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Inzaghi, la crescita esponenziale non è passata inosservata

Miglioramento Inzaghi. Sembra ormai passata una vita da quel 3 giugno 2021, giorno dell’annuncio di Simone Inzaghi come nuovo allenatore dell’Inter. Per il tecnico piacentino si trattava della prima esperienza su una panchina diversa da quella Lazio, squadra che lo ha cresciuto nel nuovo ruolo una volta ritiratosi da giocatore. Nel corso di questi due anni e mezzo non sono mancate le difficoltà, ma Inzaghi ha sempre saputo rialzarsi, anche quando tutto sembrava perduto. L’esperienza nerazzurra gli ha permesso di migliorarsi di giorno in giorno, fino ad arrivare a giocarsi una finale di Champions League, che ha contribuito nel fornire maggiore consapevolezza al tecnico. Adesso, finalmente, siamo dinnanzi ad un tecnico all’altezza di un club glorioso come l’Inter. Andiamo a ripercorrere come è avvenuta la crescita di Simone Inzaghi.

Miglioramento Inzaghi: più solidità

La prima Inter di Inzaghi del 2021/22 aveva incantato per la bellezza del gioco espresso e per la varietà di soluzioni offensive che la sua squadra era in grado di trovare. La seconda parte di quel campionato tuttavia dimostrò come, a volte, non tutto è oro quel che luccica. Per via della mancanza di solidità difensiva, l’Inter perse molti punti nel corso del girone di ritorno, totalizzando 7 punti in altrettante partite. A beneficiare del blackout dei nerazzurri furono i cugini del Milan, che riuscirono a sollevare il loro diciannovesimo Scudetto.

Anche nella scorsa stagione, specialmente nella prima parte, l’Inter ha più volte evidenziato dei problemi nella fase difensiva. Lo scorso anno furono addirittura 12 le sconfitte in campionato, che contribuirono a mettere i nerazzurri fuori dalla lotta Scudetto dopo poche giornate. Sul finale della scorsa stagione, i nerazzurri sono riusciti però a trovare il giusto equilibrio che potesse garantire efficacia in zona offensiva e allo stesso tempo protezione alla porta difesa da Onana. La quadra trovata da Simone Inzaghi contribuì all’ottimo percorso in Champions League, conclusosi con la sconfitta in finale contro il Manchester City di Guardiola.

L’Inter schiacciasassi di quest’anno è conseguenza del finale di stagione scorso. È una squadra estremamente solida, a cui piace avere il pallone tra i piedi, ma che, in caso di necessità, non ha paura di difendersi per poi ripartire con tecnica e velocità. La squadra che stiamo ammirando è estremamente qualitativa e ha imparato, rispetto al primo anno di gestione Inzaghi, a giocare maggiormente in verticale quando la partita lo richiede.

La crescita è avvenuta anche nella comunicazione

Una grandissima lacuna di Simone Inzaghi è sempre stata quella della comunicazione. Le conferenze stampa condotte dal tecnico piacentino non erano all’altezza di un club glorioso e vincente come l’Inter. Negli scorsi anni il tecnico faceva spesso riferimento ai suoi successi, non sottolineando mai i propri errori e quelli della squadra. Forse alcune volte lo faceva per difendersi dalle feroci critiche di cui è stato oggetto, ma in un club come l’Inter si deve essere pronti a subire qualunque tipo di trattamento mediatico.

Finalmente lo ha capito. Si è reso conto che in un club come quello nerazzurro non si può vivere di rendita per due misere Coppe Italia e due Supercoppe. L’abitudine a vincere e la fame di nuovi titoli deve essere la prerogativa principale per chi ha intenzione di allenare l’Inter. Da quest’anno (forse grazie a qualche suggerimento dei suoi dirigenti) in conferenza stampa è una persona totalmente diversa. Si arrabbia quando i suoi perdono punti per strada e fa meno riferimenti ai successi degli scorsi anni, che ormai appartengono al passato.

Si può notare una crescita anche nella gestione dei suoi uomini. Specialmente lo scorso anno, per lunghi tratti della stagione non è sembrato avere in mano lo spogliatoio. A volte l’impressione era quella di vedere una squadra autogestita, in cui l’allenatore era usato solo per schierare la formazione in campo. Quest’anno il gruppo è estremamente unito. È al servizio del proprio allenatore, che esercita il proprio ruolo con autorità ma non rinunciando al proprio modo amichevole di porsi verso i suoi calciatori.

All’estero guardano con interesse

Nel caso in cui Inzaghi riuscisse a vincere lo Scudetto, si affermerebbe a pieni titoli tra i più grandi allenatori al mondo. All’estero guardano con grande interesse alla crescita che sta vivendo l’ex tecnico della Lazio. Non è passato inosservato come abbia saputo costruire una squadra quasi perfetta nonostante le cessioni dolorose che il club ha fatto nel corso degli anni. Tante panchine europee scricchiolano e a fine anno potrebbero arrivare delle offerte a casa Inzaghi. La posizione di Xavi sulla panchina del Barcellona non è più saldissima e in Catalogna si sono innamorati del gioco proposto dal tecnico nerazzurro nel corso della doppio confronto di Champions League, che ha di fatto sancito l’eliminazione dei blaugrana.

A fine stagione potrebbero giungere diverse offerte sulla scrivania del tecnico piacentino, che potrebbe essere il fresco vincitore del campionato. La possibilità che si manifesti in lui la voglia di trovare nuovi stimoli lontano da Milano non è remota e l’Inter deve fare attenzione a questa situazione.

 

 


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Luca Arcangeli

Luca Arcangeli