Home In primo piano Milan, profondo rosso da record. Perdita da 195 milioni.

Milan, profondo rosso da record. Perdita da 195 milioni.

Elliot costretto a versarne altri 140

Milan, profondo rosso da record. Perdita da 195 milioni.

Elliot costretto a versarne altri 140

Milan, profondo rosso da record. Perdita da 195 milioni. Il Milan batte un altro record negativo. Non solo sul campo di gioco (dove l’anno scorso ha fallito per la sesta volta consecutiva l’approdo alla Champions League), ma anche sul terreno dei risultati finanziari.

Nel bilancio annuale chiuso al 30 giugno scorso, appena approvato dal consiglio di amministrazione, il Milan ha dichiarato una perdita pari a 195 milioni. Un risultato negativo da primato, che ha battuto il “rosso” della stagione precedente (pari a 150 milioni), che a sua volta aveva già fatto segnare un record al ribasso.

Non c’è dubbio che il peggioramento dei conti sia dovuto per lo più dagli effetti del Covid-19. Anche se il fondo Elliott cerca di addossare almeno una parte delle responsabilità su chi lo ha preceduto, visto che è proprietario del club da poco più di due anni, dopo essere subentrato al misterioso imprenditore cinese Yonghong Li: “In una stagione pesantemente segnata dagli effetti della pandemia globale – si legge nella nota ufficiale – il club non è stato immune da impatti negativi sulle proprie performance finanziarie, già fortemente penalizzate dalla situazione ereditata”.

Partiamo dalla pandemia. Ci sono state dieci gare giocate a luglio e agosto a porte chiuse che hanno fatto mancare incassi e ricavi commerciali. Per non parlare del fatto che il calendario così riscritto ha portato “a posticipare alla stagione 2020/2021 parte della competenza economica dei diritti tv”.

Poi ci sono le responsabilità del club. A cominciare da quello che è successo sul campo. Elliott ha impostato, fin dal suo arrivo, una politica che punta alla costruzione di una rosa fatta di giovani di talento e che costruisca un ciclo nel tempo. Una scelta che potrebbe pagare nel medio periodo, ma rischiosa dal punto di vista sportivo nel breve.

La mancata qualificazione alla Champions, che garantisce tra i 40 e i 50 milioni, si sentono tutti. E non sono entrati nemmeno quei 15-20 dell’Europa League, avendo l’anno scorso rinunciato il Milan a parteciparvi per chiudere il contenzioso con l’Uefa.

In questo caso, Elliot avrebbe tutte le ragioni a chiamare in causa chi l’ha preceduto. Perché le violazioni al Fair play finanziario partono da lontano e coinvolgono anche l’ultima gestione di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani. Oltre all’anno in cui i dirigenti a cui si è affidato Yonghong Li hanno caricato i conti del club con l’acquisto di 11 giocatori (di cui solo due rimasti tra i titolari della squadra) con una spesa degli stipendi che ha in qualche modo condizionato gli investimenti futuri.

Fonte: La Repubblica