I grandi match: Finale Champions League 1999 Manchester United-Bayern Monaco 2-1

“Le partite vanno giocate fino alla fine“: uno dei detti più famosi della storia del calcio. Certe volte può sembrare una frase fatta, ma ce ne sono altre in cui calza assolutamente a pennello.

Quest’ultimo è il nostro caso, perché la partita che oggi andremo a narrare è Manchester United-Bayern Monaco, la finale di Champions League del 1999 che è diventata leggenda. 26 maggio 1999, stadio Camp Nou, Barcellona. A sfidarsi ci sono due squadre fantastiche: il Manchester United di Sir Alex Ferguson e il Bayern Monaco di Ottmar Hitzfeld. Chi vince, non solo si porta a casa la coppa, ma anche il famoso “treble” (o “triplete”, se preferite). I campioni d’Inghilterra si presentano all’ultimo appuntamento della competizione con l’appellativo di “ammazza-italiane”, dopo aver eliminato – in serie – l’Inter di Mircea Lucescu ai quarti di finale e la Juventus di Carlo Ancelotti in semifinale. Già contro i bianconeri, i Red Devils hanno dato prova di essere specializzati in rimonte: da 2-0 a 3-2.

Questo sarà un indizio fondamentale per il racconto della finale. Ben più agevole, invece, il cammino del Bayern, che ai quarti batte il Kaiserlslautern nel derby tutto tedesco e in semifinale riesce ad avere la meglio sulla Dinamo Kiev dell’astro nascente Andriy Shevchenko. Nonostante le assenze fondamentali di Scholes e Keane, lo United presenta comunque una formazione fortissima, con Schmeichel come vera e propria saracinesca, i ragazzini terribili Giggs e Beckham a seminare il panico a centrocampo e – davanti – i formidabili Calypso Boys: Yorke e Cole. Dall’altro lato, i bavaresi schierano in porta l’eterno capitano Oliver Kahn e – tranne il giovane centrale ghanese Kuffour – possono contare sulla compattezza data dalla presenza di soli giocatori tedeschi. Uno su tutti: il 38enne pallone d’oro Lothar Matthaus. Ad arbitrare, come spesso accadeva all’epoca per gli appuntamenti importanti, ecco il nostro fuoriclasse: Pierluigi Collina.

Prima dell’inizio della partita, i pronostici sono tutti a favore della corazzata di Sir Alex, ma dopo 5 minuti la storia cambia: punizione dal limite per il Bayern e Mario Basler, complice una deviazione decisiva, la mette sul primo palo sorprendendo l’estremo difensore danese. Lo United sembra aver subito il colpo e non riesce a produrre nessun’azione pericolosa degna di questa denominazione. Alla fine del primo tempo, negli spogliatoi, Ferguson si rende protagonista del suo solito “phon” e pensa immediatamente a un cambio: fuori uno spento Blomqvist e dentro Teddy Sheringham.

Tutto questo, però, non sembra dare il cambio di marcia sperato nella ripresa: l’inizio del secondo tempo è anch’esso tutto di marca tedesca, con due legni colpiti (il primo da Scholl e il secondo dal gigante Jancker). A 10 minuti dalla fine del match, ecco il secondo cambio offensivo: dentro il norvegese Solskjaer per cercare di ribaltare una realtà ormai apparentemente compromessa. Già, apparentemente. Minuto 90, Collina opta per 3 minutidi recupero e il quarto uomo – prima di alzare il tabellone luminoso per segnalarli – lo alza per annunciare una sostituzione: fuori il man of the match (almeno fino a quel momento) Basler per raccogliere gli applausi dei suoi tifosi e dentro Salihamidzic. La Champions ormai è decisa: i giocatori bavaresi la sentono, la avvertono, la guardano splendere fuori dal campo. Il nome “Bayern Monaco” sta per essere inciso sopra. Ma, purtroppo per loro, è adesso che inizia la leggenda. Dopo venti secondi dall’inizio del recupero arriva un calcio d’angolo per lo United. I tifosi inglesi lo accolgono con un boato, come se avessero percepito qualcosa. Hanno ragione, perché dopo una mischia incredibile in area di rigore tedesca la palla arriva al limite, dove Giggs la raccoglie e – di destro – la rimette in area. Tra una quarantina di gambe, ecco spuntare quella decisiva: Teddy Sheringham fa 1-1.

E adesso? I supplementari, sicuramente! Macché. Non passano nemmeno 30 secondi ed ecco un altro angolo a favore dei Red Devils. I tifosi, che non avevano mai smesso di gridare dal gol del pareggio, si rendono protagonisti di un altro boato. Destro fatato di David Beckham sulla testa del solito Sheringham, che spizza la palla verso il centro dell’area e Solskjaer – l’altro subentrato – la devia di destro in porta. Parafrasando una famosa frase del calcio italiano: “clamoroso al Camp Nou”. Il Manchester United riesce a rimontare in 2 minuti e il Bayern, incredulo, porta la palla a centrocampo conscio del fatto che – ormai – il tempo è scaduto. 90 minuti di dominio e 2 di puro suicidio sportivo. La Champions League, e conseguentemente il treble, è nelle mani degli inglesi.

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