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Il dramma di Guarin: “Sono alcolizzato e tossicodipendente”

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Fredy Guarin, ex centrocampista dell’Inter e della nazionale colombiana, oggi 37enne, ha condiviso la sua storia parlando apertamente dei suoi gravi problemi di dipendenza da alcol.

Un talento fiorente che non è mai riuscito a sbocciare del tutto, una classe che in quegli anni in pochi mostravano anche a livello internazionale, non solo in Italia, ma che ha sempre avuto una grande mancanza: la continuità. Questo era Fredy Guarin, ex centrocampista dell’Inter dal 2012 al 2016, in possesso del classico cilindro da cui estrarre a sorpresa il coniglio con abilità tecniche e atletiche invidiabili. Quattro stagioni con l’Inter, in cui il nerazzurro gli è rimasto dentro tra prese di posizione e intrecci di mercato saltati per volontà dei tifosi, conditi da 141 presenze e 23 gol, uno dei quali decisivo per la vittoria nel derby d’andata nella stagione 2015-2016. Giorni lontani, appartenenti al passato che oggi non rispecchiano neanche lontanamente l’immagine del Guarin di oggi.

La parabola discendente del “Guaro”

“Soffro di problemi di alcol. Ne sono consapevole. Sono dipendente dall’alcol, ma sto guarendo”. Con queste parole, Guarin ha affrontato apertamente i suoi problemi di dipendenza durante un’intervista con la rivista colombiana Semana. L’ex centrocampista sudamericano, che ha vestito la casacca della Cafetera in 58 occasioni mettendo a segno 4 gol, ha guardato in faccia la realtà e ha ammesso di essere entrato in riabilitazione. Chiave l’episodio del 1°aprile 2021 in cui, coinvolto in una lite domestica e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e alcol, venne arrestato per aver ferito un poliziotto intervenuto per sedare la rissa. Alla domanda “Quando è iniziato tutto?”, il Guaro parte proprio da quell’episodio riconoscendo di avere due paure, la morte e il carcere: “Sono arrivato a bussare alla porta dell’inferno, non avevo rispetto e non controllavo i rischi, per questo mi sono sporto sul baratro della morte di cui ho grande timore, così come del carcere. Così, l’alcol mi aveva messo in un carcere da condannato a morte”.

La dipendenza da alcol ha allontanato l’ex nerazzurro dai suoi affetti più cari, in particolare i suoi tre figli: “Da quando ho smesso di giocare ho toccato il fondo. I miei cari hanno perso fiducia in me. Ho perso una relazione amorosa ma più importante ho perso la stima dei miei figli e questo è stato ciò che mi ha fatto pensare che non potevo più continuare così. Ora sto seguendo un percorso con dei professionisti con l’obiettivo di porre rimedio a quanto fatto male in precedenza. Importante nei momenti di oscurità causati proprio da questa dipendenza, l’intervento di alcuni compagni, dell’Inter e della nazionale colombiana che gli sono stati vicini e gli hanno permesso di mantenere viva quella speranza di raggiungere la serenità senza il bisogno di cadere in tunnel senza fine: “Oltre alla mia famiglia, ho perso molti amici, veri amici…ma so chi sono quelli veri, quelli rimasti anche nei momenti peggiori come Radamel Falcao, James Rodriguez, Juan Fernando Quintero, Ospina, Cuadrado, Zanetti, Córdoba. Tutti disponibili a darmi il loro aiuto e supporto mentre altri mi hanno voltato le spalle”. 

Ora per Guarin sembra essersi aperto un nuovo percorso, una via verso la pace e la tranquillità in primis con se stesso, con l’obbligo di non avere ricadute e tornare a essere un uomo normale: “Mi sento felice, vivo una vita pacifica come fanno le persone comuni, dalla mattina quando mi sveglio alla sera quando vado a dormire”. 

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Gianmarco Vella

Gianmarco Vella

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