Ausilio, lezioni universitarie e vero senso d’appartenenza

Ancora di moda il brillante intervento del DS Ausilio…

Ausilio, lezioni universitarie e vero senso d’appartenenza

Ancora di moda il brillante intervento del DS Ausilio…

L’intervento del direttore sportivo Piero Ausilio, al corso di perfezionamento di Diritto Sportivo e Giustizia Sportiva presso l’Università degli Studi di Milano, è da considerarsi come un contributo importante per il mondo accademico. Si tratta anche di un preziosismo che resterà, a futura memoria, nel più ristretto ambito sportivo e manageriale. Che lectio magistralis, verrebbe da dire! In realtà si tratterebbe di un caso di dissociazione delle idee. Ausilio parla del non felice momento interista come di un qualcosa che è lontano dalla sua sfera di competenza. Reperire giocatori bravi, talentuosi e possibilmente giovani , al fine di non gravare sulle casse sociali vittime del fair play finanziario, sembra non rientrare tra le sue essenziali mansioni lavorative. Anche l’affermazione circa la mancata creazione di un coeso gruppo di lavoro pare un esperimento fallito tout court piuttosto che l’occasione per un’analisi delle cause che hanno decretato la completa dissolvenza della parola dignità dalla nostra storia più recente; come se la selezione di atleti eticamente irreprensibili non debba riguardare il nostro manager. Se le parole di Ausilio hanno trovato consacrazione in una lezione di grado universitario era lecito attendersi un approfondimento su cause e concause che hanno determinato la scomparsa della nostra amata squadra. Compito del dirigente è anche studiare la genesi delle singole problematiche. L’enunciazione temporale delle vicende resta una pura esercitazione, per restare al mondo accademico, e neanche tanto originale. Un piccolo sobbalzo, devo ammettere, me lo ha creato il riferimento in parallelo con la società Juventus. Comparazioni di bilancio e spesa a confronto. In modo impietoso e disumano, dati i tempi. Osservazioni che hanno il loro carico di verità ma che risultano, nella loro scoperta e divulgazione, pari a quello dell’acqua calda. Forse Ausilio dovrebbe fermarsi alla nuova scuola del Lingotto o a Vinovo per affinare meglio quelle conoscenze che pare gli siano sfuggite in questi anni nerazzurri. Rispolverare anche un leggero senso d’appartenenza che a quelle latitudini non sembrano aver dimenticato e ricercarlo, di conseguenza, durante i casting di avvicinamento ai futuri calciatori interisti. Il senso d’appartenenza sembra dimorare solo presso il tifo interista, relegato a valore secondario e di scarsa importanza. Unico appunto alle esternazioni ausiliarie è il destinatario. Ad occhio e croce mi sembra sbagliato. Meglio sarebbe stato varcare l’ingresso di casa Zhang e far presente, con coraggio e maggior classe, le verità assolute così come raccontate alla fortunata platea studentesca. Forza Inter Sempre e nonostante tutto …

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