalisti del quotidiano Il Giorno di nome Claudio Pea e Paolo Ziliani, vengono casualmente a conoscenza di una montagna di soldi persa dai giocatori dell’Inter a causa del risultato della partita di Marassi, sebbene inizialmente nessuno si accorge di nulla. In radio, durante la trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto, viene data la sola comunicazione in riferimento ai temporanei vantaggi dell’Inter di Altobelli e Bini e solo dalle cronache del giorno seguente si riesce a sapere che quando Bagni mette a segno il gol del 3-2 a cinque minuti dal termine, nessuno dei compagni va ad abbracciarlo, come normalmente si fa dopo aver segnato una rete. Tutt’altro, perché alcuni interisti iniziano ad additare il compagno con fare minaccioso.

Secondo l’articolo di Pea e Ziliani, le partite dell’Inter garantiscono vincite sicure e per questo scommettono gli stessi giocatori, persino qualche dirigente sembra coinvolto. Invece, quel giorno a Genova, va male e parecchi calciatori, oltre a vari scommettitori comuni, perdono svariati milioni, in quello che in quegli anni diventa famoso come Totonero. Il caso Genoa-Inter lascia mezza Italia col fiato sospeso fino a giugno, quando la Commissione Disciplinare assolve tutti quanti.


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Gianmarco Vella

Gianmarco Vella