Atalanta – Inter 2 – 1, opinioni e valutazioni

Nell’uggioso pomeriggio di fine ottobre l’Inter si presenta a Bergamo, campo sul quale ha sempre sofferto. De Boer decide per un 4-3-3 con diverse sorprese; fuori dall’undici iniziale Banega, Ansaldi e Candreva, in campo vanno Handanovic, Nagatomo e Santon gli esterni difensivi, Miranda e Murillo centrali di difesa, Joao Mario, Medel, Brozovic a centrocampo, Eder, Perisic e Icardi in avanti.

Che la formazione iniziale ponga piu’ di un interrogativo lo si intuisce subito al punto che, dopo soli sei minuti, Miranda improvvisa un time-out su un calcio di punizione a favore dando disposizioni ai suoi compagni. Passano tre minuti ed un calcio d’angolo dell’Atalanta e’ gia’ fatale; palla prolungata sul secondo palo dove irrompe Masiello e gli orobici sono in vantaggio. Ci si aspetta una minima reazione dei Nerazzurri di Milano ma sono ancora i padroni di casa ad impegnare Handanovic. L’emblema delle idee sconclusionate nella testa dei giocatori dell’Inter e’ rappresentato da due episodi. Al minuto 16 Icardi si trova sull’out sinistro contro due giocatori atalantini; tenta di crossare per l’uomo invisibile ed il pallone finisce vicino ad una pista dell’aeroporto di Orio al Serio. Al minuto 18 Nagatomo riesce a sfondare a destra e mette in mezzo rasoterra; peccato che il pallone sia preso da Santon trenta metri piu’ indietro. L’Atalanta fa quello che vuole, Toloi ci prova da fuori ma Handanovic respinge. Brozovic istiga irritazioni davvero epic e tanta grazia che l’arbitro fischi un fallo al limite dell’area Nerazzurra, nel frattempo Handanovic e Medel si spiegano con la stessa pacatezza di una assemblea di condominio. Finisce il primo tempo con un’Inter che definire imbarazzante e inesistente e’ quasi un complimento.

La ripresa inizia come meglio non si potesse immaginare; sassata di Eder su calcio di punizione ed arriva il pareggio. L’Inter sembra rianimarsi ma ci vogliono ancora i guantoni di Handanovic per opporsi a Konko. De Boer toglie Nagatomo per Ansaldi e l’irritante Brozovic per Kondogbia. L’Atalanta rifiata e l’Inter prova a cercare di mettere insieme qualcosa che possa somigliare ad un gioco. Al minuto 30 esce lo stanco Eder per Candreva e l’impatto dell’ex laziale produce una occasionissima per Perisic che, su assist volante di Icardi, batte a colpo sicuro ma Berisha si oppone molto bene. Cinque minuti dopo Perisic fugge sulla sinistra, scarica per l’accorrente Joao Mario che calcia bene ma la palla viene deviata ed arriva disinnescata tra le braccia del portiere orobico. Ribaltamento di fronte e Santon si candida prepotentemente al premio “sciocchezza della domenica” atterrando in modo insensato Kessie in area di rigore; Handanovic tocca ma non riesce nell’ennesimo miracolo. Vantaggio Atalanta e partita chiusa nonostante il recupero di quattro minuti.

Terza sconfitta consecutiva in campionato con l’aggravante di una squadra che nel primo tempo sembrava lo sparring partner del Barcellona o del Real Madrid. Giocatori insensibili a qualsiasi reazione, neppure dettata da amor proprio, allenatore che sembra travolto dalla situazione, dirigenza e societa’ assenti. Qualcosa di meglio (o meno peggio) si e’ visto nella ripresa grazie alla estemporanea conclusione di Eder su calcio da fermo che ha centrato il bersaglio. E quando sembra che, pur giocando malissimo, si possa addirittura vincere ecco la sciocchezza di Santon che rovina tutto. C’e’ da capire cosa sia cambiato dalla vittoria contro la Juventus dello scorso 18 Settembre, ovvero un mese fa non anno fa. Il risultato sarebbe comunque stato secondario; anche in caso di pareggio o di (clamorosa) vittoria i problemi ci sono e sono gravi. Il punto sta nel trovare la giusta soluzione. Esonero? Sicuramente la posizione di De Boer e’ tutt’altro che solida a causa non solo dei risultati ma anche da un oggettivo crollo delle prestazioni e da scelte difficili di difficile comprensione; resta da capire se l’ennesimo allenatore (l’ottavo) dal luglio 2010 possa servire a raddrizzare la baracca. I giocatori seguono (ancora?) l’allenatore oppure lo scabroso primo tempo di oggi e’ un (inaccettabile) messaggio del gruppo contro il tecnico e nello spogliatoio vige l’anarchia piu’ totale? Difficile pensare che questa sia la stessa squadra che ha battuto la Juventus non piu’ tardi di un mese fa. Puoi avere l’allenatore piu’ bravo del mondo ma chi va in campo e’ il primo responsabile dell’esito di una partita. Dirigenza e proprieta’ (ammesso e non concesso che si capisca chi decide che cosa…) come intenderanno muoversi? Si aspettera’ il 28 Ottobre quando anche il gruppo Suning sara’ a Milano e poi si prenderanno eventuali decisioni? Dicano comunque qualcosa entro stasera perche’ il silenzio in questo momento e’ il peggiore dei mali. Nel frattempo mercoledi’ a Milano arriva il Torino…

== Chi sale ==

Vorrei ma non posso: Handanovic
Ogni trasferta a Bergamo per lui e’ sinonimo di tanto lavoro. Avesse parato il rigore oscenamente causato da Santon almeno un punto lo si portava a casa. Non gli si possono chiedere miracoli e punti tutte le volte.

Salvagente: Miranda
Se la difesa non crolla inopinatamente e’ anche grazie alla sua esperienza ed al suo senso tattico e della posizione; caratteristiche che gli permettono di gestire come meglio puo’ gli attacchi degli attaccanti orobici. Purtroppo un solo Miranda non basta.

== Chi scende (ovvero il peggio del peggio) ==

Roba da matti: Santon
Nel primo tempo Conti (avessi detto Maicon, Cafu’ o Dani Alves…) lo manda in tilt, nella ripresa sembra fare meglio poi rovina tutto causando un rigore con un intervento sciagurato e privo di una qualsiasi logica.

Irritante: Brozovic
Le imprese sportive “epic” della scorsa stagione hanno lasciato il posto alle “epic” stupidaggini combinate fino ad oggi, sia in campo sia fuori. Dopo la partita di Europa League De Boer gli concede un’altra occasione ma lui fa di tutto per esasperare anche un monaco tibetano in meditazione.

Inutile: Nagatomo
Praticamente inesistente sulla sua fascia di competenza. Non uno spunto, non un segno di pericolosita’ nella meta’ campo avversaria, niente di niente.

Tilt: De Boer
La formazione iniziale non convince nessuno. Banega fuori lascia perplessi, Miranda si improvvisa allenatore in campo per spiegare ai compagni cosa fare, snatura anche se stesso e le sue idee rinunciando, di fatto, a giocare con la conseguenza di un imbarazzante primo tempo. Non e’ colpa sua se Santon impazzisce e regala un rigore all’Atalanta pero’ sarebbe interessante capire che fine abbia fatto Miangue che rispetto ai Nagatomo, Santon e D’Ambrosio sembra qualcosa di migliore e piu’ in generale sarebbe utile capire quale sia il suo metro di gestione della rosa che ha in mano.

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