Campioni del Mondo per la seconda volta

Domati gli argentini dell’Independiente Il 27 maggio 1965 è una data storica; l’Inter battè, a S. Siro, il Benfica di Eusebio e conquistò la seconda Coppa dei Campioni della sua storia e con essa la possibilità di diventare campione del mondo

 

Campioni del Mondo per la seconda volta

Domati gli argentini dell’Independiente Il 27 maggio 1965 è una data storica; l’Inter battè, a S. Siro, il Benfica di Eusebio e conquistò la seconda Coppa dei Campioni della sua storia e con essa la possibilità di diventare campione del mondo

Gli avversari sarebbero stati gli argentini dell’Independiente in una doppia sfida che avrebbe fatto tappa prima a Milano e poi ad Avellaneda. In Italia si gioca l’8 settembre; il 15, la replica, in Argentina. L’Inter di Helenio Herrera era una squadra che per certi versi anticipava i tempi moderni. Curava la preparazione fisica in modo quasi ossessivo e inventò il ritiro. La fase difensiva veniva studiata e attuata secondo forme quasi maniacali e il contropiede (forma quasi primordiale per indicare la contemporanea “ripartenza”) veniva gestito e impresso sul campo quasi a diventare un tratto distintivo dell’Inter di Herrera. I movimenti di quella squadra erano proprie di un “gruppo”, termine oggi molto caro ai modernisti; l’egoismo del singolo era trasformato e messo al servizio della squadra. Tutto era concepito secondo gli intenti, prioritari e utilitaristici, di un corpus coeso e omogeneo. L’Inter era l’opera, idealizzata e costruita dal Mago Helenio Herrera. L’Independiente aveva vinto la Copa Libertadores (l’equivalente della nostra coppa dei campioni) nelle edizioni del 64 e del 65. La squadra di Manuel Giudice era avversario pericoloso e viveva un buon momento della sua storia.

L’andata, come detto, si giocò a Milano. Herrera schiera una formazione che contemplava Sarti in porta, Burgnich e Facchetti nel ruolo di terzini, Guarneri stopper e Picchi dietro a protezione del mondo, Bedin nella linea mediana, Jair e Mazzola con il compito di avvelenare le fasce, Suarez libero di agire ovunque, Corso ad ispirare una manovra offensiva che vedeva Peirò terminale d’attacco. Giudice è allenatore esperto, sa preparare le partite e studia gli avversari; la sua imprevedibilità porta a disporre l’Independiente con una difesa bloccata e con l’evidente intento di ostacolare l’Inter ricorrendo a mezzi speculari a quelli di Picchi e compagni. Il disegno tattico di Giudice è intelligente ma Peirò dopo soli tre minuti batte il portiere Santoro e porta in vantaggio i nerazzurri. L’Inter, quasi forzando la propria natura difensivista, continua ad attaccare. Se la manovra degli argentini è compassata, quella interista è veloce. Suarez e Corso sono autentiche spine sul fianco e producono una serie impressionante di situazioni pericolose. Mazzola raddoppia al 22’ con un tiro di destro e nella ripresa segna in rovesciata un perentorio tre a zero.

Il ritorno si disputa ad Avellaneda. Le condizioni ambientali sono incandescenti. Prima dell’inizio della partita i giocatori interisti restano vittime di una sassaiola; Herrera, Peirò e Suarez sono tra le vittime. In campo la situazione è caldissima. Sarti viene bersagliato da lanci di biglie di vetro. Facchetti, in seguito, dirà che “piovevano in campo come la grandine”. Il tifo sugli spalti è incessante, tipico dei sudamericani, capace di esasperare gli animi dei propri beniamini per produrre un agonismo quasi violento. L’arbitro Yamasaki è bravo e riesce a mantenere la partita entro binari comunque accettabili. L’Independiente ha le sue occasioni da gol che non riesce tuttavia a sfruttare. Sarti fa un miracolo quasi allo scadere della partita e l’Inter è per la seconda volta, nella sua storia, campione del mondo.

Andata, Milano 8 settembre 1965

INTER-INDEPENDIENTE 3-0 (2-0) MARCATORI: Peirò 3’, Mazzola 22’, Mazzola 59’ INTER (4-4-2): Sarti; Burgnich, Facchetti, Guarneri, Picchi; Bedin, Jair, Suarez, Mazzola; Peirò, Corso; Allenatore: Helenio Herrera. INDEPENDIENTE (2-3-5): Santoro; Navarro, Acuña; Acevedo, Guzmán, Ferreiro; Bernao, de la Mata, Avallay, Rodríguez, Savoy; Allenatore: Manuel Giudice.

ARBITRO: Rudolf Kreitlen (Germania)

Ritorno, Avellaneda 15 settembre 1965

INDEPENDIENTE-INTER 0-0 INDEPENDIENTE: Santoro, Navarro, Pavoni, Ferreiro, Barrios, Guzmàn, Mura, Avallay, Mori, Savoy; Allenatore: Manuel Giudice INTER: Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Domenghini, Suarez, Corso; Allenatore: Helenio Herrera.

ARBITRO: Yamasaki (Per)

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